Etnofilmfest

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Etnofilmfest L'ETNOFILMfest è il luogo d'incontro e di confronto per il cinema documentario etnografico che rifl

12/10/2026

Si è concluso l’ETNOFILMFest 2026 con il concerto GRAAL, un viaggio sonoro tra mito e visione. Presentato dal suo compositore Vincenzo Zitello, pioniere dell’arpa celtica e in dialogo con lui, il violinista Fulvio Renzi.

12/10/2026

Bebetta Campeti presenta il suo libro “LA GUARITRICE FERITA, l’iniziazione sciamanica di una donna occidentale”: coraggiosa autobiografia spirituale che attraversa decenni di ricerca.

11/10/2026

Si conclude la seconda serata dell’ETNOFILMFest con l’etnomusicologo Renato Morelli: Monte Athos, un’area sacra per il cristianesimo ortodosso.

11/10/2026

Evento speciale: Franco Piavoli presenta il suo film “FESTA”; uno sguardo attuale della comunità e il rapporto con i suoi individui, senza giudicare, ma osservando con delicatezza il presente.

11/10/2026

Incontro con
BEBETTA CAMPETI

ORE 09.30 - Teatro dei Filodrammatici, Este

proiezione documentario
MARIA LIONZA
coproduzione Italia - USA - Venezuela, 16mm, 54' - 1983
prodotto da Bebetta Campeti
diretto da Lanfranco Secco Suardo
saranno presenti gli autori

Ci sono episodi nella storia di una vita che, nel bene e nel male, ne cambiano il corso in modo inalterabile. Maria Lionza, documentario sul culto di una moderna Dea pagana venezuelana, che Lanfranco e io abbiamo girato nell’ultimo trimestre del 1982, nei ranchitos di Caracas e su e giù per la montagna sacra di Sorte, in Yaracuy, una regione nel nord del Venezuela, è uno di questi. Già adesso, 44 anni dopo, le circostanze di quelle riprese, che allora parevano solo rischiose, sarebbero assolutamente impossibili. I ranchitos di Caracas, quartieri di baracche che circondano la città, sono ormai impenetrabili, a causa della violenza, in parte endemica e poi fomentata dalle traversie politiche degli ultimi decenni; e la montagna di Sorte, centro di ritrovo dei fedeli -prevalentemente urbani- del culto di Maria Lionza, si trova a solo un’ora di auto dall’epicentro del terremoto che ha devastato il Paese pochi mesi fa, con seimila morti, sessantamila feriti e un numero impreciso di dispersi.

La tensione che si respira in questo film, la ricchezza delle immagini, la cura del montaggio, gli accostamenti a musiche suggestive ma non sempre pertinenti al girato -che hanno fatto di questo film pluripremiato e venduto a molte televisioni un prodotto culturale eterodosso, escluso per questo dal Festival dei Popoli, ne fanno un esempio di come arte e cultura, cinema e antropologia in questo caso, si possono coniugare con coraggio per ottenere risultati memorabili.

E per quanto riguarda la nostra esperienza, non è solo l’incontro con la morte, di cui non parlerò qui, ma anche una doppia iniziazione, di due giovani avventurosi e legati dalla passione per la vita, per l’espressione artistica e l’esplorazione del limite, che hanno incontrato un limite ma seppure feriti non si sono fermati, e testimoniano la loro scelta ancora adesso.

ORE 17.00 - Teatro dei Filodrammatici, Este

presentazione del libro
LA GUARITRICE FERITA
l'iniziazione sciamanica di una donna occidentale
ed. Bompiani 2026

Nel cuore pulsante della selva venezuelana, durante le riprese di un documentario sul culto di María Lionza, la giovane Bebetta è vittima di una violenza che la segna per sempre. Quella ferita - fisica, emotiva, spirituale - è destinata a diventare la soglia di un lungo percorso iniziatico.
La guaritrice ferita è una coraggiosa autobiografia spirituale che attraversa decenni di ricerca: dagli stati non ordinari di coscienza agli insegnamenti degli sciamani, dalla saggezza taoista alla meditazione buddista, dall'alchimia all'esperienza diretta con maestri delle più diverse tradizioni.

l’autrice dialogherà con l’antropologo Francesco Spagna


Bebetta Campeti è nata a Caracas. Parla quattro lingue e ha viaggiato in vari continenti. Si interessa di esoterismo, in particolare di sciamanesimo, religioni orientali, sincretismo religioso e sacro femminile. Ha conseguito un BA al Sarah Lawrence College (NY), dove ha studiato teatro, antropologia e scrittura creativa; ha lavorato per la Rai e realizzato documentari antropologici. Dal 2011 tiene corsi di sciamanesimo. Dal 2012 al 2016 ha ideato e condotto Aurora, Festival di Natura e Spirito. È autrice del monologo Diotima, o la vendetta di Eros, messo in scena in vari teatri, e pubblicato insieme ad altri suoi testi in Donne di Nessuno (La Vita Felice 2023).

