06/06/2026
IL DOPING NEL CAVALLO STA CAMBIANDO: SIAMO PRONTI A RICONOSCERLO?
Quando si parla di doping nel cavallo da corsa o nello sport equestre, la maggior parte delle persone pensa ancora agli anabolizzanti, agli stimolanti o agli antinfiammatori utilizzati per mascherare il dolore.
La realtà è che il mondo del doping sta cambiando rapidamente.
Le nuove frontiere non riguardano più soltanto la somministrazione di una sostanza proibita, ma la possibilità di modificare processi biologici complessi, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che è naturale da ciò che è artificialmente indotto.
In altre parole, il doping del futuro potrebbe non lasciare più tracce evidenti nel sangue o nelle urine.
DAL DOPING CHIMICO AL DOPING BIOLOGICO
Per decenni il doping si è basato principalmente sull'utilizzo di farmaci capaci di aumentare le prestazioni o mascherare il dolore.
Oggi la ricerca si sta spostando verso metodiche molto più sofisticate che mirano a modificare direttamente il funzionamento dell'organismo.
È il passaggio dal doping chimico al doping biologico.
Una trasformazione che sta preoccupando sempre più le autorità antidoping internazionali (Evans et al., 2025).
Vediamo cosa “offre il mercato”
IL GENE DOPING: LA MINACCIA PIÙ TEMUTA
Tra tutte le nuove tecniche, il cosiddetto "gene doping" rappresenta probabilmente la sfida più importante per il futuro.
L'obiettivo non è introdurre una sostanza esterna, ma modificare l'espressione di geni coinvolti nella prestazione atletica.
Tra i possibili bersagli figurano:
- geni responsabili della produzione di globuli rossi;
- geni che regolano lo sviluppo muscolare;
- geni coinvolti nella riparazione dei tessuti;
- geni che controllano il metabolismo energetico.
In teoria un cavallo potrebbe sviluppare maggiore massa muscolare, recuperare più rapidamente o trasportare più ossigeno senza ricevere alcun farmaco tradizionale.
Proprio per questo motivo le autorità internazionali stanno sviluppando nuovi sistemi di identificazione specifici per il gene doping (BHA, 2025).
MICRODOSAGGIO: POCO MA SPESSO
Una delle strategie più utilizzate negli ultimi anni consiste nel somministrare quantità estremamente ridotte di sostanze dopanti.
L'obiettivo è ottenere un effetto biologico mantenendo concentrazioni difficili da rilevare durante i controlli.
Tra le sostanze più coinvolte troviamo:
- eritropoietina (EPO);
- analoghi dell'EPO;
- stimolatori della produzione di globuli rossi.
Il principio è semplice: utilizzare dosi molto basse ma ripetute nel tempo.
Menzione particolare merita l’Arenicola Marina un verme marino che vive nelle coste dell’Atlantico.
- Questo organismo possiede una particolare emoglobina extracellulare capace di trasportare una quantità di ossigeno enormemente superiore rispetto all’emoglobina umana. Una singola molecola può infatti legare fino a 156 molecole di ossigeno, contro le 4 dell’emoglobina presente nei globuli rossi dei mammiferi.
COBALTO: IL FALSO INTEGRATORE
Per alcuni anni il cobalto è stato considerato una scorciatoia per aumentare la produzione di globuli rossi.
Agendo su particolari meccanismi cellulari, può simulare alcune risposte dell'organismo all'ipossia e favorire indirettamente l'eritropoiesi (Knych et al., 2018).
Oltre a essere vietato, il suo utilizzo può comportare seri rischi tossicologici per il cavallo.
PEPTIDI E FATTORI DI CRESCITA
Un altro settore in rapida espansione riguarda l'utilizzo di peptidi biologicamente attivi.
Queste molecole possono influenzare:
- crescita muscolare;
- recupero;
- riparazione tissutale;
- metabolismo.
