Arene Decoloniali

Arene Decoloniali Festival di cinema, letteratura e fotografia sulla decolonialità
1° ed. settembre 2025 | 2° edizione settembre 2026
📍Parco della Torre di Tormarancia, Roma

Oggi vi aspettiamo a Roma, dove si terrà la prima presentazione dell’edizione italiana di Femministe musulmane di Jamal ...
21/05/2026

Oggi vi aspettiamo a Roma, dove si terrà la prima presentazione dell’edizione italiana di Femministe musulmane di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki, appena pubblicato da Astarte Edizioni.

Il volume, un saggio grafico, ripercorre le vite e le lotte di venti figure emblematiche – magrebine, arabe, nere, asiatiche, iraniane, q***r, con o senza velo – restituendo tutta la ricchezza e la pluralità di un movimento che interpreta l’islam attraverso i principi di uguaglianza, equità e giustizia sociale. Un percorso che mostra come sia non solo possibile essere femministe e musulmane, ma anche femministe in quanto musulmane.

“FEMMINISTE MUSULMANE” Presentazione del libro | Roma
📍 21 maggio | ore 17.30
📍 Casa Internazionale delle Donne – Roma

Ne discuteranno Renata Pepicelli (Università di Pisa, Manifesta-Astarte), Nadia Pizzuti (già corrispondente ANSA a Teheran e autrice di Iran. La lunga marcia delle donne) e Marisa Iannucci (Università Hassan II di Casablanca). Modera l’incontro Sheanna Murray (Un Ponte Per).

L’evento fa parte del percorso di avvicinamento alla seconda edizione di Arene Decoloniali, il festival dedicato ai femminismi nati e cresciuti nel cosiddetto “Sud globale” e nei contesti segnati dalle esperienze coloniali e postcoloniali.

Alle prime ore del mattino del 20 maggio, i soldati coloniali italiani circondarono il convento copto di Debrà Libanòs. ...
20/05/2026

Alle prime ore del mattino del 20 maggio, i soldati coloniali italiani circondarono il convento copto di Debrà Libanòs. Entrarono nel monastero, separarono i religiosi dagli altri e prepararono quella che sarebbe diventata una delle più gravi stragi del colonialismo italiano. Per capire perché l’Italia continua ancora oggi a rimuovere la strage Debrà Libanòs, bisogna partire da lì.

Tra il 20 e il 29 maggio 1937, la repressione coloniale italiana colpì Debrà Libanòs, uno dei principali centri religiosi e culturali dell’Etiopia. Le truppe arrivarono prima della festa di San Tekle Haymanot, quando il monastero era pieno di monaci, studenti e pellegrini. I prigionieri furono radunati, separati e trasferiti in zone isolate, a Laga Wolde e poi a Engecha, dove centinaia di persone vennero fucilate a gruppi. La meticolosità della strage rivela il suo vero obiettivo: eliminare l’élite politica e religiosa etiope, cuore del Paese.

Come scrisse lo storico Del Boca: “Mai, nella storia dell’Africa, una comunità religiosa aveva subìto uno sterminio di tali proporzioni”. Sebbene le esecuzioni dichiarate da Rodolfo Graziani fossero 452, le stime più recenti indicano tra le 1.800 e le 2.200 vittime. Lo stesso Graziani rivendicò apertamente la repressione, definendola “titolo di giusto orgoglio” e affermando di aver applicato un provvedimento che “fece tremare le viscere di tutto il clero”, responsabile secondo gli italiani di aver dato riparo alla resistenza etiope.

Debrà Libanòs fu parte della più ampia ondata di violenza seguita all’attentato contro Graziani. Pochi mesi prima, tra il 19 e il 21 febbraio 1937, Addis Abeba era già stata colpita dalla furia fascista: case incendiate, civili uccisi nelle strade, arresti di massa ed esecuzioni sommarie. Una rappresaglia volta a terrorizzare la popolazione e riaffermare il dominio coloniale italiano.

Ancora oggi queste stragi restano quasi assenti dalla memoria pubblica italiana. Le scuse ufficiali per Debrà Libanòs sono state più volte annunciate, ma mai realmente compiute in un atto pubblico dello Stato. Nessun riconoscimento pieno, nessuna assunzione stabile di responsabilità, nessuna giornata nazionale dedicata alle vittime del colonialismo italiano.

