25/05/2026
Un mese a Polysonica 2026.
Trenta giorni ci separano dal momento in cui il Convento e la Chiesa di Sant'Antonio Abate riapriranno le porte per trasformarsi in qualcosa di diverso.
Chi c'era lo scorso anno conosce già la transizione geometrica di quelle quattro serate: arrivare a Palestrina mentre la luce inizia a cambiare, abitare lo spazio lento del Giardino Sonoro, perdersi tra le installazioni e poi, quando cala il buio, entrare nel silenzio della chiesa. Non è solo una sequenza di concerti, ma un rito collettivo che si compie attraverso l'ascolto e l'architettura.
Quest'anno il percorso si articola in quattro atti unici, pensati per risuonare in modo specifico con l'acustica e l'atmosfera del luogo: dal rigore acustico di A Bad Day, alle stratificazioni sonore di violoncello e contrabasso di Flavia Massimo e Caterina Palazzi, dai rituali analogici di Gabriele Gasparotti & Benedetta Dazzi fino alle densità emotive di Laura Masotto.
Dietro le quinte, il lavoro invisibile di questi mesi entra ora nella sua fase cruciale. Tutto si concentra sulla cura dei dettagli che definiranno l'esperienza: dalle selezioni sonore dei DJ, alle installazioni del giardino sonoro fino alla definizione della purezza tecnica all'interno della chiesa.
Entriamo nell'ultimo mese. Trenta giorni in cui il lavoro invisibile di progettazione cede il passo all'attesa, prima che il suono torni a ridefinire lo spazio.
Biglietti concerti disponibili al link in bio.
Giardino Sonoro ad ingresso gratuito.
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📽️ live @ Polysonica 2025
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