I motivi che ci hanno spinto a creare il primo Festival dell’erranza sono simili a quelli che inducono un viandante a porsi in cammino. All’inizio la sua mente è affollata di emozioni contrastanti, ma dopo i primi passi, quando l’incedere avrà trovato il suo ritmo, le idee si saranno disposte in modo nuovo. Questo sarà il momento per riflettere sulla propria scelta. Dopo aver percorso un discreto
cammino, conosciamo oggi la ragione della nostra scelta. Eccone una sintesi. Il Festival dell’Erranza è il luogo dove s’incontreranno viaggiatori, sportivi, filosofi, religiosi, scrittori, artisti per indagare sull’arte di girare il mondo, sulla necessità di mettersi in cammino, sulla tendenza al nomadismo, sull’entusiasmo all’esplorazione, sull’impulso al viaggio, sulla fatica del migrare, sull’impegno agonistico dello sportivo. Ascolteremo le loro narrazioni che solleciteranno la nostra attenzione verso i temi centrali della modernità. Nell’organizzare gli incontri abbiamo voluto armonizzare il contributo artistico con quello di ricerca, la riflessione filosofica con il resoconto di viaggio. Nella sua prima edizione, il Festival si svolge alle falde dell’Appennino Campano, nel borgo antico di Piedimonte Matese, contiguo alla cittadina di Alife, tappa della Via Francigena del Sud. Il progetto, per sua fortuna, ha incontrato la sensibilità e l’intelligenza dell’Amministratore delegato della Banca Capasso Antonio, Salvatore Capasso, che ha voluto promuoverlo e valorizzarlo. Il tema di questa edizione è dedicato ai “passaggi di umanità”. Gli ospiti, seguendo ognuno la propria sensibilità, proveranno a interrogarsi sulla crisi di passaggio che investe la nostra contemporaneità, chiedendosi dove questa intende condurci, cosa emerge attraverso essa e quali sono i “passaggi” per affrontarla. Il Festival dell’Erranza compie in questo modo il suo primo passo con decisione e con cuore puro.