01/08/2022
In campagna elettorale si parlerà di foreste?
Temo proprio di no... semmai del piantare alberi, facile bandierina già sventolata per prima addirittura da Silvio Berlusconi!
Invece parlare di foreste si dovrebbe. Di foreste e clima, due temi che rischiano entrambi o di cadere nel dimenticatoio o peggio di essere sfruttati (ma svuotati di contenuto e complessità) per ottenere facile consenso.
Per provare a smuovere le acque stagnanti di questa campagna elettorale la SISEF - Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale ha proposto 10 priorità riguardanti le foreste (40% del territorio nazionale) per la prossima legislatura.
Molti punti del decalogo riguardano direttamente o indirettamente anche il tema della crisi climatica, ad esempio:
✓ Investire nell’adattamento delle foreste agli stress climatici e nella prevenzione dei danni alle foreste dovuti agli incendi e agli eventi climatici estremi;
✓ Progettare il ripristino delle foreste danneggiate, in modo da creare ecosistemi climaticamente resistenti;
✓ Supportare l’impianto e la cura di alberi nelle aree urbane e imporre misure di compensazione e ripristino per tutte le opere di trasformazione del territorio in misura almeno doppia rispetto al suolo consumato e alle emissioni generate;
✓ Riattivare la filiera nazionale del legno per diminuire la dipendenza dalle importazioni e evitare di delocalizzare impatti negativi sulle foreste di altri Paesi;
✓ Incentivare l’impiego di legno locale e l’uso “a cascata” del legno e formulare piani di approvvigionamento sostenibile di biomassa legnosa di scarto a scopo energetico per piccoli impianti di teleriscaldamento nelle aree montane e interne.
Tutte queste priorità si potrebbero riassumere in 2 grandi concetti chiave fondamentali:
- le foreste vanno conservate ma al tempo stesso utilizzate in modo sostenibile: sono magazzino di carbonio, di biodiversità, ma anche di servizi ecosistemici tra cui una materia prima rinnovabile (il legno) che trattiene a lungo il carbonio accumulato dagli alberi ed è alternativo alle fonti fossili;
- le foreste vanno aiutate ad adattarsi meglio, insieme alla nostra società, agli stress e ai disturbi causati dalla crisi climatica (siccità, incendi, tempeste di vento, patologie).
Per fare tutte queste cose e per farle bene servirà puntare con molta forza sulla gestione attiva e sostenibile di quel 40% d'Italia oggi semi dimenticato e marginale, che sembra interessare ben poco alla politica e pure ai cittadini.
Servirà lavorare molto, con grande equilibrio e una visione radicalmente nuova del nostro rapporto con i territori rurali e la montagna, che sappia coniugare conservazione e produzione sostenibile di beni e servizi.
Servirà tornare a prenderci cura di ciò che è oltre le città, anche se quei territori rappresentano un bacino esiguo di voti.
Servirà equilibrio, ripeto, lungimiranza, fiducia nella scienza e non ideologia.
Sono doti rare nella politica di oggi, rarissime, ma essenziali, non più rimandabili.
Per questo non possiamo più accettare che del problema ambientale più grande dei nostri tempi (la crisi climatica) e della fetta più estesa d'Italia (le foreste), che risentono del riscaldamento globale ma che possono rappresentare anche una parte della soluzione, non si parli in campagna elettorale o lo si faccia attraverso slogan vuoti.
Il giudizio che matureremo da qui al 25 settembre dovrebbe necessariamente passare anche da questi temi..... ma temo il solito enorme, assordante vuoto.
- Luigi Torreggiani