Prima divisa: maglia bianca con banda rossa, pantaloncini rossi, calzettoni rossi. Seconda divisa: maglia rossa con manica bianca, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi. CAMPO DI GIOCO: oratorio "Gesù Buon Pastore", via Dossena 35, 25068 Sarezzo (Brescia). La squadra del Sarezzo viene fondata nel luglio 2009 da un gruppo di amici con il nome di Sarezzo, identificandosi poi sotto l’egida “Big Re
d Machine”. Da subito il simbolo diventa il gufo, animale rapace che campeggia nello stemma araldico del comune saretino, svettando a protezione degli abitanti sopra il disegno del castello dei Testaforte anticamente sito nella frazione di Ponte Zanano. La Big Red Machine sposa dall’inizio il progetto di don Michele Bodei (che è stato curato a Sarezzo dal settembre 2006 a luglio 2011), entrando a far parte del Comitato sportivo saretino Paolo VI, dal 2012 con presidente il nuovo parroco don Camillo Pedretti. Nata come gruppo di amici e con l’ambizione di diventare la squadra amatoriale rappresentativa del Comune di Sarezzo, la Big Red Machine conduce la prima stagione 2009/2010 del campionato Csi sotto la guida tecnica del giovane Massimo Scaramella (classe 1989), giungendo seconda nel girone valtrumplino di “Promozione” con una rosa di 19 giocatori (eliminata invece al primo turno di Coppa Leonessa). Conquistata la promozione in “Eccellenza”, nella stagione 2010/2011 i biancorossi saretini prendono parte a un girone unificato (Eccellenza + Promozione) per un riordino deciso dal Csi a causa del minor numero di società iscritte. Massimo Scaramella rimane nel gruppo come dirigente, abbandonando però il ruolo tecnico per gli impegni con il Rugby Lumezzane, dove milita. La scelta del nuovo allenatore ricade su Augusto Angius, il quale è costretto a lasciare la squadra dopo un solo allenamento per sopraggiunti problemi familiari. Con la nuova stagione alle porte la dirigenza saretina si muove per trovare un nuovo mister, raccogliendo il parere favorevole di Leonardo Benenati, affiancato dal giovane Emanuele Massari (classe 1978). A novembre, però, anche Benenati deve lasciare la squadra a causa di motivi lavorativi e l’allenatore in prima diventa Massari. Forte di una rosa di 22 elementi, il giovane tecnico porta la squadra al 5° posto finale. Poca fortuna invece in Coppa Leonessa, eliminati nuovamente al primo turno. Il 2011/2012 vede la Big Red Machine ricominciare la stagione con un organico composto da 23 giocatori, senza più Massari alla guida tecnica, passato ad allenare l’altra compagine saretina Csi dell’E2M. L’ossatura della squadra rimane la medesima e i dirigenti si muovono già nel mese di giugno alla ricerca di un nuovo mister, trovando un’intesa con Roberto Pintossi. Saretino doc con trascorsi nelle giovanili del Brescia, Pintossi cerca di dare un imprinting tattico alla squadra, pur non riuscendo a trovare continuità nei risultati. Da gennaio 2012 anche lui non riesce più a seguire i ragazzi a causa di una professione che spesso lo porta a essere lontano da Brescia. Rimane comunque sempre in contatto con la dirigenza per portare avanti un certo tipo di lavoro e alla ripresa dei campionati è uno dei giocatori a rivestire la carica di allenatore pro tempore: si tratta di Elio Vinati, i cui lunghi tempi di recupero per un infortunio al piede lo costringono a chiudere anzitempo la stagione agonistica. È lui a terminare l’anno altalenante della Big Red Machine, che giunge nona in classifica, sfiorando però stavolta la storica qualificazione in Coppa Leonessa. La stagione 2012/2013 ricomincia all’insegna dell’ennesima novità per i biancorossi: il neoallenatore è il lumezzanese Mauro Bresciani, affiancato in qualità di preparatore atletico da Roberto Pintossi, che rimane all’interno della società anche per dare un segno di continuità alla storia Big Red. A gennaio 2013 l’allenatore Bresciani però lascia la squadra per sopraggiunti problemi di salute e impegni personali. I ragazzi proseguono così l’avventura con una linea di disciplinata autogestione che hanno avuto modo di sperimentare