Romaeuropa Festival

Romaeuropa Festival Romaeuropa è una delle istituzioni di maggior prestigio, in Italia e in Europa, per la diffusione dell’arte, teatro, danza e musica contemporanee.
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Che cosa resta di noi in un’eco?All’inizio è un’eco senza origine. Non si sa da dove arrivi, ma attraversa lo spazio com...
03/06/2026

Che cosa resta di noi in un’eco?

All’inizio è un’eco senza origine. Non si sa da dove arrivi, ma attraversa lo spazio come un respiro trattenuto troppo a lungo. Due corpi si espongono a questa vibrazione invisibile, come se ascoltassero qualcosa che ancora non esiste.
Non parlano. O forse sì, ma senza voce.
Un gesto affiora, lento, come se venisse da molto lontano.
Le mani cercano nell’aria una traccia, le braccia disegnano frasi che non si fissano mai. Il movimento non illustra, non accompagna: è già linguaggio.
Un linguaggio che non si lascia tradurre, che resta sospeso tra ciò che si sente e ciò che si tenta di dire.
Tra loro, una distanza viva.
È lì che accade tutto. Nello spazio che le separa e le unisce, come una soglia fragile. Una guarda, l’altra risponde. Ma la risposta non è mai diretta. Si piega, devia, ritorna sotto forma di eco. Come se ogni parola, attraversando il corpo, cambiasse natura.
Il tempo si dilata. Ogni azione sembra contenere molte altre possibilità, tutte trattenute, tutte pronte a emergere. Il corpo diventa luogo di passaggio, un terreno in cui immagini e ricordi si depositano e poi riemergono senza ordine.
È lì che la voce si fa carne.
Non serve pronunciare per dire. Non serve capire per sentire. C’è una forza che attraversa, che insiste, che chiede di essere accolta senza essere nominata.
E allora il movimento si fa più denso, quasi necessario. Come se trattenere fosse impossibile.
Forse è questo che ci lega agli altri: non ciò che diciamo, ma ciò che continua a risuonare dopo. Ciò che resta sospeso, irrisolto, vivo.
Un’eco che non smette di cercare un corpo in cui abitare.

E se ogni parola fosse solo l’ombra di qualcosa che il corpo sa già?

Nacera Belaza / Valérie Dréville - L’Echo

Una storia da ascoltare nel buio.Con E Morte non avrà dominio, Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla trasformano il te...
01/06/2026

Una storia da ascoltare nel buio.

Con E Morte non avrà dominio, Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla trasformano il teatro in un radiodramma visionario ispirato a Sotto il bosco di latte di Dylan Thomas.

Al centro della scena, un uomo solo, immerso nelle voci, nei fantasmi e nei personaggi di un racconto sospeso tra sogno, memoria e umanità.
Le quindici canzoni inedite scritte da Capossela accompagnano un viaggio tra innocenza, ribellione e resistenza alla cultura della morte.
Le voci diventano paesaggio, presenza, comunità.

▘Vinicio Capossela con Pierpaolo Capovilla
▝ E Morte non avrà dominio
▀ 3 -4 Ottobre 2026 | Teatro Olimpico
▌Biglietti disponibili online su romaeuropa.net

VINICIO CAPOSSELA Pierpaolo_Capovilla

Il Romaeuropa Festival arriva anche nei luoghi della città che vivi ogni giorno! Scopri i nostri REF hot spot di giugno!...
31/05/2026

Il Romaeuropa Festival arriva anche nei luoghi della città che vivi ogni giorno! Scopri i nostri REF hot spot di giugno!

➔ AllezEnfantes, incontriamo gli studenti e le studentesse dei licei di Roma per fargli scoprire il REF da vicino!

➔ Ci trovi anche alla Festa dei Circoli ARCI.

➔ Da Risma Book Shop ti aspettiamo per un aperitivo tra libri, consigli e il nostro box office a tua disposizione.

