13/01/2020
«Compie 60 anni l'olio extravergine di oliva italiano.
Fu con la legge n.1404 del 13 novembre 1960 che entrò in vigore la classificazione merceologica con cui ancora oggi in Italia e nel resto del mondo si classifica come "extra vergine" l'olio ricavato dalle olive.
E’ un primato tutto italiano e un anniversario di assoluta importanza nella valorizzazione dell'oro verde.
Siamo stati i primi al mondo a trovare questa definizione merceologica sessant'anni fa e si può dire che è l'Italia ad avere inventato l'extravergine, poi tutti gli altri Paesi hanno seguito un trend che non potevano disattendere. Fu una scelta lungimirante per tutti, che ha accompagnato e celebrato un prodotto che tutt’oggi è in fase di cambiamento.
Quando fu istituita la categoria mancava quella qualità che facesse la differenza ma le politiche dell’Unione Europea degli anni a seguire hanno aiutato il decisivo processo di miglioramento; con gli anni duemila e con la comunicazione che è stata dedicata al valore del prodotto invece ha iniziato a farsi largo tra i produttori e soprattutto tra i consumatori quella consapevolezza che oggi fa la differenza sul mercato.
Il consumo italiano si attesta tra le 500 e le 600 mila tonnellate, con un consumo medio stimato tra gli 8 e i 10 kg pro-capite che è abbastanza ma non molto se si pensa al bombardamento di informazioni sulla salubrità conclamata dell’olio extra vergine di oliva. Poco più di 300 mila tonnellate sono destinate invece alle esportazioni ma la mancanza di investimenti nei terreni da destinare alla coltivazione degli uliveti limita in generale i risultati produttivi con una quota di fabbisogno nazionale che per adesso non riusciamo a raggiungere.
La quasi totale assenza di ricerca è un altro limite al settore mentre sul piano della tecnologia produttiva l’Italia ha fatto passi decisivi ed è oggi leader indiscusso.
La tradizione? C’è ancora, su prodotti come l’olio extra vergine non si transige».
Andea Andrea Leonardi Provinciali Marco Filippo Falugiani