Questa rimozione non è neutra. Ad Affile, nel Lazio, è stato costruito un monumento dedicato a Rodolfo Graziani, il viceré responsabile della repressione in Etiopia e simbolo della violenza coloniale fascista. Mentre le vittime di Debrà Libanòs e Addis Abeba non hanno ancora un riconoscimento nazionale, uno dei principali responsabili di quei crimini ha ricevuto spazio, fondi e legittimazione pubblica.

Ricordare Debrà Libanòs e Addis Abeba non è guardare al passato, è rompere il silenzio che ancora protegge i crimini coloniali: serve una Giornata nazionale in memoria delle vittime del colonialismo italiano.

Per questo il prossimo 26 maggio, insieme all’ANPI e ad realtà, saremo ad Affile per manifestare di fronte al mausoleo del criminale di guerra Graziani.

L’Italia riconosca le proprie responsabilità.

Primo incontro di avvicinamento alla seconda edizione del nostro festival (seconda edizione, settembre 2026), quest'anno...
06/05/2026

Primo incontro di avvicinamento alla seconda edizione del nostro festival (seconda edizione, settembre 2026), quest'anno dedicato ai femminismi del cosiddetto “Sud globale” e dei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.

“FEMMINISTE MUSULMANE” Presentazione del libro | Roma 21/05
In un mondo in cui i pregiudizi su islam e femminismo circolano con sconcertante facilità, e l’islamofobia permea in profondità le società “occidentali”, il libro “Femministe musulmane” di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki dimostra che non solo è possibile essere femministe e musulmane, ma anche esserlo proprio in quanto musulmane.

Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20 figure emblematiche: magrebine, arabe, nere, asiatiche, iraniane, q***r, con o senza velo. Il percorso di queste donne restituisce la ricchezza di un movimento che interpreta l’islam attraverso un prisma di uguaglianza, equità e giustizia sociale. Perché, affermano le autrici, “il Corano non è patriarcale: è la sua lettura da parte degli uomini a esserlo”.

Il 21 maggio, alla Casa Internazionale delle Donne (Roma), presenteremo la versione italiana del libro, in uscita con Astarte Edizioni.

Discuteranno del testo Renata Pepicelli (Università di Pisa, Manifesta-Astarte), Nadia Pizzuti (giornalista e cineasta, Lesconfinate) e Marisa Iannucci (Università di Casablanca Hassan II). Modera l’incontro Sheanna Murray (Un Ponte Per).

L’evento si inserisce in un ciclo di incontri di avvicinamento alla seconda edizione del festival Arene Decoloniali, dedicati ai femminismi nati nel cosiddetto “Sud globale” e nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.

📅 21 maggio | h 17:30
📍 Casa Internazionale delle Donne - Roma

All’alba del 7 aprile 1939 il Regio esercito italiano attaccò in più punti della costa albanese, soprattutto a Durazzo, ...
07/04/2026

All’alba del 7 aprile 1939 il Regio esercito italiano attaccò in più punti della costa albanese, soprattutto a Durazzo, ma anche Valona, Saranda e Shëngjin per poi marciare su Tirana che venne presa il giorno successivo. L’occupazione militare dell’Albania fu completata il 12 aprile.

Mussolini portava così a compimento un progetto che era già stato dell’Italia liberale che nel 1914 aveva occupato il porto di Valona, considerato strategico per il controllo del corridoio adriatico.

L’Italia se lo era poi fatto “assegnare“ come parte di quello che le potenze dell’Intesa consideravano ‘bottino di guerra’, a spese dell’impero ottomano. Solo la rivolta della popolazione albanese del 1920 impedì che il progetto di farne un protettorato arrivasse subito a compimento.

L’invasione di vent’anni dopo trovò una resistenza armata limitata dalla schiacciante superiorità militare fascista, anche se a Durazzo furono accolti dal fuoco delle postazioni albanesi e si cercò di impedire lo sbarco anche tramite azioni eroiche.

L’Albania, formalmente indipendente ma già economicamente e politicamente subordinata all’Italia, in uno stato già semicoloniale, venne occupata militarmente. Il re Zog fu costretto alla fuga, mentre Vittorio Emanuele III veniva proclamato re d’Albania restando tale fino al 1943 quando il paese fu occupato dall’esercito tedesco per poi essere liberato l’anno successivo dalla lotta partigiana albanese.

Questo episodio viene spesso marginalizzato nella memoria europea, ma rivela che l’Italia non fu solo alleata della Germania nazista, ma fu anche potenza occupante e aggressore coloniale diretto nei Balcani, dopo esserlo stato in Libia e nel C***o d’Africa.

