A Santu Lussurgiu si tiene un carnevale equestre caratterizzato da una corsa a pariglia di cavalli, tra le più spericolate dell’isola, detta “Sa Carrela ‘e nanti” (strada che si para d’avanti). Le tradizioni equestri, come “Sa Carrela ‘e nanti”, sono molto antiche, risalgono ai secoli scorsi quando, i Giudici di Arborea prima e i viceré spagnoli dopo, avevano impiantato e favorito l’allevamento de
i cavalli, tanto da ottenere razze speciali per le corse. Un riferimento certo si rinviene nel dizionario del Casalis che cita “sa carrela” a partire dal 1840. Nelle corse a pariglia, che attualmente si svolgono per il carnevale a Santu Lussurgiu, i cavalieri devono essere dei veri acrobati così come impongono le regole di questo genere di manifestazione che ha origini nelle esercitazioni e nelle tradizioni delle cavallerie leggere. Sa Carrela ‘e nanti è la sintesi del carnevale di Santu Lussurgiu che ha come protagonisti i cavalieri, i cavalli e il pubblico. Anche la folla è parte integrante dell’evento creando un particolare effetto: la folta massa si apre un attimo prima dell’arrivo dei cavalli in corsa per richiudersi subito dopo il loro passaggio. Sa Carrela ‘e nanti è una strada sterrata lunga circa 350 metri, caratterizzata da ripide discese e salite, da curve e strettoie che si snodano lungo le viuzze del centro storico del paese. I cavalieri, rigorosamente lussurgesi, devono indossare, secondo la tradizione, una maschera o avere il volto dipinto. La domenica di carnevale, i cavalieri si presentano a s’iscappadorzu, il punto in cui ha inizio la corsa e a gruppi di due, tre (una volta anche in quattro) si lanciano in questa ardita corsa. La corsa più comune è la pareza (a coppie), i cavalieri partono, corrono e arrivano insieme, con il braccio di uno sul braccio dell’altro volendo simboleggiare l’unità, la concordia, l’amicizia e la solidarietà. Il lunedì, chiamato “Su Lunisi de sa Pudda” (il lunedì della gallina), il cavaliere lanciato al galoppo deve buttare a terra con un bastone, chiamato “Su fuste ‘e ortzastru”, un fantoccio che ha le sembianze di una gallina, che sostituisce dagli anni ’70 la gallina vera. Il martedì termina lo spettacolo con la premiazione dei cavalieri che hanno buttato giù più galline, delle tre migliori pariglie e di tutti gli altri partecipanti. Sa Carrela ‘e nanti” rappresenta un momento unico di riconoscimento autentico della comunità locale, è una occasione di scambio, di conoscenza reciproca, è il veicolo che avvicina i visitatori alla storia della comunità e alla sua anima più profonda. Sa Carrela ‘e nanti esaudisce il desiderio di vivere un’esperienza autentica, racchiude in sé un fascino fortissimo e rappresenta il viaggio della fantasia, della leggerezza, della trasgressione.