16/09/2026
Erode che raccoglie le firme contro la violenza sui minori.
A Viterbo non ci si annoia mai.
IL MULTISALA DELLA MEMORIA CORTA
C’è qualcosa di meravigliosamente viterbese nell’ultima idea di Filippo Rossi: raccogliere firme per avere un cinema multisala nel centro di Viterbo.
Non perché l’idea sia sbagliata sia ben chiaro, ma perché il film lo abbiamo già visto.
E tra i protagonisti, guarda caso, c’era anche lui.
Riavvolgiamo la pellicola.
Nel 2013 Paolo e Francesco Ferretti, gli imprenditori che gestiscono il multisala di Vitorchiano, sono disponibili a rilanciare il Cinema Genio. Non arrivano con una raccolta firme, ma con un progetto: circa 330 mila euro di investimenti privati, rifacimento della sala, impianti, climatizzazione, poltrone, digitalizzazione, servizi e disponibilità a farsi carico anche del pregresso della società.
E il Comune?
Non avrebbe dovuto finanziare quell’investimento. Al contrario, la proposta prevedeva un canone di 1.000 euro al mese per i primi nove anni e 1.700 per i successivi nove.
Nell’aprile 2013 la giunta Marini approvò una delibera-quadro relativa all’operazione.
Poi si vota e arriva l’amministrazione Michelini e Viva Viterbo, il movimentopartitogurppo o quello che è, creato da Rossi, entra nella maggioranza.
Il progetto resta lì.
Passano due anni.
Nel febbraio 2015 i Ferretti vengono ricevuti a Palazzo dei Priori dal sindaco Michelini e dagli assessori Delli Iaconi e Giacomo Barelli, in quota viva Viterbo /Rossi /Caffeina. Mauro Morucci, presente all’incontro, racconterà alla stampa di un confronto durissimo. Michelini chiede comunque agli imprenditori di formalizzare nuovamente la proposta.
Lo fanno.
16 marzo 2015.
E poi, secondo la loro ricostruzione, ancora niente.
Barelli, aveva una posizione diversa e va ricordata: prima bisognava risolvere la questione dei canoni arretrati, che il Comune quantificava, insieme alla Tarsu, in oltre centomila euro. I Ferretti sostenevano invece di essersi impegnati a rientrare anche del pregresso nell’ambito dell’operazione complessiva.
Insomma, una controversia vera. Sappiamo tutti come finì.
I Ferretti mollarono.
Nel febbraio 2016 Paolo Ferretti disse una frase che oggi, riletta alla luce della raccolta firme di Rossi, sembra scritta da uno sceneggiatore particolarmente cattivo:
«Ci hanno impedito di lavorare, vedremo cosa faranno loro».
E aggiunse anche che, il progetto, che era partito con l’amministrazione Marini, dopo il cambio avvenuto in Comune, a loro giudizio, non era stato più possibile portarlo avanti.
Ma ecco il “COLPO DI SCENA”. Il giorno successivo alle dichiarazioni la città scopre cosa vorrebbe fare Filippo Rossi del Genio.
Indovinate.
Un multisala.
Il 10 febbraio 2016 Rossi, fondatore di Caffeina e leader di Viva Viterbo, dichiara:
«Cosa ci farei? Un cinema multisala».
E spiega persino che i viterbesi sono costretti ad andare al cinema proprio a Vitorchiano e che una multisala nel centro storico porterebbe benefici economici alla città.
Un capolavoro.
Avevamo gli imprenditori che gestivano la multisala di Vitorchiano disponibili a investire sul Genio. Il loro progetto naufraga definitivamente.
Si scopre dopo che a Viterbo servirebbe una multisala perché, ahimè, la gente è costretta ad andare…alla multisala di Vitorchiano.
Nemmeno Totò avrebbe osato tanto.
Il film continua.
Siamo sempre nel 2016.
Come nelle migliori sceneggiature, le parole che risuonano sono “CERCHIAMO QUALCUNO CHE FACCIA QUELLO CHE QUALCUNO VOLEVA GIÀ FARE!”.
