25/10/2026
DUE A ZERO
Quello che sembra il risultato di una partita di calcio è invece la rappresentazione figurata del bilancio dei primi DUE anni di mandato della presidenza Duodo, dove lo ZERO rappresenta il livello di attuazione dei punti programmatici promessi in campagna elettorale.
Quel cambiamento, infatti, che doveva finalmente inaugurare l'epoca del "nuovo che avanza", nel nome di un vagheggiato ammodernamento della gestione del rugby italiano, è diventata una versione lombardo-veneta del celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, dove tutto cambia per restare lo stesso.
Con chiara evidenza la pseudo fusione delle compagini elettorali " Pronti al cambiamento" e "Rugby 2030”, entrambi sostenitrici di un cambiamento programmatico della gestione del rugby italiano, non ha prodotto alcun effetto, soffocata per contrappasso dallo stesso sistema clientelare che ne ha appoggiato e garantito l'elezione del candidato comune.
La vicenda, poi, delle dimissioni programmate del neo eletto consigliere Carlo Orlandi in favore di un incarico operativo, non fa altro che confermare i dazi che la struttura federale eredita ad ogni nuovo rinnovo delle cariche, rallentandone ulteriormente il corso.
Le cose non vanno meglio dalle parti della Lega Clubs che, nata in fretta e furia come organismo di scopo, funzionale all’elezione del commercialista trevigiano, ha mostrato tutta la sua fisiologica inconsistenza, sorda alle rimostranze della Presidenza Arletti, che da uomo d’impresa deve aver ben presto capito di non avere nè autonomia operativa , nè l'atteso sostegno della Fir, rinchiusa nella torre d’avorio del cosiddetto “alto livello”, che vede la franchigia di Parma assorbire buona parte delle sue risorse finanziarie ed organizzative eccedenti l'ordinaria gestione, a discapito del promesso rilancio dei campionati nazionali.
Nei primi due anni di mandato, contrariamente da quanto promesso prima e dopo l'elezione , in nessuno dei campi sotto elencati è stata attivata dal presidente Duodo e dal Consiglio federale una benchè minima progettualità funzionale ad un reale e concreto cambiamento. Rivediamoli insieme:
- Stati generali del rugby italiano
- Attivazione della Commissione rugby Sud
- Rilancio dei campionati
- Ristrutturazione dei Comitati Regionali
- Promozione del rugby a livello nazionale
- Cessione delle Zebre, la franchigia federale di Parma
- Sostegno formativo ed economico ai Clubs
- Investimenti su rugby femminile e Seven
Nel frattempo, continua inarrestabile il declino finanziario del sistema clubs,
le cui vicissitudini hanno ridisegnato le strutture dei campionati, segnati da rinunce, abbandoni o peggio fallimenti, come attori fiacchi in un teatro vuoto, dove lo lo scadente spettacolo sportivo della Domenica non riesce ad attrarre i giovani ed il pubblico del terzo millennio.
“Era già tutto previsto”, recita una famosa canzone di Riccardo Cocciante, ma in pochi si aspettavano una paralisi progettuale di tale entità, risultato di una gestione transitoria, funzionale alla probabile ricandidatura dell’ex azzurro Paolo Vaccari, che la vede indifferente alla progressiva ed inarrestabile liquefazione del movimento di base del nostro sport.
Esiste un altro fondo piu' fondo, da toccare per ripartire?
Buon vento!
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