27/10/2026
Venerdì 30 ottobre H9 Mestre Centro, piazzale Cialdini!
In tutto il paese, in Europa e nel mondo si moltiplicano le mobilitazioni per cambiare il nostro presente e riprenderci il futuro.
Migliaia di giovani come noi stanno scendendo in piazza per un futuro diverso fatto di diritti, di libertà e di pace. In cui la mancanza di prospettive non sia più la normalità, fatta di un costo della vita sempre più alto, di un diritto allo studio sempre meno garantito, di un lavoro sempre meno pagato e più precario, dell'accesso al mercato abitativo sempre più proibitivo e di una sanità pubblica sempre meno accessibile.
Sono rivendicazioni che partono da una generazione ma che parlano a tutta la società, una voglia di non normalizzare una realtà che normale non è. Non solo per giovani e student3, ma per tutt3.
Per questo, in occasione della giornata di Sciopero Generale, saremo in piazza: Venerdì 30 ottobre alle 9:00 a Mestre, in piazzale Cialdini, dove partirà un corteo che attraverserà la città.
Contro il presente che viviamo, per riprenderci il futuro, blocchiamo tutto!
Condividiamo l'appello di giovani, studentesse e studenti della città:
"SIAMO LA GENERAZIONE CHE SI RIBELLA. RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!
Tutto quello che fino ad oggi era considerato normale, non lo è più.
Era normale vedere crollare le proprie scuole e uscirne senza uno straccio di strumento per affrontare il mondo.
Era normale pagare tasse universitarie altissime e non veder mai riconosciute le nostre competenze.
Era normale non potersi permettere un affitto e accettare lavori precari e sottopagati, senza neanche più l’illusione di vederla la pensione.
Era normale scegliere tra pagare la benzina e pagare le bollette.
Era normale aspettare 6 mesi per una visita medica.
Era normale vedere i potenti della Terra distruggere il pianeta e cercare di convincerci che la soluzione ai nostri problemi fosse una guerra tra poveri.
Era normale accettare che i sacrifici dei nostri genitori non fossero bastati a darci uno straccio di futuro a causa di un sistema che rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Era normale. E ora non lo è più.
E’ iniziata al Sud Italia. Migliaia di persone hanno progressivamente bloccato intere regioni. Lavoratori e lavoratrici di categorie anche molto diverse tra loro, intere famiglie che hanno deciso di fermarsi perché lavorare come al solito avrebbe voluto dire morire di fame. I loro blocchi durano ancora oggi.
Due settimana fa studenti e studentesse in tutto il Paese hanno organizzato scioperi e occupato le scuole, tornando in piazza il 16 ottobre in centinaia di migliaia con manifestazioni partecipate come non si vedevano da anni. Una richiesta chiara, semplice, inappellabile, che risponde alle problematiche di ogni singola scuola: i soldi devono andare all’istruzione e non alla guerra.
In questi ultimi giorni tantissime città, grandi e piccole, sono state riempite da cortei con migliaia di persone, soprattutto giovani, in piazza contro il caro vita e il riarmo. Contro un futuro di guerra e povertà. Ai bisogni concreti delle persone, il governo risponde con cariche, lacrimogeni, decreti sicurezza e una propaganda del terrore che cerca in tutti i modi di aumentare la tensione e la paura. Ma non funzionerà.
Un’intera generazione si sta mobilitando. Come in Francia, come in Albania, come in Spagna, come in tantissimi paesi in tutto il mondo, la nostra generazione ha deciso di smettere di accettare una normalità che di normale non ha nulla. Vogliamo tutto quello che ci spetta.
Scendiamo in piazza insieme e blocchiamo la città come giovani, studenti e studentesse delle scuole e dell'università, lavoratrici e lavoratori precari, docenti.
Il 30 ottobre, scriviamo un’altra pagina di Storia. Riprendiamoci il futuro.”