Città Versilia

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“Città Versilia” è l’orizzonte socio culturale, ancor prima che politico e amministrativo, verso cui guarda la nostra associazione "Versilia, su la testa"

17/09/2026

Ultimi posti disponibili!

📅 Venerdì 18 settembre, ore 20:00
📍 Giardino dei Medici
🍷 Cena elettorale di Seravezza Progressista
💶 Contributo €30

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𝗣𝗿𝗼𝗰𝗲𝗻𝗼 𝗠𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹: 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘄𝗲𝗲𝗸𝗲𝗻𝗱 (𝟭𝟵-𝟮𝟬 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲)Proceno Musica Festival: il secondo weekend (19-20 settembr...
16/09/2026

𝗣𝗿𝗼𝗰𝗲𝗻𝗼 𝗠𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹: 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘄𝗲𝗲𝗸𝗲𝗻𝗱 (𝟭𝟵-𝟮𝟬 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲)

Proceno Musica Festival: il secondo weekend (19-20 settembre) unisce il genio di Bach al virtuosismo di Paganini

Nel borgo della Tuscia prosegue la rassegna musicale con due appuntamenti imperdibili: l’omaggio all’Insieme Strumentale di Roma e l’integrale dei 24 Capricci di Paganini eseguita da Vincenzo Bolognese.

PROCENO – Entra nel vivo il Proceno Musica Festival 2026 con un secondo fine settimana di grande spessore artistico, che vede protagonisti due imperdibili appuntamenti nella suggestiva Sala delle Storie Profane di Palazzo Guido Ascanio Sforza – Proceno (VT).

Sabato 19 settembre – Aspetti Bachiani
Alle ore 18:30, l’Insieme Strumentale di Roma – ensemble in residenza – presenta un programma che mette in luce la duplice anima di Johann Sebastian Bach, bilanciando l’intima spiritualità delle pagine sacre e l’elegante virtuosismo della produzione laica.

I dettagli del concerto: L’ascolto delle cantate sacre “Ich habe genug” (BWV 82) e “Jauchzet Gott in allen Landen” (BWV 51) è impreziosito dalla voce del soprano Minni Diodati. Ad arricchire la serata, la celebre Suite n. 2 in si minore (BWV 1067) con il ritorno di Manuel Granatiero al flauto traverso nel virtuosismo della Badinerie.

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𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗲𝗿𝗮In libreria Io sono Lorena il secondo romanzo di Lucia Barbera prima p...
16/09/2026

𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗲𝗿𝗮

In libreria Io sono Lorena il secondo romanzo di Lucia Barbera prima presentazione a Imperia sabato 19 settembre ore 17,00
Sala Convegni Biblioteca Civica

È uscito Io sono Lorena il nuovo romanzo di Lucia Barbera, edito da Terre Sommerse.

Io sono Lorena è un romanzo che segue il percorso di Lorena, una donna in cerca di sé stessa tra le atmosfere nostalgiche di Parigi e la provincia ligure. La storia si apre nel 2006 quando Lorena decide di porre fine a una relazione tossica con Bertrand, suo capo e amante, scegliendo di inseguire la felicità con Paul, un uomo gentile che le offre la possibilità di una nuova vita.

Tuttavia, Lorena porta con sé un segreto: anni prima ha completato la sua transizione di genere, e la paura del giudizio altrui e dell’abbandono la accompagna costantemente. Il romanzo si sviluppa attraverso otto capitoli e una lettera finale, alternando momenti di introspezione, ricordi d’infanzia e scene di vita quotidiana. Lorena affronta il difficile rapporto con la famiglia d’origine, la nostalgia per la Liguria e la fatica di essere accettata per ciò che è. A Parigi trova una nuova dimensione familiare tra le Drag Queen di un Teatro di Pigalle e in particolare nell’amicizia con Gerard/Dauphine che la sostiene nei momenti più bui. Dopo la rottura con Paul, segnata da violenza e dolore, Lorena decide di tornare in Italia. Il ritorno a Vallepiana è segnato da difficoltà, incomprensioni e da un duro confronto con la madre, ma anche dalla possibilità di ricostruire la propria identità e trovare una nuova serenità lavorando presso una vecchia amica.

