02/06/2026
🇮🇹 2 Giugno — Buona Festa della Repubblica, Sernaglia.
Oggi abbiamo celebrato insieme la nascita della nostra Repubblica. Due voci, una piazza, un solo senso: la libertà e la democrazia non si custodiscono da soli, ma passandosi le mani — e le responsabilità — di generazione in generazione.
🗣️ Le parole dell’Amministrazione
Nell’estate del ’46, i nostri nonni ricostruivano Sernaglia passandosi le pietre di mano in mano. Nessuno chiedeva niente a nessuno. Era già il loro patto, già la nostra Repubblica.
Ottant’anni dopo, il rischio è dimenticare quella lezione: usare quelle stesse pietre per alzare muri attorno ai nostri giardini invece di tenere in piedi l’argine comune. L’argine si sgretola quando non sappiamo più il nome del vicino, quando davanti a un bisogno del paese diciamo “non è un problema mio.”
Per fortuna c’è ancora chi quelle pietre continua a passarsele — nei volontari, in chi sceglie il dialogo, in chi si mette a disposizione ogni giorno.
Il compito è ancora lo stesso: tendere la mano, prendere la pietra, passarla a chi ci sta accanto.
🎤 Le parole del Consiglio Comunale dei Ragazzi
Quest’anno, a portare la voce dei giovani di Sernaglia, è stata Martina Paset, a nome del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero il proprio futuro attraverso un referendum: nacque la Repubblica, e per la prima volta votarono anche le donne. Una data che ci ricorda che libertà, pace e democrazia non sono cose scontate — vanno custodite ogni giorno.
Essere cittadini significa avere diritti e doveri. E anche i più giovani hanno voce in capitolo: proporre idee, collaborare, impegnarsi per migliorare la propria comunità. La Repubblica vive anche grazie a loro. “L’Italia sarà migliore se ognuno di noi farà la propria parte, anche con piccoli gesti quotidiani