14/08/2025
Ci siamo presi del tempo per poter metabolizzare e sedimentare tutte le emozioni di questa 26esima edizione di Rock in the Casbah e di questa 12esima di Bravo Jazz. Ci chiamiamo Fare Musica proprio perché il nostro imperativo assoluto è sempre stato quello di mettere la musica al centro dei nostri progetti e vederla come parte di un binomio indissolubile con il luogo nel quale si realizza tutto ciò. Siamo sempre stati certi della grande potenzialità della Pigna, o Scarpéta se detta in Sanremasco, ci arroghiamo il privilegio di averla “scoperta” per primi 26 anni fa. E nel concludere simbolicamente con un post come questo l’ultima edizione non possiamo che partire dalle considerazioni appena enunciate. Per molti anni da queste parti si è respirata un’aria perfettamente raccolta nella canzone “Clandestino” di Manu Chao, la città vecchia era clandestina al resto della città, ed aver contribuito ad invertire tutto questo è un vanto che ci riempie di orgoglio. Tutte le amministrazioni comunali che si sono alternate hanno sempre creduto in noi (altro vanto) e quella attuale ci ha fatto sentire sicuramente importanti, grazie alla visione di Alessandro Sindoni soprattutto.
Quindi siamo qui a chiudere anche “socialmente” la nostra estate in “the dirty old town”, ringraziando il pubblico di Bravo Jazz in primis. La manifestazione è cresciuta e stabilmente richiama una platea di appassionati che gratifica abbondantemente il palco. È sempre bello considerare un ascolto attento, la giusta combinazione che forma la tanto agoniata “quarta parete”, elemento fondamentale per uno spettacolo perfetto.
I ragazzi che popolano Rock in The Casbah non hanno bisogno di ulteriori menzioni, RITC fa parte di loro, ed ogni volta proviamo emozione forte nel vedere un sostanzioso ricambio, nuove leve, appassionate, partecipi. Abbiamo sempre il sogno di poter essere esempio, abbiamo il sogno di vedere il futuro in fondo all’orizzonte della musica.
Ma vorremmo menzionare uno per uno tutti gli abitanti che popolano San Constanzo, anzi, la Pigna tutta. Operazione impossibile enunciarli tutti, ancora una volta prendiamo ad esempio e salutiamo la Luigia la cui finestra è parte della scenografia, le luci del nostro palco invadono i suoi spazi, la nostra musica copre le sue lunghe elucubrazioni jazzate, a volte non mettiamo musica d’ascolto, Luigia magari sta ascoltando Keith Jarrett…
Ed ancora una volta terminiamo Ebbri, felici delle esibizioni, noi cerchiamo sempre di vestire al meglio questo piccolo angolo di mondo, ma la risposta in termini di passione che riceviamo dalle band è sempre meravigliosa, per molti diventa il miglior concerto dell’anno… fotografato dai migliori. È sempre bello scorrere le pagine dei ragazzi protagonisti e vedere in immagine catturata da noi come foto profilo.
E grazie a tutti quelli che stanno attorno e si occupano delle cose rognose, ad esempio Robi, Andrea, Luca. Magari senza di loro non succederebbe tutta la grande esplosione della sera. Perché tutto è un ingranaggio che parte da questo luogo per terminare in funzione del luogo stesso.
La 26esima dichiarazione d’amore per San Costanzo l’abbiamo scritta, grazie …