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𝗔𝗹𝗹’𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗠𝘂𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮Un’offerta formativa ricca e diffusa per i...
16/09/2026

𝗔𝗹𝗹’𝗔𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗠𝘂𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮

Un’offerta formativa ricca e diffusa per il nuovo anno: all’Accademia delle Muse la musica e il teatro diventano strumenti di crescita

La scuola di Susanna Altemura riapre le porte a Viareggio con un programma rinnovato che spazia dai percorsi classici e professionali ai laboratori per l’infanzia, puntando sul valore culturale ed educativo delle arti.

VIAREGGIO – Ripartono i corsi all’Accademia delle Muse di Viareggio, la realtà diretta da Susanna Altemura che da anni rappresenta un punto di riferimento per la formazione musicale e teatrale sul territorio. In un contesto spesso saturo di proposte commerciali e messaggi rapidi, la scuola sceglie di puntare sulla qualità di un percorso formativo strutturato, capace di coniugare rigore tecnico e sensibilità artistica.

Situata in Via Rosmini, l’Accademia propone un’offerta ampia e articolata, pensata per rispondere alle esigenze di tutte le età: dai bambini che si avvicinano per la prima volta ai linguaggi espressivi fino a chi desidera perfezionare una preparazione professionale.

Tra le novità e i corsi di punta, una particolare attenzione è rivolta alla tradizione e alla terra di Puccini, inaugurando il percorso con il Corso di Canto Lirico. Dedicato alla scoperta e allo sviluppo delle potenzialità vocali attraverso lo studio della tecnica, della respirazione e dell’interpretazione, il corso offre un’esperienza formativa mirata a costruire una voce consapevole e personale, adatta sia ai principianti sia a chi punta al perfezionamento. Accanto alla lirica, trova spazio il Corso di Canto Moderno, che spazia dal pop al soul, dal rock al cantautorato, lavorando su presenza scenica e identità vocale.

Il panorama strumentale è altrettanto variegato. Oltre ai corsi consolidati di Chitarra Elettrica, l’offerta si arricchisce quest’anno con il nuovo Corso di Chitarra Classica, pensato per sviluppare una solida preparazione tecnica e di lettura musicale, e con il nuovo Corso di Sax, uno strumento dal carattere intenso ed espressivo ideale per esplorare l’improvvisazione e la musicalità.

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12/09/2026
𝗧𝗿𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼:𝗮𝗹 “𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗜𝗹 𝗳𝗶𝗲𝗻𝗶𝗹𝗲” 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗮𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶𝗻𝗶Nell’ambito del ...
11/09/2026

𝗧𝗿𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼:𝗮𝗹 “𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗜𝗹 𝗳𝗶𝗲𝗻𝗶𝗹𝗲” 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗮𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶𝗻𝗶

Nell’ambito del programma d’incontri “Il salotto delle stelle”, martedì 15 settembre, alle ore 21 al Circolo il fienile” di Viareggio (via del pastore 1, con ingresso libero), sarà presentato Tra l’incudine e il martello, l’inedito secondo libro di Alfredo Catarsini.

Dopo il successo di Giorni neri – edito negli anni Sessanta del Novecento e ripubblicato nel 2021 -, è infatti tornata in libreria la voce letteraria del pittore viareggino Alfredo Catarsini (1899-1993), autore del romanzo inedito Tra l’incudine e il martello – edito da La Nave di Teseo, curato dalla giornalista e scrittrice Elena Torre e già presente, come Giorni neri, nel catalogo del libro parlato dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – un’opera civile sulla libertà e il dissenso e inserito di recente sulle pagine de La Lettura (l’inserto domenicale del Corriere della sera), tra gli scrittori più importanti della Versilia. Inoltre, il libro è arricchito dalla prefazione di Vittorio Sgarbi, che ha analizzato la profondità dello sguardo di un artista capace di eccellere sia nel segno pittorico, sia nella parola scritta e sottolineando l’unicità del Catarsini scrittore, capace di far «dipingere le parole e parlare i colori», tratto che evidenzia una capacità di intuizione pari a quella di Viani nel raccontare non solo ciò che si vede, ma soprattutto ciò che si sente.