➔ Da Esquilibri puoi acquistare i tuoi biglietti e ricevere in omaggio la Tote Bag del REF2026

Sono tutte occasioni per incontrarci e fare due chiacchiere a tu per tu fuori dal nostro Opificio, anche se noi ti aspettiamo in Via dei Magazzini Generali 20,A tutta la settimana dal lunedì al venerdì nei seguenti orari. 10:00 13:00 - 14:00-18:00.

29/05/2026

Tra rituali ancestrali, cultura pop e immaginari contemporanei, Eun-Me Ahn porta in scena un universo visionario e fuori da ogni stereotipo. Con Post-Orientalist Express, la coreografa sudcoreana attraversa tradizioni e simboli provenienti da diversi angoli dell’Asia per trasformarli in una performance esplosiva, ironica e senza tempo.

Teatro, danza, nuovo circo, musica e costumi si intrecciano in uno spettacolo eccentrico e poetico che sfida le rappresentazioni convenzionali dell’Oriente, piegando cliché e stereotipi fino all’assurdo.

▘Eun-Me Ahn | Post-Orientalist express
▀ 24 - 25 Settembre - Teatro Argentina
█ Con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels

▘ Box office 06.45553050
▀ Whattsapp 3343488894
www.romaeuropa.net

Quando il tempo smette di essere misura?All’inizio è un segno, forse un suono che non chiede di essere seguito ma attrav...
27/05/2026

Quando il tempo smette di essere misura?

All’inizio è un segno, forse un suono che non chiede di essere seguito ma attraversato. I musicisti si dispongono come punti in una costellazione che non ha disegno fisso, ognuno in ascolto dell’altro, come se il silenzio tra loro fosse già musica. Un gesto accade, minimo, e subito genera una direzione. Poi un’altra. E un’altra ancora.
Non c’è centro. Solo relazioni.
Le traiettorie si sfiorano, si allontanano, ritornano. L’orchestra respira come un organismo che si costruisce mentre esiste, dove ogni scelta è fragile ma necessaria. È un equilibrio instabile, fatto di attenzione e rischio. Come quando si cerca una strada nel buio e ci si accorge che il buio stesso è la strada.
Poi qualcosa cambia. Il suono si addensa, diventa corrente.
Le frequenze si intrecciano, si stratificano, come onde che non si fermano mai davvero. Le voci emergono e si dissolvono, gli ottoni aprono fenditure nell’aria. L’elettronica pulsa, ipnotica, e il tempo smette di essere misura.
Si espande. Si curva. Si perde.
Dentro questa materia in movimento, il corpo ascolta prima di capire. Vibra.
Ogni ripetizione non è mai uguale, ogni variazione sembra infinita. Come se contare non servisse più, come se l’unico modo per restare fosse lasciarsi attraversare. La musica non accompagna, ma trasforma. Ti prende e ti porta altrove, in uno spazio dove il pensiero rallenta e qualcosa di più profondo si mette in moto.
Forse è questo l’infinito: non qualcosa da afferrare, ma una soglia da abitare.
Un continuo nascere e dissolversi, dove ogni suono è già memoria e anticipazione insieme. E allora restiamo sospesi, a seguire traiettorie che non promettono arrivo. A riconoscere, nel caos apparente, una forma che esiste solo mentre accade.
E se l’infinito non fosse qualcosa da contare, ma da ascoltare?

Caterina Barbieri / Christian Marclay / ONCEIM
Bruma / Non puoi contare l’infinito / Constellation

Puoi vivere il Romaeuropa Festival in tanti modi diversi! Scegli il tuo e inizia l’esperienza.⛁ → Passepartout: crea il ...
25/05/2026

Puoi vivere il Romaeuropa Festival in tanti modi diversi! Scegli il tuo e inizia l’esperienza.

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⚭ → Friends: condividi il festival con chi vuoi
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☎ Chiama il nostro Box Office allo 06.45553050 (dal martedì al venerdì 10.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00)
☎ Scrivici su Whatsapp al 3343488894

22/05/2026

Il vuoto che si fa possibilità.

Con "CHORA – Il vuoto all’origine", Sofia Nappi arriva al per una prima nazionale che attraversa danza, spazio e relazione.

