08/09/2026
È finita anche questa.
Per tre giorni il Parco dell’Acqua è tornato a essere quel luogo strano che conosciamo bene: un posto dove persone arrivate da città, regioni e Paesi diversi finiscono per condividere lo stesso spazio, gli stessi tavoli, gli stessi bicchieri e, spesso, molto più di una birra.
Poi tutto si smonta, il parco si svuota e torna alla sua normalità. Ed è forse proprio in quel momento che si capisce meglio cosa sia il Villaggio della Birra.
Non soltanto un festival.
Per tre giorni costruiamo una piccola comunità temporanea. In un periodo in cui incontrarsi sembra essere diventato sempre più complicato, in cui molte delle nostre relazioni passano attraverso uno schermo e in cui anche il tempo libero viene sempre più spesso consumato velocemente, il Villaggio continua ostinatamente a proporre qualcosa di molto semplice: stare insieme.
Sedersi a un tavolo con qualcuno che non conoscevi. Parlare con un birraio arrivato dall’altra parte d’Europa.
Ritrovare una persona che vedi una volta all’anno. Bere una birra senza avere necessariamente fretta di passare alla successiva.
La birra è il filo che tiene insieme tutto questo, ma da sola non basterebbe.
Servono le persone.
E in questi tre giorni ne abbiamo viste tantissime attraversare il Parco dell’Acqua: appassionati, curiosi, famiglie, bambini, birrai, volontari, musicisti, relatori, amici vecchi e nuovi.
Persone diverse per età, provenienza, lingua e modo di vivere la birra che, almeno per qualche ora, hanno condiviso lo stesso pezzo di mondo.
È questo che continuiamo a cercare di costruire da vent’anni. Un posto dove dietro ogni bicchiere c’è qualcuno da conoscere e una storia da ascoltare.
Per questo il primo grazie va a tutti voi che siete venuti a Rapolano Terme e avete dato vita ancora una volta al Villaggio.
𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 ai birrifici italiani e stranieri che hanno percorso centinaia e, in alcuni casi, migliaia di chilometri per essere qui e che hanno condiviso con noi non soltanto le loro birre, ma tempo, storie e pezzi delle proprie culture.
𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 a chi ha animato laboratori, incontri, degustazioni, musica, food e ogni angolo del festival.
𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 agli sponsor e a tutte le realtà che ci hanno sostenuto.
Un 𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 particolare al Comune di Rapolano Terme, che ha creduto nel Villaggio e a sostenerlo. Perché ospitare un evento significa anche riconoscere il valore di ciò che porta con sé: persone che arrivano da lontano, relazioni che nascono, un territorio che viene conosciuto e vissuto.
E poi grazie ai volontari.
Senza di loro tutto questo semplicemente non esisterebbe.
Dietro tre giorni di festa ci sono settimane di lavoro, stanchezza, corse, problemi risolti all’ultimo momento e persone che decidono di regalare una parte del proprio tempo perché sentono questo posto anche un po’ loro.
Ed è forse questa la cosa più preziosa di tutte. Il senso di appartenenza. Quella nasce lentamente, negli anni, attraverso gli incontri, le amicizie, le discussioni, gli abbracci, le partenze e i ritorni.
𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 a tutti per questi tre giorni.
𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 , Villaggio.
📸 Gianni Tacchini e Maurizio Foglia