FEGE

FEGE FEGE, è il primo Festival di Editoria e Giornalismo Emergente che ingloba il premio Oliviero Beha!

Il 18 e il 19 agosto, a Bobbio, la IV edizione di FEGE (Festival dell'Editoria e del Giornalismo emergente) e il premio "Memorial Oliviero Beha".: per saperne di più, continuate a seguirci!

16/04/2026

Raccontare significa scegliere.
Ma scegliere non può voler dire nascondere.

Al FEGE 2026, Lucio Presta porta una riflessione diretta e senza filtri su cosa significhi davvero raccontare una storia.

È giusto raccontare solo le cose belle?
Solo i successi, i momenti perfetti, le versioni “pulite” della realtà?

Secondo Presta, no.

La verità è fatta anche di errori, di passaggi difficili, di scelte discutibili.
Ed è proprio lì che una storia diventa autentica.

Nessun artista è perfetto.
Nessun percorso è lineare.

E allora perché nasconderlo?

Raccontare tutto, anche ciò che non è comodo, è l’unico modo per raccontare davvero.

Un intervento che rompe l’ipocrisia del racconto perfetto e riporta al centro la verità.

15/04/2026

Dietro ogni artista c’è molto più di quello che si vede sul palco.

Al FEGE 2026, Lucio Presta racconta una verità poco visibile ma decisiva: chi lavora con gli artisti non gestisce solo una carriera, ma entra nella loro vita. Deve conoscere fragilità, bisogni, insicurezze e certezze. Deve saper leggere le persone, prima ancora dei ruoli.

È un lavoro che richiede visione, ma anche ascolto.
Strategia, ma anche empatia.

Poi arriva il momento del palco.
E lì cambia tutto.

Un artista, per essere tale, deve essere completamente centrato su se stesso. Deve essere, in quel momento, assoluto.

Ma è fuori dal palco che si gioca il futuro.

Perché chi pensa di bastarsi, non cresce.
E chi smette di ascoltare, smette di evolvere.

Un intervento che va oltre lo spettacolo e tocca il cuore delle relazioni, del talento e della responsabilità.

14/04/2026

Raccontare la guerra oggi è sempre più difficile.
E forse, più che difficile, sta diventando raro.

Durante il FEGE 2026, il giornalista Piero Ancona ha acceso un riflettore su una trasformazione profonda del giornalismo di guerra: gli strumenti per raccontare esistono, ma non sempre è possibile usarli.

Ci sono luoghi in cui i testimoni non sono ammessi.
Ci sono conflitti che non vogliono essere raccontati.
E ci sono realtà, come Gaza, che diventano simbolo di un’informazione a cui viene impedito di arrivare fino in fondo.

A questo si aggiunge un altro tema: il costo.
Oggi un inviato di guerra è una figura sempre più difficile da sostenere per molte testate.

E allora la domanda diventa inevitabile:
cosa stiamo perdendo quando non possiamo più vedere, raccontare, testimoniare?

FEGE è anche questo.
Uno spazio per fermarsi e capire cosa sta cambiando davvero nell’informazione.

13/04/2026

Una corretta informazione oggi non è solo una questione culturale.
È una questione di salute pubblica.

Durante il FEGE 2026, il presidente Sauro Pellerucci ha lanciato un messaggio chiaro: quando l’informazione diventa intrattenimento, la realtà smette di essere qualcosa da comprendere e diventa qualcosa da vendere. E noi rischiamo di diventare parte di quel meccanismo.

Per questo FEGE esiste.
Per creare uno spazio di confronto reale tra generazioni, in cui i giovani non siano spettatori ma interlocutori.

Ed è proprio a loro che si rivolge il messaggio più importante:
la fragilità non è un limite. È la possibilità di restare aperti, di essere fiduciosi, di continuare a cercare un futuro migliore.

Essere fragili significa voler essere felici.

FEGE è anche questo.
Uno spazio dove la comunicazione torna ad essere responsabilità.

09/04/2026

«Sembri più Alberto Angela che l'inviato di Striscia!»

