Jotassassina

PARTY LGBT & ETERO-FRIENDLY

JOTASSASSINA, nata all'inizio del 2006 come omaggio a MUCCASSASSINA, vuole essere una serata assolutamente non ghettizzante, un momento di allegria e condivisione per gay e etero. Non a caso si svolge a Trieste, città che per il suo back-ground culturale ha nel suo stesso DNA la tolleranza e l’apertura nei confronti dell’altro. Dall'inizio è stato importante anche il supporto dell’Etnoblog, la prima associazione interculturale triestina che da anni combatte la battaglia dell’integrazione e del rispetto di culture e sub-culture. JOTASSASSINA negli anni si è venuta a caratterizzare come uno di quegli eventi ai quali esserci è un “must” non solo per la comunità GLBT di tutto il Friuli Venezia Giulia e di oltre confine, ma anche per molti curiosi e simpatizzanti.

Nel maggio del 1945 il Terzo Reich crollò. Ma per alcuni uomini perseguitati per le loro relazioni con altri uomini, la ...
12/09/2026

Nel maggio del 1945 il Terzo Reich crollò. Ma per alcuni uomini perseguitati per le loro relazioni con altri uomini, la fine del nazismo non significò affatto la fine della condanna.

La legge che li aveva portati in carcere era ancora in vigore.

Si chiamava paragrafo 175.

Era entrata nel Codice penale tedesco nel 1871 e puniva determinati rapporti sessuali tra uomini. Per decenni era stata applicata in modo relativamente limitato, perché i tribunali richiedevano prove precise di comportamenti sessuali.

Poi arrivarono i nazisti.

Il 28 giugno 1935 ampliarono radicalmente la norma, con una modifica che entrò in vigore il 1° settembre dello stesso anno, rendendo punibile una gamma molto più vasta di comportamenti. Non servivano più necessariamente prove di rapporti sessuali completi: anche contatti fisici o gesti interpretati come sessuali potevano portare a una condanna.

I numeri cambiarono immediatamente.

Nel 1934 le condanne erano state 948.

Nel 1936 salirono a 5.320.

Nel 1938 arrivarono a circa 8.500.

Durante il regime nazista, furono registrati circa 100.000 arresti per violazioni legate al paragrafo 175 e approssimativamente 53.400 portarono a condanne.

La maggior parte finì nelle normali carceri.

Tra 5.000 e 15.000 uomini furono però deportati anche nei campi di concentramento, dove molti vennero identificati con il triangolo rosa. Furono sottoposti a lavori forzati, abusi e condizioni che provocarono una mortalità particolarmente elevata.

Poi la Germania nazista fu sconfitta.

Molte leggi del regime vennero cancellate dalle potenze alleate.

Quella no.

Il paragrafo 175 esisteva già dal 1871 e gli Alleati permisero che la versione modificata dai nazisti rimanesse in vigore.

Così, nella Germania Occidentale, la versione ampliata nel 1935 continuò a essere applicata pressoché senza modifiche.

Tra il 1949 e il 1969 circa 100.000 uomini furono nuovamente sottoposti a procedimenti giudiziari o arrestati sulla base di quella legislazione. Le stime indicano tra le 50.000 e le 59.000 condanne.

Alcuni finirono ancora in carcere.

La prima grande riforma arrivò soltanto nel 1969, quando la Germania Occidentale smise di punire, secondo i criteri introdotti dal nazismo, i rapporti consensuali tra uomini di almeno 21 anni.

Ma il paragrafo 175 non scomparve del tutto.

Fu eliminato definitivamente dal Codice penale tedesco soltanto nel 1994.

E neppure allora la vicenda era davvero chiusa.

Nel 2017 il Parlamento tedesco annullò collettivamente molte delle condanne emesse nel dopoguerra per rapporti omosessuali consensuali e stabilì risarcimenti per i sopravvissuti.

Erano trascorsi 72 anni dalla caduta del Terzo Reich.

