10/05/2026
𝐌𝐈𝐀 𝐌𝐀𝐃𝐑𝐄
Mia madre mise a me, che ero il quarto figlio, i vestiti del mio primo fratello che ha tredici anni di più, e la povera donna, quei vestiti, li aveva fatti passare a tre altri, prima di me; ma ci ha lasciato un po' di denaro, che, in parte, andò per i primi orfanelli della Divina Provvidenza, e ci ha cresciuti bene, all'onore del mondo, come si dice: tutti gli stracci li sapeva combinare e ci cavava dei vestitini, e la famiglia trionfava nella povertà onesta e discreta.
Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle tre di notte e via a lavorare, e pareva sempre un fuso che andasse, e sempre faceva e s'industriava: faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l'erba, e lo affilava essa, senza portarlo all'arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre!
Teneva da conto fin i coltelli rotti, e questi sono stati la mia eredità. Non correva a comperare, se proprio non poteva fame a meno; e, quando è morta le abbiamo ancora messo il suo vestito da sposa, dopo cinquantun anni che si era sposata: se l'era fatto tingere di nero, e faceva ancora la sua bella figura, ed era ancora il suo vestito più bello!
Vedete come facevano, cari miei figli, i nostri santi e amati vecchi? E mi raccontava sempre che Gesù era sceso da cavallo per raccogliere un pezzettino di pane… E` un racconto che ho poi trovato in un vangelo apocrifo: ma chissà che non sia vero? Certo è espressivo tanto! Cari miei figli, imitiamo i nostri vecchi e i nostri Santi!
Don Orione
Auguri a tutte le mamme 🤍