15/08/2023
Signori e signori cadere nella trappola da loro costruita
Sulla brace di ferragosto si sta decidendo di mettere il calcio italiano.
E si sta facendo di tutto per far passare Aurelio De Laurentiis come il braciere, l'uomo dalle clausole inderogabili.
La FIGC chiede "favori" al Napoli senza pensare minimamente alle conseguenze, ai danni che questa richiesta potrebbe generare nei prossimi mesi.
Quando si chiede un favore, prima o poi il conto arriva sempre e uomini saggi come quelli in Federazione dovrebbero saperlo.
Come avrebbero dovuto sapere che smontando pezzo per pezzo lo staff di Mancini si sarebbe arrivati alle sue dimissioni, a ridosso di una qualificazione agli Europei neanche così assodata al 100%.
E ora, in uno stato di necessità e crisi per niente imprevedibile, la scelta più semplice da compiere sembra essere quella di prendersi un allenatore ancora vincolato dal club campione d'Italia, provando a non pagare la clausola di 3 milioni.
Quella clausola che Spalletti ha accettato senza pistole alle tempie, compensata - DA NON DIMENTICARE - in primis da bonus e aumenti sul netto percepito, poi dall'essere accontentato sull'anno sabbatico.
De Laurentiis è stato costretto a trovarsi un altro allenatore, ricerca che a quanto pare poco piace alla FIGC, che vuole tutto e subito perché ora ha fretta.
Il Napoli non può essere creditore di un favore e a comprenderlo sembra esserci solamente lui, Aurelio De Laurentiis. Paradossale.
Ne va del calcio italiano, della sua credibilità, quella che si preferisce calpestare senza ragionare sulle conseguenze.
Quella che porta a mettere le pezze invece di pensare alla prevenzione del problema.
Quella sulla quale si ragiona quando ormai è troppo tardi. Sempre.