Non c’è che dire: siamo nella patria dei creativi.
Nell’aprile 2016 il Comune decide che il Genio dovrà tornare a essere un cinema, «preferibilmente multisala», e prepara un bando rivolto proprio agli imprenditori del settore.
I lavori di recupero?
A carico del privato.
Canone?
Si parte da mille euro al mese.
Vi ricorda qualcosa?
Peccato che questa volta succeda una cosa curiosa.
Non si presenta nessuno.
Il bando scade l’11 giugno senza offerte.
Prima avevamo un imprenditore disposto a investire. Adesso, sotto la loro guida, non si riesce a chiudere l’operazione.
Abbiamo fatto un bando per cercare un imprenditore disposto a investire.
E non l’abbiamo trovato.
Questa non è amministrazione.
È teatro dell’assurdo.
Passa un anno.
E’ il 2017: la compagnia dell’assurdo riscopre i privati.
Un anno dopo, infatti, Filippo Rossi e Giacomo Barelli firmano insieme un intervento sul Genio.
La soluzione? O il Comune mette soldi pubblici oppure servono privati che «investano su quell’immobile cifre importanti».
E qui Vitercio si arrende.
Perché dei privati disponibili a investire cifre importanti sul Genio c’erano già stati.
Si chiamavano Ferretti.
Ma evidentemente erano arrivati con qualche anno d’anticipo.
Arriva il 2018
Passano altri dodici mesi.
Filippo Rossi si candida a sindaco e annuncia:
«Riapro il cinema Genio in un anno e mezzo, facendone un multisala».
Non basta, aggiunge:
«Dovessi andare in galera. E questa è una promessa elettorale».
Sono passati otto anni. Possiamo tranquillizzare tutti almeno su un punto: la galera è stata evitata. Come il multisala.
Siamo arrivati al 2026.
L’idea che hanno partorito dopo 8 anni, di fronte allo sguardo mellifluo, empatico e compassionevole di una claque a cui hanno cancellato la memoria, come fossero sparafleshati dentro Man in Black, è “RACCOGLIAMO LE FIRME!”.
Un colpo di teatro magistrale. Filippo Rossi torna con un libro scritto di suo pugno e annuncia:
facciamo una raccolta firme per un cinema multisala nel centro di Viterbo.
Tredici anni dopo.
Nel 2013 c’erano gli imprenditori.
Nel 2015 c’era il progetto.
Nel 2016 serviva la multisala.
Nel 2017 servivano privati disposti a investire.
Nel 2018 Rossi prometteva di realizzarla in diciotto mesi.
Nel 2026…
raccoglie le firme.
Non sappiamo se ridere o firmare.
Una cosa, però, va detta con precisione: dalle fonti che abbiamo esaminato non emerge la prova che Rossi abbia personalmente fatto fallire la trattativa Ferretti, né tantomeno che l’obiettivo fosse consegnare il Genio a Caffeina. Quello sarebbe un salto che i documenti disponibili non consentono di fare.
I documenti raccontano qualcosa di diverso e, forse, persino più gustoso.
Raccontano di una città che aveva già un progetto privato per recuperare il Genio; di un’operazione che si arenò durante l’amministrazione Michelini, della quale Viva Viterbo faceva parte; dei Ferretti che accusarono pubblicamente il Comune di aver impedito loro di lavorare e dello stesso Rossi che, negli anni successivi, continuò a proporre proprio ciò che quel progetto avrebbe dovuto riportare nel centro della città: il cinema.
Ora chiede ai viterbesi una firma.
Noi, prima della firma, suggeriremmo una cosa molto più economica.
Un biglietto.
Per rivedere il film precedente.
Quando si dice “IL GENIO”
In uscita, a cura dell’ANICAGIS, “LA GRANDE MULTISALA”
Il trailer potrebbe stare in queste parole.
2013: c’erano quelli …..
2016: cercavamo quelli …
2018: promettiamo di …
2026: raccoglie firme perché qualcuno la faccia.
Prossimamente, in nessuna sala.