Spesso vengono commercializzate come prodotti "rigenerativi" o "anti-aging", ma il loro impiego può avere importanti implicazioni antidoping.
I SARMS: GLI ANABOLIZZANTI DEL NUOVO MILLENNIO
I SARMS (Modulatori Selettivi del Recettore Androgenico) sono stati sviluppati per ottenere effetti anabolizzanti riducendo alcuni degli effetti collaterali tipici degli steroidi.
Pur essendo più conosciuti nell'ambito umano, rappresentano una potenziale minaccia anche negli sport equestri.
La loro capacità di aumentare la massa muscolare e migliorare il recupero li rende particolarmente interessanti per chi cerca vantaggi illeciti.
IL DOPING COMPORTAMENTALE
Non tutto il doping serve a far correre più forte.
In alcune discipline può risultare altrettanto importante modificare il comportamento del cavallo.
Sedativi, tranquillanti, analgesici o sostanze che alterano la risposta allo stress possono influenzare in maniera significativa la prestazione sportiva.
In questi casi il rischio riguarda non soltanto la correttezza della competizione, ma anche il benessere animale.
IL DOPING DEL RECUPERO
Una delle aree più difficili da controllare riguarda il cosiddetto doping del recupero.
L'obiettivo non è migliorare direttamente la prestazione durante la gara, ma consentire al cavallo di allenarsi più intensamente, recuperare più rapidamente e competere con maggiore frequenza.
Antinfiammatori, analgesici e trattamenti biologici utilizzati in modo improprio possono alterare significativamente la preparazione atletica.
LA NUOVA GENERAZIONE DI CONTROLLI
Per contrastare queste nuove forme di doping non basta più cercare una sostanza proibita.
La ricerca si sta orientando verso tecnologie capaci di identificare gli effetti biologici lasciati nell'organismo.
Tra gli strumenti più promettenti troviamo:
- passaporto biologico;
- analisi genetiche;
- studio dell'espressione genica;
- biomarcatori molecolari;
- spettrometria di massa ad altissima sensibilità.
In futuro sarà sempre più importante individuare le conseguenze biologiche del doping piuttosto che la sostanza utilizzata.
OZONOTERAPIA E DOPING: FACCIAMO CHIAREZZA
Ogni volta che emerge una nuova metodica terapeutica qualcuno si domanda inevitabilmente se l’ozono terapia possa essere considerata doping.
In questo caso, le evidenze scientifiche attualmente disponibili indicano un'azione di modulazione biologica, antiossidante e antinfiammatoria, ed un miglioramento psicofisico evidente, incremento di stamina, euforia ed ossigenazione generale ma senza dimostrazioni di un effetto dopante diretto paragonabile a quello delle sostanze proibite.
Come per qualsiasi trattamento veterinario, il suo utilizzo deve essere valutato nel rispetto dei regolamenti sportivi vigenti e nell'interesse della salute del cavallo.
CONCLUSIONI
Il doping moderno sta entrando in una nuova era.
Gene doping, microdosaggio, peptidi biologici, manipolazioni genetiche e sofisticati protocolli farmacologici stanno trasformando profondamente il panorama delle frodi sportive.
La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto individuare nuove sostanze proibite, ma comprendere e riconoscere le alterazioni biologiche che esse producono.
Perché il vero doping del futuro potrebbe non essere nascosto in una siringa.
Potrebbe essere nascosto direttamente all'interno di una cellula.
Dr Ettore Ballardini DVM
BIBLIOGRAFIA
Evans J. et al. (2025). Gene Doping in Racehorses and Equestrian Sport.
Knych H.K. et al. (2018). Cobalt and Erythropoiesis in Horses.
British Horseracing Authority (2025). Gene Doping Detection Programme.
FEI Equine Anti-Doping and Controlled Medication Regulations (2024).
World Anti-Doping Agency (WADA). Gene Doping and Emerging Technologies.