Alla presentazione del “Circolo il fienile”, oltre la curatrice Elena Torre, sarà presente Elena Martinelli, nipote di Catarsini e Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS nata nel 2020 per promuovere l’arte e la letteratura di Catarsini e che da alcuni anni ha allargato il proprio raggio d’azione per rimuovere gli ostacoli alla piena accessibilità dei luoghi di cultura alle persone con disabilità visiva, guardando anche al ruolo che in questa delicata operazione possono avere le giovani generazioni.

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𝗢𝗽𝗲𝗻 𝗗𝗮𝘆 𝗮𝗹 𝗝𝘂𝗻𝗸𝗮𝗻 𝗗𝗼𝗷𝗼: 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗸𝗮𝗿𝗮𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗶Venerdì 12 settembre 2026, dalle 16:00...
11/09/2026

𝗢𝗽𝗲𝗻 𝗗𝗮𝘆 𝗮𝗹 𝗝𝘂𝗻𝗸𝗮𝗻 𝗗𝗼𝗷𝗼: 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗸𝗮𝗿𝗮𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗶

Venerdì 12 settembre 2026, dalle 16:00 alle 19:00, la scuola Junkan Dojo apre le porte a tutti per un pomeriggio dedicato alla scoperta del karate.

L’appuntamento è rivolto a bambini, ragazzi e adulti che desiderano avvicinarsi a questa disciplina sportiva, che hanno il desiderio di saperne di più e capire se può fare per loro.

Durante l’evento sarà possibile partecipare a prove gratuite e confrontarsi direttamente con 6 docenti a disposizione per illustrare l’attività, sciogliere dubbi e rispondere a domande o curiosità.

Il programma della giornata prevede inoltre:

Un tavolo informativo per conoscere la cultura, la storia del karate e le attività della scuola.
La presenza degli atleti della Nazionale Fikta, Campioni del Mondo WSKA 2025.
La partecipazione del Maestro Nicola Bianchi, titolare del Junkan Dojo e allenatore della Nazionale Italiana Kata.
Un rinfresco conclusivo per tutti i partecipanti.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.

Informazioni e contatti:

Indirizzo: Junkan Dojo, Via dei Calzolai 110, Camaiore (zona Le Bocchette)
Data e Orario: 12 settembre 2026, ore 16:00 – 19:00
Telefono / WhatsApp: 333 5491468

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10/09/2026

La sicurezza sul lavoro non può essere un ricordo.

Vogliamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà al giovane lavoratore rimasto ferito nell’incidente avvenuto sul nostro territorio e alla sua famiglia. Gli facciamo i nostri migliori auguri e un grande in bocca al lupo, con la speranza che possa superare al più presto questo momento difficile.

Un episodio così grave ci impone una riflessione. È inaccettabile che oggi, a Seravezza, in Toscana, un giovane che va al lavoro possa rischiare così la propria salute e la propria vita.

In questa epoca sembra che ci si stia dimenticando che il lavoro debba garantire innanzitutto dignità, diritti, salute e sicurezza. Le conquiste ottenute in decenni di lotte da lavoratrici, lavoratori e sindacati non possono essere considerate scontate o, ancor peggio, non possono essere dimenticate.

Servono investimenti, risorse e personale nella medicina del lavoro, nella prevenzione e nei controlli.

Il problema è anche culturale e riguarda una logica di profitto e di risparmio che sta progressivamente devastando regolamenti, tessuto produttivo e competenze sul lavoro, specie quello a rischio. Quando la ricerca del massimo risultato e della riduzione dei costi finisce per comprimere formazione, prevenzione e professionalità, è il valore stesso del lavoro a essere messo in discussione.