anche in passato - aiutati dai compagni di squadra (infortunati) Marco Bossini e Daniele Saleri -, terminando il campionato con un’onorevole 7° posizione e giocandosi le chance di passaggio del turno in Coppa Leonessa. Il risultato di qualità rincorso con fervore sin dalla promozione nel 2009 non arriva, ma la squadra riesce negli anni a rendere sempre più solida la sua innata capacità di farsi punto di aggregazione per i neoarrivati e cemento per nuovi legami anche extracalcistici. Una filosofia che i Gufi biancorossi cercano di portare avanti anche nella stagione 2013/2014, allorché alla guida arriva “uno di loro”: è mister Alessandro Becchetti. La squadra è coesa, la preparazione improntata al gioco matura pian piano e dopo quattro sconfitte consecutive i ragazzi del Becca inanellano una serie di vittorie che li porta nella Top 3. Alla fine chiuderanno in 5° posizione a causa di alcuni inattesi black-out, ma dimostrando ampiamente di valere il 2° posto. Mentre il passaggio in Coppa Leonessa continua a rimanere un tabù. E nella corrente stagione 2014/2015 altri due giocatori appendono gli scarpini al chiodo: si tratta di Marco Bossini e Carlo Beltrami, che diventano rispettivamente allenatore e preparatore atletico. La squadra è nelle loro mani. Che sia l’anno decisivo per arrivare all’agognata promozione nella categoria superiore? Quella che viene disputata è probabilmente la stagione migliore della Big Red, che a fine anno giunge 3° e grazie al ripescaggio viene promossa in Eccellenza. Inoltre, per la prima volta supera il girone di Coppa Leonessa, giungendo sino ai sedicesimi di finale. Nel 2015/2016 la guida tecnica passa a Carlo Beltrami, la squadra accoglie nuovi membri, nuove maglie, nuovi stimoli, ma la stagione non va come previsto. E la Big Red chiude l’anno in ultima posizione, racimolando soltanto due vittorie e due pareggi. E anche il sogno di poter conquistare la Coppa Leonessa si spegne però ai sedicesimi di finale sul campo sintetico di Rivoltella. Gli anni che passano, gli impegni che si accumulano, le famiglie che si allargano e l’incertezza che regna. Ma la famiglia Big Red è più grande di tutte le altre e, anche con alcuni innesti (giovani e meno giovani), i Gufi saretini si iscrivono anche per la stagione 2016/2017. Girone di Promozione per loro, con una rosa pronta a rispondere agli ordini di mister Nicola Vassalini, passato con grande professionalità dalla linea di porta a quella di bordocampo. L’obiettivo? Salire in Eccellenza e riuscire a superare lo scoglio degli ottavi di finale in Coppa Leonessa. Negli anni qualcuno se n’è andato, qualcun altro è arrivato, anche se il gruppo storico è rimasto lo stesso. Sinora sette stagioni agonistiche e 51 giocatori passati nelle gloriose file della Big Red Machine. Una squadra, un simbolo, un paese. Dovete sapere che lo stemma del Comune di Sarezzo è costituito da tre elementi simbolici e decorativi: i gigli guelfi, simbolo della Valtrompia; il castello, che rappresenta il castello dei Testaforte eretto a Ponte Zanano a difesa del ponte in una zona strategica, alla confluenza della valle del Gombiera; infine, la figura di un rapace che sormonta il castello e fa sua l’intera effigie. C’è chi dice sia una gufo altri una civetta. La funzione del gufo è di vedetta, a simboleggiare la posizione strategica dei manieri di Sarezzo, in grado di controllare la Valtrompia e vigilare sul passaggio degli armati provenienti dalle valli laterali. Dunque, ecco il nostro simbolo: il gufo, che svetta e controlla la Valle. Le decorazioni esterne che confluiscono nel centro dello stemma stanno a rappresentare le strade che portano a Sarezzo, le squadre ‘nemiche’ che giungono da noi (nella casa del Gufo) per sfidarci. Il gufo rappresenta Sarezzo, rappresenta il centro della Valle, vuole essere un monito per gli avversari: siete giunti a Sarezzo, ad aspettarvi avete trovato 7 rapaci. Attenti, la strada è tortuosa e il ritorno a casa non è certo ... le strade, infatti, si perdono nel centro della stemma, proprio sotto il gufo. Gufi: amabili rapaci.