24/01/2026
Dopo la partecipatissima lezione civile di Tommaso Greco, il percorso di Hurbinek prosegue con la lezione-spettacolo di Martinelli dal titolo “Django Reinhardt: un musicista errante”. Ad accompagnarlo in musica ci saranno Maurizio Geri, Gori, Dimonte, Paolo Prosperini, Tosti e Chomiak
Vi aspettiamo stasera alle 20.45 a Il Funaro
----- ATTENZIONE ---- i biglietti per stasera sono esauriti
Nato in Belgio nel 1910 da una famiglia manouche (ramo francese dei sinti), che si guadagnava la vita girando l’Europa e facendo spettacoli dal proprio carrozzone, Django Reinhardt ha attraversato le grandi trasformazioni sociali e i drammi del XX secolo. Django è riuscito a trascendere sia lo stigma e la discriminazione verso il suo gruppo sociale, sia l’handicap di cui soffriva a causa di un incidente casalingo, che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera. È diventato, invece, uno dei musicisti europei maggiormente influenti nella popular music e un vero e proprio eroe culturale dei Roma.
Dopo aver imparato a suonare chitarra e violino nella sua famiglia allargata, Django si è affermato come accompagnatore al banjo nel genere della valse musette nella Parigi degli anni Venti. Ma i postumi provocati da un incendio alla sua mano sinistra, lo obbligarono a passare alla chitarra. Nell’ambito del Quintetto dell’Hot Club francese, Django Reinhardt ha gettato le basi di una visione europea del jazz e di una concezione improvvisativa che anticipava quella del bebop. Dopo aver vissuto l’occupazione nazista di Parigi, terminata la guerra, ha sperimentato la chitarra elettrica, registrando opere visionarie e innovative. Dopo la sua scomparsa prematura nel 1953, è stato riscoperto dai giovani musicisti Roma e oggi è celebrato da vari festival internazionali, mentre le sue incisioni continuano a ispirare nuove generazioni.
La vita e la musica di Django Reinhardt saranno raccontate attraverso l’uso di immagini, testi, ascolti e filmati, con la partecipazione dal vivo di un gruppo riunito per l’occasione con il chitarrista Maurizio Geri, uno dei massimi esponenti del jazz manouche in Italia, di Nico Gori, clarinettista eclettico, ma particolarmente impegnato nella tradizione swing, Giuseppe “Pippi” Dimonte, contrabbassista, bassista e compositore.