26/09/2025
🇧🇷Brasilia – Dal 4 agosto l’ex presidente si trova agli arresti domiciliari, accusato di aver violato misure cautelari in un diverso procedimento. I suoi legali, però, contestano la decisione: chiedono la revoca della misura restrittiva e denunciano l’assenza di accuse formali collegate alla detenzione. Jair Bolsonaro, l’ex presidente che ha segnato la politica brasiliana degli ultimi anni, è a un passo dal carcere. Dopo la condanna a 27 anni e tre mesi di prigione per il tentativo di colpo di Stato seguito alle elezioni del 2022, la giustizia brasiliana potrebbe ordinare l’inizio dell’esecuzione della pena già a dicembre.
👨⚖️La sentenza, definita “storica”, è stata pronunciata l’11 settembre dalla Prima Sezione del Supremo Tribunale Federale (STF). I reati contestati vanno dal tentativo di golpe all’associazione criminale armata, fino ai danni al patrimonio pubblico. Bolsonaro non è l’unico a essere travolto: altri sette imputati, compresi i generali Walter Braga Netto e Augusto Heleno, sono stati condannati a pene comprese tra 16 e 27 anni. Se lo STF respingerà i ricorsi, l’avvio delle condanne potrebbe scattare tra novembre e dicembre. Tuttavia, Bolsonaro e i suoi uomini non finirebbero in celle comuni: il Codice di Procedura Penale garantisce agli ufficiali dell’Esercito una forma di detenzione speciale. Tra le ipotesi sul tavolo, il carcere di Papuda a Brasilia, la sede della Polizia Federale o persino strutture del Comando Militare del Planalto, cuore del potere esecutivo nella capitale. Parallelamente, la difesa prepara la battaglia internazionale: denuncia una condanna “sproporzionata” e chiede che l’ex presidente possa scontare la pena agli arresti domiciliari, anche per ragioni di salute. Il Congresso, intanto, discute un disegno di legge che potrebbe alleggerire le pene dei responsabili del tentato golpe dell’8 gennaio 2023. Una proposta che divide profondamente il Paese e suscita la dura opposizione delle forze di sinistra.