22/04/2026
USCI' PRIMA CHE SI SVEGLIASSERO, SENZA FAR RUMORE
«Appena sveglio andò in garage, prese la bici appoggiata alla parete che Giacomo e Tommaso avevano decorato per lui con le loro impronte colorate. Uscì prima che loro si svegliassero, senza far rumore». Finisce così il libro «Michele Scarponi - Profondo come una salita». Poche righe appena sulla mattina di sabato 22 aprile 2017, nove anni oggi.
Pochi minuti più tardi, erano appena passate le 8, Michele è stato ucciso in sella alla sua bicicletta all’incrocio tra la strada provinciale 362 e via dell’Industria, a Filottrano. Da Peppe Giacconi, un compaesano, alla guida di un furgone: quella mattina Peppe ha svoltato a sinistra senza dare la precedenza, e Michele, che pedalava in discesa in direzione di Jesi, è stato investito in pieno.
Michele si stava allenando per il Giro d'Italia, che avrebbe corso da capitano dell'Astana. Aveva 37 anni. Era il marito di Anna, il papà di Giacomo e Tommaso, che non avevano neanche 5 anni. Era il figlio di Flavia e di Giacomo, il fratello di Silvia e di Marco. In suo nome la famiglia ha fondato la Fondazione, che è impegnata a costruire una strada giusta, una strada di tutti, a partire dal più fragile. Perché nessuno debba più conoscere un dolore e un'ingiustizia così grandi.
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