Per migliaia di uomini, una legge inasprita e utilizzata sistematicamente dal nazismo per perseguitarli continuò ad avere conseguenze molto dopo la scomparsa del regime.

(Viaggio nella Storia )

Emma 💔🕊️
11/09/2026

Emma 💔🕊️

In questa foto Lea Garofalo e sua figlia Denise sorridono. C'è luce, sembra esserci felicita. Lea Garofalo non aveva sop...
11/09/2026

In questa foto Lea Garofalo e sua figlia Denise sorridono. C'è luce, sembra esserci felicita.

Lea Garofalo non aveva sopportato il regime della 'ndrangheta in cui viveva. Aveva lasciato il suo compagno Carlo Cosco nel 1996, dopo il suo arresto, e dal 2002 aveva deciso di testimoniare, raccontando ciò che sapeva del potere delle
'ndrine.
E seppe dare informazioni preziose diventando bersaglio, nel maggio 2009 fu aggredita nella sua abitazione da un uomo che si era presentato come un tecnico incaricato di riparare la lavatrice.
Cercò di soffocarla.
Denise, quel giorno assente da scuola, intervenne e la salvò.

Pochi mesi dopo, il 24 novembre 2009, le telecamere del Comune di Milano ripresero Lea all'Arco della Pace, alle 18.37, mentre saliva su un'auto. Carlo Cosco aveva chiesto a Lea di parlare della loro figlia e proprio per questo lei aveva accettato di vederlo.

Un tranello, fu portata in un magazzino strangolata e il suo corpo bruciato per tre giorni in un fusto.

Denise aveva 19 anni quando scelse di testimoniare contro suo padre, l'uomo accusato di aver ordinato l'omicidio di sua madre.
Disse: "lo sono un'orgogliosa testimone di giustizia".
Ma scegliere ha un prezzo che non si esaurisce: diventa la vita stessa, perché tutto quello che segue è determinato da ciò che hai fatto.
Sotto protezione fino al 2018, un nome che non era il suo, un'identità da ricostruire da sola.
Nessuno può davvero comprendere cosa significhi portare addosso, per una vita intera, la scelta di essersi opposti a un potere diffuso, silenzioso, capace di insinuarsi, sporcare, isolare.

Anche quando accanto c'è chi ti vuole bene, sinceramente, il peso resta insostenibile perché si è soli ogni volta che si sceglie qualcosa che, per il solo fatto di averlo scelto, cambia per sempre tutto il resto.

Domenica Denise ha scelto tragicamente di andarsene.

Aveva 35 anni, la stessa età di sua madre quando fu uccisa.

robertosaviano_official

Ce l’abbiamo fatta!!!!Tutti insieme.Abbiamo raggiunto e superato la soglia minima delle 500.000 firme necessarie per chi...
10/09/2026

Ce l’abbiamo fatta!!!!
Tutti insieme.

Abbiamo raggiunto e superato la soglia minima delle 500.000 firme necessarie per chiedere il referendum sull’Educazione sessuo-affettiva in Italia e abrogare così la sciagurata legge Valditara nelle scuole italiane.

In poco più di un mese, mezzo milione di italiani hanno firmato per inserire l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado.

Oggi, sotto Valditara, è vietato parlare di sessuo-affettività nelle scuole dell’infanzia e alle elementari, mentre in medie e superiori è necessario il cosiddetto consenso “informato”.

Con questo referendum, promosso dal Comitato “Sì Educazione Affettiva nelle scuole”, si mira a restituire alle scuole l’autonomia per costruire progetti educativi su concetti come consenso, possesso, conoscenza del proprio corpo, relazioni, violenza di genere.

E rincuora che questo grande traguardo arrivi proprio a distanza di pochi giorni dall’appello pubblico del padre di Lorena Isceri.

La strada è ancora lunga, ma intanto qualcosa si è mosso.

Ora la palla passa al controllo di legittimità della Cassazione e poi al giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale.

È un risultato enorme e una grande occasione di progresso per questo Paese, ma bisogna continuare a firmare.

