Il progetto Recipe for a Memory nasce dalla volontà di far rivivere i luoghi abbandonati delle città — negozi sfitti, esercizi chiusi — donando loro un nuovo contesto di utilizzo: in particolare, in questi anni in cui i centri storici sono sviliti dalle sempre più frequenti serrande abbassate dei negozi, si sta assistendo ad una perdita di identità che rischia di coinvolgere la memoria urbana ed il senso di appartenenza dei suoi abitanti. Il cibo è da sempre immagine di convivialità e condivisione: è un elemento che accomuna e lega le persone in un tributo fisico e sociale. Molto spesso ai pasti associamo i nostri ricordi più vividi, riportandoci ad una dimensione di arricchimento: così Marcel Proust ha immortalato nella sua opera un momento emblematico di introspezione — quando mangiando la famosa madeleine si ritrova a contatto con il suo tempo perduto. Quel sapore era quello del pezzetto di «maddalena» che la domenica mattina a Combray (giacché quel giorno non uscivo prima della messa ), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio." L'invito ad ognuno è di condividere la propria memoria, per ricostruire un passato comune attraverso un rituale simbolico — colmando un luogo abbandonato con la rievocazione della propria storia personale.
—
L'evento è organizzato dagli studenti:
Federico Conti Picamus
Laura Paniccià
Ana Radovanović
Valentina Rocchetti
Corso di Metodologia della Progettazione
Docente Marco Tortoioli Ricci
ISIA Urbino