19/08/2025
Abbiamo avuto un incasso pari agli anni di maggiore affluenza. Numeri che raccontano un successo, ma che da soli non bastano a spiegare tutto quello che è accaduto.
Non ci aspettavamo quella folla sotto la pioggia: centinaia di persone che invece di scappare hanno scelto di restare ed altre che ne continuavano ad arrivare, con i piedi bagnati, con un piatto in mano, l'ombrello nell'altra e il sorriso sul volto, pur di vivere Ca’Food. E ancora meno ci aspettavamo quello che è accaduto il giorno dopo, quando non era nemmeno previsto il proseguirsi dell'evento: un’altra marea di gente, nonostante intorno ci fossero manifestazioni più grandi e più blasonate.
È stato un segnale fortissimo: la gente sceglie Ca’Food, lo sceglie nella sua semplicità, senza grandi nomi e senza grandi firme di richiamo. Lo ha scelto per quello che è: un luogo dove stare insieme, dove sentirsi a casa.
E noi, davanti a quell’affetto, non possiamo che essere grati. Ci hanno sostenuto le parole di chi ci ha ringraziato, di chi si è detto felice nonostante la pioggia, nonostante tutto. Ma la cosa che più ci ha commosso è stata la risposta della comunità: tantissime persone esterne all’associazione, senza nessun obbligo, si sono buttate a dare una mano. Hanno lasciato la loro casa, si sono sporcate le mani, hanno rimesso insieme quello che il maltempo aveva distrutto. Con loro c’eravamo noi, una parte della consulta (quella davvero operativa), e persone che non appartenevano a nessuno dei due mondi. Questa è la vera forza di Ca’Food. Così come lo sono i ragazzi e le ragazze che ogni anno scelgono di darci una mano togliendo tempo a loro stessi.
E poi non possiamo non ringraziare le attività che hanno dato tutto: chi si è organizzato per tempo, chi ha preparato centinaia e centinaia di porzioni, chi nel caos ha trovato il modo di reinventarsi, correndo ovunque per recuperare ingredienti, pur di non fermarsi. È stato incredibile vedere quella determinazione e quella voglia di non deludere. I loro conti parlano chiaro: incassi altissimi, una soddisfazione meritata che siamo sicuri è stata gioia per loro che hanno raccolto esattamente ciò che avevano seminato.
Se c’è una parola che può riassumere tutto, è gratitudine. Gratitudine per le persone che sono venute, per chi ha lavorato, per chi si è rimboccato le maniche senza chiedere nulla in cambio, per chi ha sorriso e cantato anche sotto la pioggia. Gratitudine perché Ca’Food si conferma ogni volta non solo come un evento, ma come un abbraccio collettivo, come un momento in cui si costruisce davvero comunità.
Un ringraziamento va anche al Comune di San Piero Patti per il contributo concesso, alle forze dell’ordine ed un grazie di cuore va inoltre a padre Salvatore, che con grande gentilezza e apertura ci ha prestato i locali del Cinecircolo: un gesto che ci ha fatto sentire accolti e sostenuti, e che ha dimostrato ancora una volta quanto la collaborazione tra realtà diverse possa fare la differenza.
A riflessioni concluse questa è la parte che ci porteremo dentro in questa edizione "difficile": la certezza che Ca’Food vive grazie alle persone. Vive grazie a chi ci crede, a chi viene per stare insieme, a chi si ferma a parlare con noi anche solo per dire “grazie, ci voleva”. Vive grazie a chi prepara da mesi, a chi passa le notti a lavorare, a chi sacrifica la propria domenica per correre a recuperare ingredienti, a chi non guarda l’orologio ma solo l’obiettivo. Vive grazie a chi non fa parte di niente eppure nel momento del bisogno sceglie di esserci, e a chi fa parte di qualcosa ma non si limita al ruolo: ci mette cuore, tempo e fatica.
Ca’Food non è un evento: è un’esperienza condivisa, è una comunità di persone che si muove come un corpo unico, che resiste anche sotto l’acqua, che si rialza dopo il vento, che ride, che si abbraccia, che si sostiene. È il riflesso migliore di ciò che siamo quando decidiamo di esserci davvero, insieme.
E per questo, oggi più che mai, possiamo dire che Ca’Food non appartiene a nessuno…se non a chi lo vive e lo cura con amore 🧡
Associazione Ca’Sud