Il palio disputato in onore della Madonna dei Lumi ha origine nel XVIII secolo. Era conteso attraverso una corsa, probabilmente su cavalli, e la prima testimonianza scritta dell'evento risale al 1770. La tradizione, decaduta, è stata ripresa in epoca moderna, assumendo la dicitura ufficiale di "Palio dei Lumi". Esso viene disputato tra i quattro Rioni di Pieve Santo Stefano (Centropaese, Rialto, P
onte Vecchio, Ponte Nuovo) in un torneo di calcio storico toscano, o calcio in costume. L'evento si lega alla rievocazione storica dell'assedio dei lanzichenecchi del 1527, anno in cui l'esercito dell'imperatore Carlo V, capitanato da Carlo di Borbone in numero di trentacinquemila unità tra spagnoli e lanzichenecchi, pose l'assedio alle mura del castello di Pieve Santo Stefano, senza tuttavia prevalere sulle fiere difese organizzate dal vicario della Repubblica Fiorentina Antonio Castellani. Il fatto d'armi si collega idealmente all'assedio di Firenze (1529-1530), ad opera dello stesso esercito dell'imperatore d'Asburgo, intenzionato dopo il sacco di Roma a ripristinare il potere dei Medici nella Repubblica. Proprio durante l'assedio di Firenze, il 17 febbraio 1530, si giocò la celebre partita di calcio storico alla quale l'odierna rievocazione fiorentina e pievana si ispirano. Il Palio dei Lumi dell'era moderna ha origine nel 1978, e viene disputato in onore della Madonna dei Lumi, presso il Campo dei Lumi, l'ultima domenica di agosto (semifinali) e l'8 settembre (finale). Il sorteggio delle semifinali avviene l'ultimo venerdì del mese di agosto, a conclusione del corteo storico in rievocazione dell'assedio. L’edizione del 2023 vedrà i quattro rioni contendersi la quarantacinquesima medaglia, valida per l’assegnazione del decimo Palio in onore della Madonna.