16/08/2026
In Cronaca 15 Agosto 2026
• La bella danza tra le persone e una piazza in riva all’Adriatico
Porto San Giorgio – A un certo punto le sedie non sono più bastate. Il pubblico si è disposto dietro l’ultima fila, ai lati della platea, lungo i margini della piazza e sempre più indietro, fino a confondersi quasi con la città. Molti non erano arrivati per il gala. Passeggiavano nella sera estiva di forse diretti altrove. Poi rallentavano, lo sguardo si spostava verso il palcoscenico e quel proposito di fermarsi
soltanto qualche minuto svaniva.
È questa l’immagine che più di ogni altra conservo del Gran Gala “Meet
the Stars Night” del 24 luglio: una platea prevista e un’altra nata spontaneamente intorno allo spettacolo, senza inviti né posti
assegnati. Più ancora del numero delle presenze, mi ha colpito l’attenzione. Per qualche ora persone estranee tra loro hanno guardato nella stessa direzione e sono diventate una comunità.
La , quella sera, ha saputo fare qualcosa di semplice e potente:
convincere le persone a fermarsi.
Per capire da dove arrivasse ciò che la piazza avrebbe visto, bisognava però tornare dentro la scuola, dove nei giorni precedenti i giovani danzatori avevano lavorato dalla mattina alla sera.
Durante la ventisettesima edizione del Crystal of DANCE • Porto San Giorgio in DANZA svoltasi sotto la direzione artistica di Lola Fejzo ,gli allievi hanno affrontato ogni giorno discipline, insegnanti
e linguaggi diversi. Una vera full immersion, fatta di studio, fatica, ripetizione e ascolto.
Per chi danza, ripetere non significa mai fare esattamente la stessa cosa. A ogni tentativo il corpo è diverso: più consapevole, più stanco, più disponibile o, talvolta, più resistente. È proprio nella
ripetizione che il gesto si libera del superfluo e diventa presenza.
Anche l’errore cambia significato: non è una sentenza, ma un’indicazione sul lavoro ancora da compiere.
Poi arriva il palcoscenico, e tutto cambia.
In sala ci si può fermare, correggere, fare una domanda e riprovare.
In scena la musica continua, mentre il cuore – che non sempre conosce
la disciplina – decide qualche volta di correre più veloce. Il ha raccolto il lavoro di quei giorni e lo ha portato in , a pochi passi dall’Adriatico.
I giovani allievi hanno condiviso la scena con insegnanti e artisti di esperienza, alternando coreografie nate durante gli stage e brani di repertorio. Cambiavano l’esperienza e le responsabilità, ma restava la stessa domanda: ciò che abbiamo preparato riuscirà ad arrivare a
qualcuno?
In teatro, chi entra ha già scelto di esserci. Una piazza, invece, non promette nulla. Le persone possono proseguire la passeggiata, parlare, fermarsi soltanto per un momento. Proprio per questo, quando restano, il loro ascolto assume un valore speciale.
Quella sera Porto San Giorgio ha dimostrato quanto una città possa
diventare palcoscenico e quanto un palcoscenico possa, a sua volta,
diventare parte della città. Il mare, lì accanto, rendeva ancora più evidente la natura aperta dello spettacolo: la danza conservava il suo rigore, ma si lasciava incontrare da tutti.
Da danzatrice guardo inevitabilmente anche ciò che precede il movimento. Dietro una linea apparentemente naturale riconosco la fatica che l’ha resa possibile; dentro l’esitazione di un giovane ritrovo domande che accompagnano ogni artista, anche dopo molti anni di carriera.
Per questo mi ha fatto riflettere il nome del riconoscimento consegnato al termine della serata: “Bella Danza Award”.
La bellezza non è necessariamente perfezione. La tecnica è fondamentale, ma arriva un momento in cui deve smettere di mostrarsi e cominciare a servire ciò che si vuole comunicare. Il virtuosismo suscita ammirazione; un gesto autentico, invece, può creare prima un istante di silenzio e soltanto dopo l’applauso.
Quando l’organizzazione mi ha chiesto di raccontare questa esperienza attraverso gli occhi di una ballerina, mi sono sentita toccata in un punto molto personale. Non significava soltanto riconoscere il mio
percorso artistico, ma anche il mio modo di guardare la danza e le persone che la vivono.
Joe Artid Fejzo e Lola Fejzo BalletMaestro mi hanno accolta con un calore che andava oltre la consueta ospitalità riservata a un’ospite. Mi hanno fatta sentire parte di ciò che hanno costruito. E la mia gratitudine nasce soprattutto da questo: dai gesti, dalle attenzioni e dall’empatia che
spesso non compaiono nel programma ufficiale, ma che restano più a lungo nella memoria.
C’era, naturalmente, anche un dettaglio non proprio secondario: tra le persone premiate c’ero anch’io.
Raccontarsi un premio da soli somiglia un po’ a farsi un complimento davanti allo specchio. Per questo preferisco lasciare alla nota dell’organizzazione i fatti:
al termine del Gran Gala “ ”, il Crystal of Dance – è stato assegnato a
e a me, Roberta Siciliano, madrina della serata. I riconoscimenti sono stati consegnati dal sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini e dall’assessore alla Cultura Carlotta Lanciotti .
Io conservo soprattutto l’emozione di essere stata madrina di quella serata, la gratitudine per l’accoglienza ricevuta e la gioia di aver condiviso il palco con chi insegna, con chi sta iniziando il proprio
percorso, con chi ha già attraversato molti palcoscenici e, soprattutto, con quel pubblico arrivato anche per caso.
Quando penso a Porto San Giorgio, prima ancora della targa e del momento della premiazione, rivedo quella platea senza confini.
Persone che stavano andando altrove e che, per una sera, hanno scelto
di restare.
Forse è questo il riconoscimento più bello che una manifestazione possa ricevere: diventare una destinazione per chi, fino a un momento prima, stava semplicemente andando altrove.
Poi la musica è finita. La piazza si è lentamente svuotata e ognuno ha ripreso la propria strada.
La danza, invece, era già altrove: nel passo dei ragazzi che tornavano a casa, negli sguardi di chi aveva assistito allo spettacolo e, forse, anche in quello di chi quella sera aveva scoperto di essersi fermato per qualcosa che non aveva programmato.
Una bella danza, quando incontra le persone, non finisce con l’ultimo applauso.
by ROBERTA SICILIANO
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Articolo originale ::
PORTO SAN GIORGIO – A un certo punto le sedie non sono più bastate. Il pubblico si è disposto dietro l’ultima fila, ai lati della platea, lungo i margini della piazza e sempre più indietro, fino a confondersi quasi con la città. Molti non erano arrivati per il gala. Passeggiavano nella sera ...