02/05/2016
Abbiamo pensato di condividere il messaggio scritto da un admin della pagina " La Fabbrica Del Degrado"il quale si riferisce alla puntata di ieri sera delle Iene in cui si è SPARLATO di doping nel ciclismo come tutti voi saprete. Crediamo che queste parole abbiano il giusto peso in ogni singola riga.
Vorrei fare una piccola critica a Le Iene
Buonasera, sono [MM], uno dei tanti admin della Fabbrica del Degrado, pagina che negli anni, tra un ban e l’altro ha quasi raggiunto un milione di fans italiani di tutte le età e regioni i cui valori di interazioni si aggirano su picchi di 15.000.000 di persone raggiunte in tutta la pen*sola. Seguo il programma su Italia1 dai suoi albori ed ero veramente piccolo quando fu trasmessa la prima puntata (avevo 7 anni). Si può dire che sono cresciuto assieme a sto programma e come si è evoluto esso stesso, la natura ha fatto sì che pure io crescessi. Son passato dal vederlo con gli occhi di un bambino (chi non rideva guardando Mr. Brown e le sue lezioni di inglese?!) a quelli di un quasi adulto (se si può dire…) con cui servizi come “Dentro la guerra siriana” o tutto il caso Stamina li si possono analizzare per bene fino a poter rifletterci sopra per molto tempo.
Ora parlo direttamente a voi Iene, sperando che la mia (nostra) pagina, cresciuta negli anni grazie all’amore dei fans, possa capitarvi sotto gli occhi e che quindi tutti questi likes, condivisioni ecc, che ci fanno raggiungere mezza Italia, avendo sicuramente meno potere mediatico del vostro, possano essere utili anche per questo mio appello: col servizio sul doping nel ciclismo cosa c***o volevate ottenere? Sensibilizzare? Educare? Mi avete messo in Tv un’intervista a Danilo Di Luca nella quale dice con parole chiarissime che chi si piazza nei primi 10 al Giro d’Italia è un dopato? E come se non bastasse un’altra intervista a Gasparre giusto per ribadire il concetto?! Ma vi rendete conto del vostro potere mediatico e di cosa c***o state diffondendo con intenti ben lontani da quelli educativi? Perché parliamoci chiaro, non sono un luminare, ma so come funziona quando si può far leggere/vedere quello che si vuole a milioni di utenti ed il fatto che i ciclisti non siano ben visti da molte persone non fa altro che alimentare tutta questa trovata commerciale: il libro di Di Luca da chi è stato pubblicato?
Ma vi rendete conto che trasmettendo un servizio del genere impostato in quella maniera, con tutte le persone che guardano il vostro programma (perdonatemi, ma con uno share del 13% e la cultura italiana, non penso che tutti possano analizzare un vostro servizio a piena coscienza), non avete fatto altro che alimentare SENZA INFORMARVI, SENZA AVER MAI SEGUITO QUELLO SPORT, SENZA AVER MAI CORSO IN BICICLETTA l’odio verso una disciplina che più che sport lo giudicherei un maestro di vita?
Con tutto questo, io so benissimo come funziona quando si ha l’opportunità di farsi leggere da milioni di persone, so quali siano le tematiche “che tirano”, quelle che “tirano al momento”, quelle che “creano interazione”, quelle che “accumulano consensi” e quelle “redditizie”, io non giudico chi con questi metodi ci guadagna, ma critico pesantemente chi in tutto ciò mette da parte la morale e per quattro soldi è disposto a vendere la madre.
Danilo, spero possa leggermi pure tu in qualche maniera: da bambino alla partenza di una tappa al Giro ho avuto l’occasione di poter avere la tua firma sul cappellino che usavo per andare in bici… vuoi lo stress (so cosa vuol dire), vuoi il casino che c’era, non mi hai manco guardato in faccia e sul cappellino la firma sembra quella delle mie presenze a lezione in università. Avrei dovuto capire. Sei uscito dal mondo del ciclismo con la bici sporca indelebilmente, ma prima di appenderla al chiodo come esperienza di vita, non dico di pulire la catena, ma almeno il telaio.
Per finire il tutto quoto una frase condivisa su facebook da un mio ex compagno di gruppo, Moreno Moser:
«Provo pena e frustrazione sia per chi per qualche migliaia di euro e 2 min di fama umilia se stesso e tutto il ciclismo, che per chi ha gli ha dato voce. Non è vero, quello che ho sentito in quell'intervista non è lontanamente vicino alla realtà che ho visto in questi 5 anni di carriera».
Buon proseguimento di serata. (non sono un ciclista professionista, anzi... ma spero possa partire l'hashtag)
PS: Peter Sagan > all