11/10/2026

GRAAL
Un viaggio sonoro tra mito e visione

Vincenzo Zitello, pioniere dell’arpa celtica in Italia e figura di riferimento a livello internazionale, presenta in questo concerto una selezione di composizioni originali tratte dal suo quattordicesimo album GRAAL, ispirato alla saga arturiana e ai paesaggi spirituali della Bretagna. Il concerto si articola come un racconto evocativo, un flusso continuo senza interruzioni che attraversa paesaggi interiori e ancestrali, portando lo spettatore in una dimensione sospesa tra poesia, simbolismo e virtuosismo strumentale. Zitello suona alternando due strumenti della tradizione gaelica: l’arpa Celtica e l’arpa Bardica (Clarsach), a corde metalliche, restituendo una tavolozza timbrica unica e affascinante. In dialogo con lui, il violinista e compositore Fulvio Renzi, la cui sonorità espande i confini classici dello strumento e si fonde con le arpe in un contrappunto ricco di sfumature e suggestioni.

domenica 11 ottobre, ore 21.00
Teatro dei Filodrammatici, via Calle della Musica 13 - Este
INGRESSO LIBERO

Vincenzo Zitello, compositore, polistrumentista e concertista di fama internazionale. Dopo una formazione classica in violino, violoncello e flauto, nel 1977 studia arpa bardica con Alan Stivell e diventa il primo divulgatore dell’arpa celtica in Italia. Ha pubblicato 14 album solisti e partecipato a oltre 170 produzioni discografiche con artisti quali Franco Battiato, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Alice, Alan Stivell, Dino Betti Van Der Noot, Tosca, e moltissimi altri.Ha tenuto masterclass nei conservatori italiani di Pesaro, Parma Reggio Emilia, Genova e Como, ha ricevuto premi per la diffusione dell’arpa celtica. È stato membro di giuria nei maggiori festival europei dedicati all’arpa. La sua musica unisce lirismo, ricerca e una spiritualità laica e profonda. ha scritto musica religiosa per eventi del Vaticano.


Fulvio Renzi, violinista, compositore e produttore nato a Viterbo nel 1974, con una formazione classica arricchita da esplorazioni in ambiti musicali non convenzionali. Studia dal 1983 con il violinista e direttore d’orchestra Richard Stephen Lee e in conservatorio con Roberto Marchiò. Ha collaborato con Roger Waters, Bruce Springsteen, Ryūichi Sakamoto, Ornella Vanoni, Alejandro Escovedo, Gilad Atzmon, Claudio Rocchi e altri. Autore di sei album solisti e presente in oltre cinquanta progetti discografici, ha composto musiche per teatro, cinema e documentari, collaborando con Rai Cinema. La sua ricerca musicale si distingue per una sintesi personale tra tecniche tradizionali e linguaggi contemporanei, in una visione che fonde spiritualità e impegno civile in opere artistiche e cinematografiche, spesso focalizzate sulla violazione dei diritti umani.

10/10/2026

Si riprende l’ETNOFILMFest con la lezione aperta del regista Gianfranco Pannone.
Lezione sul documentario, il “cinema del reale”, dove le differenze diventano portatrici di ricchezza.

Gianfranco Pannone

10/10/2026

Si è conclusa la prima serata dell’ETNOFILMFest con la proiezione di DEVOZIONI.
In sala il suo autore Gianfranco Pannone.
Gianfranco Pannone

09/10/2026

Marino Niola all’apertura dell’ETNOFILMFest con la presentazione del suo libro “La capitale dell’anima. Perché Napoli è un’eccezione”.
Marino Niola

21/06/2026

CALL FOR ENTRIES

ETNOFILMfest annuncia l'apertura delle iscrizioni per l'edizione 2026, invitando filmmaker, ricercatrici e ricercatori, antropologhe e antropologi visuali, documentaristi e autori a presentare le proprie opere.

Il festival accoglie documentari etnografici e opere di cinema del reale che esplorano culture, identità, pratiche sociali, memorie, territori e trasformazioni contemporanee, promuovendo uno sguardo attento sulla diversità delle esperienze umane.

Sono ammesse opere di qualsiasi durata e provenienza, realizzate dopo l'1 gennaio 2025, che si distinguano per qualità cinematografica, rigore della ricerca e capacità di raccontare la complessità del mondo attraverso il linguaggio audiovisivo.

ETNOFILMfest si propone come spazio di incontro tra cinema, antropologia e società, valorizzando opere che favoriscano il dialogo interculturale, la riflessione e la conoscenza reciproca.

Le opere selezionate saranno presentate durante la 14. edizione del festival che si terrà a Este Pd dal 9 all'11 ottobre 2026

Scadenza per l'invio delle candidature: 31.07.2026

Regolamento e modalità di iscrizione: www.etnofilm.it

Indirizzo

Padua

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