Ma già da ora dimostra che i cittadini italiani - o una gran parte di essi - sono di gran lunga migliori e decisamente più avanti del governo più “longevo” e bigotto della storia repubblicana.

Ora, oltre alla firma, serve un voto.

Non solo su un referendum.

(Cit.L.Tosa)

🇮🇹

Ciao Elena 💔😢🏳️‍🌈.
04/09/2026

Ciao Elena 💔😢🏳️‍🌈.

Abbiamo immaginato insieme Ospiti in Arrivo quando ancora non esisteva e continuerai a esserci in tutto ciò che faremo e saremo. Ciao Elena!

Riportiamo di seguito le parole del compagno Giovanni:

Alla fine Elena ha deciso di salutarci e di andarsene a
modo suo.
Se n'è andata avvolta da amore, il 3 settembre, di
mattina.

Non ha sofferto ed era serena, lo è sempre stata, anche
nell'ultimo, rapido tratto. Se ne va consapevole di aver
vissuto una vita breve sì, ma piena e bellissima,
circondata da amici. Sapeva di essere molto amata, e
tanto amore ha sempre dato.

Ha affrontato questi ultimi giorni con una forza enorme
ed è scivolata via serenamente, senza soffrire.

Negli ultimi mesi si è divertita ed è riuscita a fare le cose
che più la facevano stare bene assieme alle sue persone.

Come sapete bene, odiava i drammi, le cerimonie tristi e
le formalità. Quindi non ci saranno funerali.

Per chi non fosse riuscit* a darle un ultimo saluto, fate un
brindisi, guardate un film, leggete un libro, leggete la
Costituzione, mangiate qualcosa di buono, rivendicate
un diritto, bevete un caffè, ballate, lottate contro
un'ingiustizia, ascoltate una canzone, andate ad una
manifestazione o a un concerto, insomma ricordatela
facendo tutto questo con un sorriso, ma soprattutto
fatelo "tutti assieme" come piaceva a lei.

Portate con voi un aneddoto simpatico, un bel ricordo
dei momenti passati insieme.

È esattamente così che vorrebbe essere ricordata.

Grazie di cuore a tutt* per I'affetto e la vicinanza.

02/09/2026

Mostra Anna Gruber e l’Actors Studio di Trieste
📍 Sala Veruda di Palazzo Costanzi
🗓️ dal 29 agosto al 23 settembre 2026
🕙 tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00
🆓 Ingresso libero

Oggi, venerdì 28 agosto 2026, alle 18.30, inaugurazione della mostra "Anna Gruber e l’Actors Studio di Trieste", dedicata alla regista triestina Anna Gruber (1929–2000) e al suo fondamentale contributo al cinema, al teatro, alla radio, alla televisione e alla formazione attoriale.

Focus della mostra è l'esperienza della "Scuola dell'attore", fondata da Anna Gruber nel 1963 con sede in via Crispi 4 e attiva fino all'inizio degli anni Settanta, pensata per forgiare professionisti capaci di calcare non solo i palcoscenici teatrali ma anche i set cinematografici e televisivi. Il percorso espositivo è organizzato attorno alla documentazione e immagini fotografiche custodite a Trieste nel Fondo “Famiglie Benco e Gruber” presso la Biblioteca Civica A. Hortis - Archivio Diplomatico e Fondi Archivistici, e nelle collezioni della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.

La mostra, nata da un’idea di Franco Però e curata dal Prof. Paolo Quazzolo dell’Università degli Studi di Trieste, è realizzata dall’Associazione Casa del Cinema di Trieste con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, in co-organizzazione con il Comune di Trieste e con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Trieste.

30/08/2026

A distanza di un anno, visto il successo della prima visione e la grande richiesta, "No Other Land" torna in TV!

L'appuntamento è per domani, domenica 30 agosto, alle ore 21:20 su Rai5 🎬

Accendiamo il piccolo schermo: guardiamolo tutti e tutte!

Indirizzo

Trieste
34123

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