Oggi quella impresa ritrova continuità nel progetto di esternalizzazione dei campi di concentramento per migranti che il governo postfascista porta avanti, mostrando la radice razzista del proprio sistema di pensiero.

Questo post fa parte delle iniziative di Un Ponte Per e Arene Decoloniali per la istituzione di una Giornata della Memoria per il ricordo delle vittime del colonialismo italiano.

Nell’ambito del percorso collettivo “Tracce coloniali”, vi condividiamo l’incontro con il Prof. Alessandro Volterra, doc...
18/03/2026

Nell’ambito del percorso collettivo “Tracce coloniali”, vi condividiamo l’incontro con il Prof. Alessandro Volterra, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Roma3.

Volterra ci guida attraverso le peculiarità del colonialismo fascista in Africa: dalla spinta alla colonizzazione demografica, al primato delle leggi razziali, fino alla giustizia coloniale e alla brutalità della repressione fascista. Particolare attenzione è dedicata alla resistenza libica guidata da Omar al-Mukhtar, simbolo della lotta anticoloniale raccontata anche nel film Il leone del deserto (1980).

Queste sono solo alcune delle tracce lasciate dal colonialismo italiano. Per conoscere e approfondire, guarda il webinar completo su YouTube: https://youtu.be/pipKo8U3X4w?si=zgZDd3hghh3K4km_

26/02/2026

Tezeta Abraham vi aspetta domenica sera al Nuovo Cinema Aquila per vedere “Adwa. Una vittoria africana” del regista etiope Professor Haile Gerima.

In occasione del 130° anniversario della battaglia di Adwa, Un Ponte Per e Arene Decoloniali organizzano una serata dedicata alla memoria rimossa del colonialismo italiano.

📅 Programma 01 marzo 2026

Ore 18:00 – Introduzione con il regista in collegamento
Ore 18:40 – Cerimonia del caffè
Ore 19:15 – Prima proiezione
Ore 21:00 – Seconda proiezione

📍Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74 – Roma)

🎟️Ingresso: 7 euro

📩Info: [email protected]

Questa iniziativa si inserisce nella campagna per l’istituzione di una Giornata della Memoria per le vittime del colonialismo e nel percorso verso il festival Arene Decoloniali 2026.

La strage del 12 Yekatit (19 febbraio 1937) rappresenta una delle pagine più oscure della storia coloniale italiana. Que...
19/02/2026

La strage del 12 Yekatit (19 febbraio 1937) rappresenta una delle pagine più oscure della storia coloniale italiana. Questo eccidio mostra come il mito degli “italiani brava gente” sia diventato un elemento centrale dell’identità nazionale e dell’immaginario collettivo, contribuendo all’oblio della memoria storica. I fascisti non hanno mai pagato per la strage di Addis Abeba e l’Italia non ha mai riconosciuto pienamente le proprie responsabilità per i crimini commessi.

Per questo sosteniamo la campagna per l’istituzione di una Giornata della Memoria dedicata alle vittime del colonialismo italiano, un passo necessario per riconoscere le responsabilità italiane, ricordare le vittime e promuovere percorsi di memoria e giustizia decoloniale.

A chiusura della settimana di memoria, il 1° marzo, presso il Nuovo Cinema Aquila, proietteremo “Adwa. Una vittoria africana” del regista etiope Professor Haile Gerima. Il film restituisce la storia dal punto di vista del popolo colonizzato, raccontando la storica vittoria etiope contro l’invasione italiana del 1896 e restituendo centralità a voci, memorie e narrazioni etiopi.

RICORDIAMO YEKATIT 12 NON SOLO PER COMMEMORARE LE VITTIME DEL MASSACRO DI ADDIS ABEBA MA ANCHE PER CHIARIRE LE RESPONSAB...
16/02/2026

RICORDIAMO YEKATIT 12 NON SOLO PER COMMEMORARE LE VITTIME DEL MASSACRO DI ADDIS ABEBA MA ANCHE PER CHIARIRE LE RESPONSABILITÀ ITALIANE E RICOSTRUIRE UNA GIUSTIZIA DECOLONIALE

Ogni anno, il 12 Yekatit (19 febbraio), in Etiopia si commemorano le migliaia di vittime massacrate ad Addis Abeba dalle truppe fasciste italiane dopo l’attentato del 1937 contro Rodolfo Graziani. La repressione durò giorni e causò esecuzioni di massa, incendi, uso di armi chimiche e violenze diffuse, proseguendo poi con il massacro di Debre Libanòs. L’Italia non ha mai risposto pienamente di questi crimini, rendendo necessario oggi un lavoro di memoria e giustizia decoloniale.

