05/02/2024
IN CALIFORNIA SI TORNA AL CORSIVO
È di due giorni fa un articolo pubblicato sul Reuters con cui si informano i lettori che in California i 2,6 milioni di studenti dai 6 ai 12 anni torneranno all’apprendimento e all’uso della scrittura manuale corsiva, dopo che tale abilità era stata soppiantata dalla scrittura digitale.
Si legge che – udite udite – «gli esperti affermano che l’apprendimento del corsivo, tra gli altri vantaggi, migliora lo sviluppo cognitivo, la comprensione della lettura e le capacità motorie» (Trotta, 28/01/’24, Shunned in computer age, cursive makes a comeback in California, Reuters).
Non trovate curioso che gli stessi “esperti” non conoscessero ricerche che attestano l’importanza della scrittura a mano corsiva nello sviluppo cognitivo? Non è curioso che la tanto decantata “scientificità” venga riconosciuta e utilizzata a stagioni (economiche) alterne.
No, non è curioso. È grave.
E al di là della (felice) scelta californiana, preceduta da un disegno di legge che riporta la penna e i quaderni nelle classi, una domanda sorge spontanea: chi restituisce a quei bambini “digitalizzati”, che hanno fatto da cavia, il diritto di scrivere a mano?
Nessuno, naturalmente, nemmeno un disegno di legge.
Perché di diritto si tratta. Quello di godere di una competenza che ha dei tempi non casuali in cui essere appresa, assimilata, memorizzata e resa automatismo.
Noi (forse) siamo ancora in tempo: cerchiamo di non perderlo.
Carla Salmaso
Foto di Olia Danilevich