☞ Info e biglietti:
✆ Box office 06.45553050
✆ Whattsapp 3343488894
www.romaeuropa.net

Cosa cerchiamo davvero quando guardiamo le stelle?All’inizio è buio. Non un’assenza, ma uno spazio che attende. Poi un s...
20/05/2026

Cosa cerchiamo davvero quando guardiamo le stelle?

All’inizio è buio. Non un’assenza, ma uno spazio che attende. Poi un suono, preciso, elettronico, come un segnale lanciato nel vuoto. Subito dopo, una vibrazione più fragile, quasi organica: le corde di un’arpa che sembrano catturare la luce prima ancora che appaia. Due presenze, due traiettorie.

Non si sovrappongono, si sfiorano. L’elettronica costruisce orbite, cicli che si ripetono e si deformano, come se il tempo stesso fosse piegato. L’arpa risponde con aperture inattese, fenditure luminose dentro quella struttura. È un dialogo che non cerca equilibrio, ma tensione. Un continuo avvicinarsi senza coincidere mai.
Le immagini si muovono insieme al suono.

Non illustrano, ma amplificano. Forme che si dissolvono, superfici che sembrano respirare, paesaggi che non appartengono a nessun luogo conosciuto. Eppure qualcosa ci riguarda.

Come se quel pianeta lontano fosse una versione possibile di noi, una proiezione di ciò che non riusciamo a vedere da qui. Il viaggio non ha direzione lineare.
È fatto di deviazioni, di sospensioni. Di momenti in cui tutto sembra espandersi all’infinito, e altri in cui si contrae fino a diventare quasi silenzio. E in quel silenzio, una presenza, fragile, destinata a finire.
La luce cambia. Si incrina. C’è una bellezza che porta con sé una fine, un’intensità che esiste proprio perché non può durare. I suoni si fanno più densi, più urgenti, come se cercassero di trattenere qualcosa che già sta svanendo. Forse è questo che ci spinge a guardare lontano: non la distanza, ma il desiderio di capire cosa resta quando qualcosa si spegne. Di riconoscere, in ciò che è remoto, la stessa precarietà che ci attraversa. Un viaggio che non ci allontana, ma ci riporta.

E se ogni esplorazione fosse, in fondo, un modo per avvicinarci a ciò che stiamo per perdere?

Jeff Mills / Kety Fusco
The Trip To Vega

A voce bassa - storie della buonanotte all’Opificio per la  .Sabato 23 maggio 2026Dalle 20:00 alle 23:00 (Ultimo ingress...
19/05/2026

A voce bassa - storie della buonanotte all’Opificio per la .

Sabato 23 maggio 2026
Dalle 20:00 alle 23:00 (Ultimo ingresso alle 22:30)
Opificio Romaeuropa - Via dei Magazzini Generali 20,A
Per bambine e bambini dai 3 agli 8 anni
ingresso gratuito - info 0645553050

In occasione della Notte dei Musei 2026, l’Opificio Romaeuropa ospita "A voce bassa - storie della buonanotte all’Opificio", una serata di letture dedicata a bambine e bambini dai 3 agli 8 anni.

Le letture, curate da Francesca Magliole e Francesca Proietti della libreria Eco di Fata, accompagneranno il giovane pubblico in un percorso tra storie per l’infanzia e ascolto condiviso, negli spazi suggestivi dell’Opificio e nel clima speciale della Notte dei Musei.

L’incontro propone una selezione di testi letti ad alta voce, in dialogo con gli spazi della Fondazione e con il programma della manifestazione che, ogni anno, apre straordinariamente musei e luoghi della cultura della città.

La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti disponibili.

Roma Capitale Culture Roma Zètema Progetto Cultura s.r.l. Eco di Fata - Libreria

Indirizzo

Via Dei Magazzini Generali 20/a
Rome
00154

Orario di apertura

Martedì 11:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Mercoledì 11:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Giovedì 11:00 - 13:00
13:00 - 19:00
Venerdì 11:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Sabato 11:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Domenica 11:00 - 13:00
14:00 - 19:00

Telefono

+390645553050

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