Nel 1571 viene nominata “Casa Regia” o “Regia Camera” cioè, il luogo deputato ai pagamenti dei dazi, per le merci che per via d’acqua sul Naviglio andavano a Milano. Il gestore, detto camparo, aveva anche la responsabilità di mantenere funzionante il sistema delle acque tra Naviglio e fiume. Intorno al 1560-’70 l’edificio viene ampliato, così come lo vediamo oggi. La casa ha ospitato la principess
a di Savoia, una marchesa e pittori famosi Nel 1999 è stato scoperto in una delle stanze un ciclo di affreschi (1700) e nel 2000 un altro affresco raffigurante il blasone di Filippo V Re di Spagna. Anche i viandanti avevano la possibilità di passarvi la notte, per loro era stato predisposto un luogo caldo nelle cantine. Nel 1690 il pittore olandese Van Wittel, visitando il nord Italia si ferma a Vaprio e proprio da questa casa fa un disegno preparatorio dal quale produrrà sette splendide “vedute di Vaprio” (1719). Nel 1740-’44 un altro importante artista veneto Bernardo Bellotto, arriva a Vaprio per fare quattro “Vedute di Vaprio e Canonica”, commissionategli dal Conte Simonetta; una di queste è conservata al Metropolitan Museum di New York. Nell’Ottobre 2008 il Comune di Vaprio d’Adda finanzia un completo restauro dell’immobile che conserva la maggior parte degli intonaci e delle pavimentazioni originali. STORIA DELL’ASSOCIAZIONE
Qualche anno fa, un gruppo di amici aiutando Arturo a liberare dai rovi il giardino hanno ri-scoperto un piccolo angolo di storia. Da allora la voglia e le idee di ridare vita a tutta la casa, non si sono mai fermate. All’inizio del 2000 si è costituita l’Associazione “Casa del custode delle acque”, con l’intento di conservare e valorizzare questo piccolo patrimonio. La casa da sempre un crocevia di persone e lavori, è oggi pensata come un futuro centro culturale polivalente. Un costante riscontro positivo, è stato dato anche dal Comune di Vaprio. Sulla casa è stata svolta una tesi di Laurea, un progetto di recupero e il F.S.E. ha finanziato la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche per l’uso della stessa, come cantiere per un corso di restauro.