28/05/2026
Buona partecipazione martedì sera alla Croce Bianca per “Voci dal territorio”, un’occasione di confronto aperto e ricco di spunti sul futuro del territorio.
Nel corso della serata sono emersi temi centrali e profondamente attuali, quali il cantiere del sottovia sulla SP9 ed il progetto per l’area ex Olympia, considerati dei nodi strategici per lo sviluppo della zona e fonte di non poche preoccupazioni per i residenti.
È emersa con forza la necessità di ripensare Querceta in profondità: il suo ruolo di crocevia deve trasformarsi da punto di criticità in un vero punto di forza, attraverso un progetto organico che parta da Piazza Matteotti e si estenda fino alle frazioni, riqualificando e uniformando gli spazi per costruire un paese più coeso, vivibile e armonico; è stato inoltre evidenziato il crescente senso di abbandono percepito nei confronti dell’attuale amministrazione comunale, tema che si riflette anche nelle difficoltà segnalate dal mondo delle associazioni locali, sempre più in affanno nel trovare ascolto, sostegno e spazi di collaborazione strutturata.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’accessibilità, con le testimonianze dirette delle difficoltà che le persone con disabilità incontrano a causa delle numerose barriere architettoniche ancora presenti sul territorio.
Da questo confronto emerge per Querceta un percorso di lavoro chiaro per la costruzione di un’alternativa all’amministrazione Alessandrini, articolato su due piani: da un lato la battaglia concreta contro il progetto previsto sull’area ex Olympia, che, se realizzato, rappresenterebbe un duro colpo per il commercio di vicinato e per il tessuto residenziale di Querceta, oltre a rischiare di aumentare significativamente il traffico su via Don Minzoni e via Fratelli Rosselli, con conseguente ulteriore congestione della viabilità interna del centro abitato; dall’altro la riprogettazione di Piazza Matteotti e, a cascata, delle altre aree pubbliche strategiche della frazione, privilegiando una visione di lungo termine rispetto a interventi palliativi o ad accordi privati speculativi finalizzati unicamente a fare cassa, ma dannosi per il futuro della piana.