11/03/2026
Contributo a cura di A.M.M.I. (Associazione Multietnica Mediatori Interculturali) sul Progetto 𝐌𝐞𝐝𝐢-𝐀𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐀 per il mese di marzo; condividiamo una riflessione di Blenti Shehaj sul ruolo della mediazione interculturale nei servizi pubblici e sulla capacità della mediazione di riconoscere e accompagnare il conflitto, trasformandolo in uno spazio di comprensione e crescita reciproca.
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀
“Mediare significa riconoscere le storie, i percorsi, le fragilità e le competenze; riconoscere che dietro ogni pratica amministrativa c’è una persona e che l’accesso ai diritti passa anche dalla possibilità di essere compresi.
Nei servizi pubblici il conflitto può emergere da incomprensioni linguistiche, differenze culturali, aspettative disattese o fragilità personali. Se ignorato o gestito male diventa distanza, sfiducia, esclusione; se riconosciuto e accompagnato con competenza può trasformarsi in chiarimento, consapevolezza, cambiamento.”
— Blenti Shehaj
Nel progetto 𝐌𝐞𝐝𝐢-𝐀𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐏𝐀 crediamo che il conflitto non sia qualcosa da evitare o rimuovere, ma uno spazio da comprendere e accompagnare.
Quando viene riconosciuto e gestito con competenza, può diventare un’occasione di dialogo, crescita e trasformazione.
Per questo lavoriamo per rafforzare le competenze, valorizzare il ruolo dei mediatori interculturali e promuovere una collaborazione strutturata tra operatori pubblici e mediazione, rendendo la Pubblica Amministrazione sempre più accessibile, trasparente e inclusiva.
Il progetto Medi-Azioni PA è finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027, nell’ambito delle attività di capacity building rivolte alla Pubblica Amministrazione.
https://www.cies.it/progetti/medi-azioni-pa/
Università Roma Tre Dedalus cooperativa sociale Cies Onlus