A FEGE 2026, Michele Macrì ha analizzato un cambiamento epocale nel modo di fare informazione televisiva. Spesso etichettata come semplice "cabaret", la realtà di Striscia la notizia oggi è molto diversa: è fatta di inchiesta, ricerca meticolosa e un approccio giornalistico sempre più marcato.

Perché questo cambiamento?
Perché è cambiato il pubblico. 👥 Anche la "nonnina" a casa non aspetta più la gag di Capitan Ventosa; cerca la verità, cerca di vedere come va a finire l'inchiesta, vuole contenuti che abbiano sostanza.

Michele Macrì ci spiega che l'informazione "emergente" passa anche attraverso la capacità di evolvere formati storici per rispondere a una nuova sensibilità degli spettatori. 🚀

08/04/2026

«I giornalisti fanno un mestiere serissimo, è estremamente necessario, più che mai, sempre di più.» ✍️

A FEGE 2026, Valentina Parasecolo ha lanciato un messaggio potente contro chi cerca di sminuire la professione giornalistica. In un momento storico in cui il rumore di fondo rischia di confondere le idee, Valentina ci ricorda che il vero giornalista deve saper essere un "ponte".

Cosa significa?
✅ Essere capaci di "tradurre" la realtà per le nuove generazioni.
✅ Portare alla luce le storie che rimangono ai margini.
✅ Restare fedeli a un asse portante fatto di serietà e impegno.

Il giornalismo non è un mestiere che sta scomparendo, è un mestiere che sta evolvendo e di cui abbiamo un immenso bisogno. Grazie a Valentina Parasecolo per averlo ricordato con tanta passione sul palco di FEGE.

E voi, cosa ne pensate? Il giornalismo oggi riesce ancora a essere quel "ponte" necessario? Scrivetelo nei commenti! 👇

07/04/2026

Cosa succede davvero dietro le quinte dei talk televisivi?

Nel suo intervento a FEGE 2026, Alessandro Sallusti svela uno degli aspetti meno visibili del sistema mediatico: la costruzione dello show.

Non esiste un copione scritto, ma esiste una regia.
Tempi, posizioni e dinamiche sono pensati per far funzionare il racconto televisivo, e chi partecipa spesso viene chiamato a interpretare un ruolo preciso.

Una riflessione lucida e disincantata su ciò che accade quando l’informazione incontra lo spettacolo, fino a mettere in discussione il confine tra autenticità e rappresentazione.

Un passaggio diretto, in cui emerge anche la fatica di chi, dentro quel sistema, si trova a sentirsi più utilizzato che ascoltato.

02/04/2026

La guerra si combatte su due fronti.
Quello reale. E quello delle narrazioni.

A FEGE 2026, FedericoRampini mette a fuoco un punto chiave:
oggi ciò che accade e ciò che viene raccontato non coincidono sempre.

E proprio lì si apre lo spazio più delicato:
quello in cui l’informazione costruisce percezioni, consenso e interpretazioni.

Capire questa distanza è fondamentale per leggere il presente.

🎥 Guarda il suo intervento

01/04/2026

Abbiamo più informazioni che mai.
Ma le capiamo davvero?

A FEGE 2026, Francesco Giorgino va al punto:
non basta raccontare i fatti, bisogna interpretarli.

La complessità del nostro tempo – tra guerra, geopolitica e geoeconomia – richiede uno sforzo in più:
dare senso alle notizie.

È qui che si gioca la credibilità del giornalismo.

🎥 Guarda il suo intervento

.pellerucci

31/03/2026

Sessanta secondi.
Una domanda semplice: cos’è la verità?

A FEGE 2026, Agnese Scappini ci ricorda che la verità non è mai totale.
È fatta di parti, di contrasti, di opposti che convivono.

Nell’informazione di oggi, imparare a distinguere non significa scegliere da che parte stare,
ma riconoscere la parte di verità dentro ogni racconto.

È lì che inizia la consapevolezza.

🎥 Guarda il suo intervento

Indirizzo

P. Zza S. Giovanni Decollato, 1
Terni
05100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando FEGE pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a FEGE:

Condividi

Digitare