16/09/2026
Crisi ex Ilva: restiamo uniti, salviamo la comunità!
La nostra comunità si trova di fronte ad una delle crisi più gravi della sua storia. Il fermo degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva, ordinato dal Tribunale di Milano per tutelare la salute di cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, avverrà senza che il governo abbia disposto alcun piano per garantire occupazione e redditi degli addetti dell’acciaieria e delle ditte dell’appalto. Riteniamo che il lavoro della magistratura vada rispettato, poiché colma le mancanze dell’esecutivo; allo stesso tempo, siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo nel nostro territorio. Non possiamo accettare che siano le donne e gli uomini della provincia di Taranto a pagare le conseguenze di scelte politiche fallimentari, che hanno trascinato per anni l’agonia dello stabilimento lasciando la popolazione esposta agli impatti dell’inquinamento.
Lo shock rischia di avere effetti tanto più dirompenti in quanto le condizioni della città e del territorio sono tutt’altro che felici. Disoccupazione, precarietà, povertà, marginalità, lavoro nero, disagio sociale sono sempre più diffusi. Poche sono le donne che lavorano e troppi i giovani (e ormai non più solo loro) costretti a emigrare per mancanza di opportunità, mentre le piccole attività commerciali sono in sofferenza. Date queste premesse, la crisi occupazionale che va delineandosi rischia di offrire nuovi spazi alla criminalità organizzata. Infatti quando vengono meno lavoro, reddito e prospettive, le mafie possono inserirsi nelle fragilità sociali, offrendo denaro, occupazione e apparenti opportunità in cambio di consenso e controllo. Inoltre, una società frantumata è terreno fertile per la propaganda razzista, come abbiamo constatato di recente con il barbaro omicidio di Bakary Sako.
Angosciati per i pericoli che ci si parano davanti, diciamo con fermezza: nessuno deve essere lasciato indietro! Le migliaia di lavoratrici e di lavoratori che rischiano il posto sono i nostri vicini, le persone che popolano le nostre vite, i clienti che acquistano nei nostri negozi, i contribuenti che come noi pagano le tasse, senza le quali avremmo ancora meno servizi. Se loro sprofondano, sprofondiamo anche noi; se si salvano, si salva l’intera comunità.
Ma non vogliamo limitarci a esprimere una solidarietà generica. Questo è il momento della lotta. Rivolgiamo quindi un appello alla società civile, alle forze politiche, alle istituzioni locali per una mobilitazione che chiami il governo a dare risposte ad alcune questioni imprescindibili:
- ritiro dei licenziamenti e garanzia dei redditi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del siderurgico e delle ditte dell’appalto anche con l'approvazione di una legge sull'amianto;
- sostegni finanziari alle attività produttive private e agli enti pubblici che si impegnino ad assorbire gli esuberi;
- accelerazione delle bonifiche su tutta l’area SIN secondo un cronoprogramma preciso e con risorse adeguate;
- rilancio del contratto istituzionale di sviluppo;
- completamento dei dragaggi e valorizzazione di tutta l’area portuale.
In questo senso lavoreremo nelle prossime settimane, sollecitando ogni occasione utile per tenere alta l’attenzione sul futuro della nostra comunità, affinché questa crisi si trasformi nell'occasione per ripensare nel complesso il "sistema Taranto”.
ARCI Comitato Taranto
ARCI “Gagarin” – Taranto
Arci Calypso Sava
ARCI “Il ponte” – Ginosa
Arci Talsano “Capozza” – Taranto
ARCI “Al 42” – Taranto
ARCI “Futurja” – Taranto
ARCI “Batti il tempo” – Laterza
ARCI Statte
SvegliArci – Palagiano
Arci Grottaglie
ARCI “Fico!” – Ginosa
Libera Taranto
Rete degli studenti medi Taranto
Giustizia per Taranto
Legambiente Taranto
ANPI Taranto
UISP Taranto
Babele associazione promozione sociale
Chiesa Valdese di Taranto
Associazione Ricreativa Culturale Ambientale (ARCA)
Associazione Hortus Animae – Avetrana
Rilanciamo Avetrana Insieme
Arcigay Taranto – Comitato Territoriale e Provinciale
Hermes Academy
Taranto Pride Net
CasArcobaleno - Casa Rifugio e CoHousing LGBTQIA+
Chiunque voglia aderire all'appello può farlo a questo link -> https://c.org/d9R5JCJLHV
Oppure scrivendo a [email protected]