05/09/2023
Italia-USA 36-73.
Mancano 13 minuti alla fine.
Partita già ampiamente finita da parecchio.
L'umore generale è talmente basso che in più di un'occasione non torniamo nemmeno in difesa.
Linguaggio del corpo remissivo.
Sbagliamo un tiro in attacco.
Contropiede USA.
Ingram è da solo su un lato, fa un palleggio ed è pronto a fare un'altra schiacciata spettacolare.
Melli è almeno un metro più lontano dalla traiettoria di corsa di Ingram.
Ma la sua indole, il suo carattere, il suo temperamento, la sua leadership, non gli consentono in nessuna occasione, anche in barba a punteggio e cronometro, di spostarsi e di smettere di fare quello che un giocatore dovrebbe fare dal primo all'ultimo secondo.
Gli si para davanti, con tecnica difensiva sublime e con tempismo.
Salta perfettamente dritto.
Prende una tranvata in faccia.
Ingram sbaglia.
Melli stramazza al suolo tenendosi il viso.
Poi si rialza.
Ha due tagli e due vistosi rivoli di sangue.
Inveisce contro gli arbitri che non hanno fischiato.
I grigi vanno all'instant replay e cambiano decisione punendo Ingram con un anti-sportivo.
In quella che si è dimostrata una non-partita, in una serata che ricorderemo per la pesantissima sconfitta, all'interno di un Mondiale nel quale abbiamo ottenuto un grande risultato come quello di entrare nelle migliori 8, Melli non si è spostato.
Faro, guida, esempio del nostro basket.