Da questa consapevolezza nasce la Rete Yekatit 12-19 Febbraio, che promuove iniziative culturali e pubbliche per ricordare le violenze coloniali e la resistenza anticoloniale, anche attraverso eventi diffusi in diverse città italiane.

Nell’ambito dell'adesione alle diverse iniziative organizzate dalla Rete, sosteniamo la campagna per l'istituzione di una Giornata della Memoria delle vittime del colonialismo italiano. La settimana di eventi si concluderà a Roma il 1°marzo, presso il Nuovo Cinema Aquila, con la proiezione del film "Adwa. Una vittoria africana", dedicato alla resistenza etiope contro l’invasione coloniale.

10/02/2026

ADWA. UNA VITTORIA AFRICANA - Proiezione a Roma | 1° marzo

In occasione del 130° anniversario della battaglia di Adwa, Un Ponte Per e Arene Decoloniali organizzano presso il Nuovo Cinema Aquila la proiezione del film “Adwa. Una vittoria africana” (97’, Etiopia/USA, 1999) del regista etiope Haile Gerima.

Il 1° marzo 1896, nella città di Adwa, l’esercito etiope inflisse una sconfitta decisiva alle truppe d’invasione italiane, fermando il progetto di trasformare l’Etiopia in un protettorato coloniale.
Il film di Gerima rovescia lo sguardo coloniale, restituendo centralità a voci, memorie e narrazioni etiopi. Il regista rilegge criticamente immagini e documenti filtrati dalla visione coloniale, mostrando la battaglia di Adwa non come una “parentesi” italiana, ma come un evento centrale per l’Etiopia e l’Africa, simbolo di dignità, autodeterminazione e resistenza.

📅 PROGRAMMA 01.03.26
📍Nuovo Cinema Aquila (Via L’Aquila 66/74 – Roma)
Ore 18:00 – Introduzione con il regista Hailé Gerima
Ore 18:40 – Cerimonia del caffè
Ore 19:15 – Prima proiezione
Ore 20:45 – Seconda proiezione

🎟️Ingresso: biglietti in vendita presso la biglietteria del cinema a partire da giovedì 12 febbraio.

A grande richiesta vi condividiamo il webinar “Somalia, colonialismo infinito” con Suad Omar Sheikh Esahaq, attivista de...
05/02/2026

A grande richiesta vi condividiamo il webinar “Somalia, colonialismo infinito” con Suad Omar Sheikh Esahaq, attivista dei diritti umani, scrittrice, poetessa e direttrice del Black History Month Torino, da anni impegnata nella lotta contro le discriminazioni.

Suad ci ha raccontato della sua Somalia e di come il colonialismo italiano non sia mai davvero finito. Dall’occupazione territoriale nell’Ottocento all’Africa Orientale Italiana, dall’Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia alla condizione degli italo-somali, il Paese porta ancora i segni di violenza, disuguaglianze e strutture di potere imposte dall’Italia coloniale.

Queste sono solo alcune delle tracce lasciate dal colonialismo italiano. Per conoscere e approfondire la storia, guarda il webinar completo su YouTube ( https://youtu.be/uS9a_2-OLvU?si=bHb1peLnpaVkfg4X )

Tirocinio CurriculareVuoi far parte di un progetto culturale su femminismi, decolonialità e cinema?Un Ponte Per cerca 4 ...
28/01/2026

Tirocinio Curriculare

Vuoi far parte di un progetto culturale su femminismi, decolonialità e cinema?

Un Ponte Per cerca 4 Assistenti di Progetto per collaborare all’organizzazione e alla comunicazione della seconda edizione del Festival “Arene Decoloniali” - dedicata ai femminismi - che si svolgerà a settembre 2026.

📍Sede di Roma
🗓️Febbraio-Settembre 2026
⏰Scadenza candidature: 7 febbraio 2026

👉🏼Scopri di più sui profili che cerchiamo al link: https://unponteper.it/it/job/tirocinio-curriculare-arene-decoloniali-2026/

Indirizzo

Via San Francesco Di Sales, 5
Rome
00165

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