02/05/2026
TODI "CAPUT MUNDI" DEL GRAVEL: IN DUECENTO SFIDANO IL MONTE MARTANO!
Di Giuseppe Cecconi
TODI – Non è più solo una scommessa, è una splendida realtà. La Todi Bailey Gravel ha chiuso la sua terza edizione con numeri da capogiro e un respiro internazionale che proietta il territorio tuderte nell'Olimpo del ciclismo "off-road". Oltre duecento atleti, appassionati e famiglie si sono dati appuntamento sulle sponde del Tevere, trasformando il "Parco del Ponte Bailey" in un villaggio su due ruote.
Dall'Umbria al Veneto, passando per Toscana, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia: l'Italia del pedale ha risposto "presente". Ma a stupire è stata l'anima cosmopolita dell'evento. Tra i sentieri polverosi e i vigneti si sono incrociate le traiettorie di ciclisti arrivati da Germania, Olanda, Lettonia e persino dall'Argentina, tutti stregati dal mix irresistibile di fatica e bellezza che solo il cuore verde d'Italia sa offrire.
I 20 km: per chi voleva godersi il panorama senza eccessivi patemi.
Il "Lungone" da 120 km: la vera sfida per i più allenati. Un percorso tecnico e paesaggistico che ha portato i partecipanti a scalare il Monte Martano, in un'ascesa che ha messo alla prova gambe e polmoni.
L'evento non è stato solo sport, ma la celebrazione di una visione urbanistica vincente. Il Sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, ha sottolineato come il recupero del ponte bellico e la creazione del parco siano diventati il fulcro della vita sportiva tuderte:
"Scelte progettuali che oggi trovano conferma nella fruizione costante di famiglie e sportivi. Il Parco è diventato la porta d'accesso al sentiero del Furioso e a tutta la nostra rete naturalistica."
Dietro il successo dell'evento c'è la regia di Matteo Boschi e Andrea Scorzoni.
"Il merito va ai volontari e a un territorio straordinario che stupisce ogni volta," ha commentato Boschi, ringraziando l'Amministrazione.
La Todi Bailey Gravel brilla anche sotto l’egida di "Bici in Comune", l’iniziativa di Sport e Salute e ANCI che promuove la mobilità sostenibile. Ancora una volta, Todi ha dimostrato che la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma il motore di un turismo sano, attivo e, soprattutto, senza confini.