Serve quindi ricostruire quella cultura della sicurezza che generazioni di lavoratori hanno conquistato e difeso. Troppo spesso della sicurezza sul lavoro si torna a parlare soltanto quando qualcuno rimane ferito o perde la vita.

Noi pensiamo invece che debba essere una priorità ogni giorno, perché tornare a casa sani e salvi non venga mai più considerato un privilegio.

𝗘𝗹𝗼𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗮di Michele InfantolinoCi sono parole che sembrano appartenere esclusivamente alla scienza e che, tut...
09/09/2026

𝗘𝗹𝗼𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗶𝗮

di Michele Infantolino

Ci sono parole che sembrano appartenere esclusivamente alla scienza e che, tuttavia, finiscono per parlare dell’uomo. Entropia è una di queste. La pronunciamo pensando al calore, all’energia, ai sistemi fisici. Eppure, dietro quella parola apparentemente astratta si nasconde una delle intuizioni più profonde sul destino delle cose, ovvero che nulla rimanga immobile, che ogni ordine sia provvisorio, che ogni forma nasca già accompagnata dalla possibilità della sua dissoluzione.

L’entropia, in termodinamica, descrive la tendenza di un sistema isolato verso stati sempre più probabili. Ludwig Boltzmann comprese che dietro l’apparente ordine del mondo macroscopico si agitano innumerevoli configurazioni microscopiche. La sua equazione, S = kB ln Ω, lega l’entropia al numero dei modi in cui un sistema può essere disposto. Non è dunque semplicemente il «disordine»; è, più profondamente, la misura della molteplicità delle possibilità. La sua Vorlesungen über Gastheorie, pubblicata in due volumi nel 1896 e nel 1898, rappresenta uno dei testi fondamentali di questo passaggio verso una lettura statistica della termodinamica. La seconda legge della termodinamica introduce così una direzione nel divenire. L’energia non scompare, si trasforma. Ma, mentre si trasforma, tende a distribuirsi. Un corpo caldo si raffredda, un gas si espande, una differenza di temperatura si attenua. L’energia rimane, ma diminuisce la sua capacità di essere convertita integralmente in lavoro. È forse qui che la fisica incontra per la prima volta la filosofia del tempo.

Il tempo, nella maggior parte delle equazioni fondamentali, non sembra avere una preferenza così netta tra passato e futuro. Eppure noi viviamo in un mondo irreversibile. Un bicchiere può cadere e frantumarsi; i frammenti non tornano spontaneamente a ricomporre il bicchiere. Una goccia d’inchiostro si disperde nell’acqua, ma non torna spontaneamente a raccogliersi in una goccia perfetta. Noi esseri umani, nella nostra percezione parziale del tempo, sentiamo una singola occasione per vivere, senza aver possibilità di un ritorno al passato. L’entropia offre a questa asimmetria una direzione fisica: la freccia del tempo.

Eraclito lo aveva intuito molti secoli prima che la fisica potesse formularlo: «tutto scorre». Il mondo non è una statua, ma un processo. La realtà non consiste soltanto nelle cose che sono, ma anche nelle trasformazioni attraverso cui cessano di essere ciò che erano. E quando allarghiamo lo sguardo all’universo, l’idea diventa vertiginosa. Le stelle nascono perché l’universo non è in equilibrio perfetto. Differenze di temperatura, densità ed energia permettono alla materia di organizzarsi, di precipitare, di accendere reazioni nucleari e di costruire strutture complesse. La complessità, dunque, non è l’opposto dell’entropia, e può emergere proprio all’interno di un universo che, nel suo complesso, aumenta la propria entropia. È una delle grandi ironie della natura. L’ordine può nascere dal cammino verso una maggiore entropia. Un essere vivente, per esempio, mantiene la propria organizzazione interna non isolandosi dall’universo, ma scambiando continuamente energia e materia con esso. Vive perché consuma un gradiente, perché riceve energia e restituisce all’ambiente calore e materia più dispersi. La vita non smentisce l’entropia, vive dentro di essa.

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Seravezza
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