11/10/2026
Incontro con
BEBETTA CAMPETI
ORE 09.30 - Teatro dei Filodrammatici, Este
proiezione documentario
MARIA LIONZA
coproduzione Italia - USA - Venezuela, 16mm, 54' - 1983
prodotto da Bebetta Campeti
diretto da Lanfranco Secco Suardo
saranno presenti gli autori
Ci sono episodi nella storia di una vita che, nel bene e nel male, ne cambiano il corso in modo inalterabile. Maria Lionza, documentario sul culto di una moderna Dea pagana venezuelana, che Lanfranco e io abbiamo girato nell’ultimo trimestre del 1982, nei ranchitos di Caracas e su e giù per la montagna sacra di Sorte, in Yaracuy, una regione nel nord del Venezuela, è uno di questi. Già adesso, 44 anni dopo, le circostanze di quelle riprese, che allora parevano solo rischiose, sarebbero assolutamente impossibili. I ranchitos di Caracas, quartieri di baracche che circondano la città, sono ormai impenetrabili, a causa della violenza, in parte endemica e poi fomentata dalle traversie politiche degli ultimi decenni; e la montagna di Sorte, centro di ritrovo dei fedeli -prevalentemente urbani- del culto di Maria Lionza, si trova a solo un’ora di auto dall’epicentro del terremoto che ha devastato il Paese pochi mesi fa, con seimila morti, sessantamila feriti e un numero impreciso di dispersi.
La tensione che si respira in questo film, la ricchezza delle immagini, la cura del montaggio, gli accostamenti a musiche suggestive ma non sempre pertinenti al girato -che hanno fatto di questo film pluripremiato e venduto a molte televisioni un prodotto culturale eterodosso, escluso per questo dal Festival dei Popoli, ne fanno un esempio di come arte e cultura, cinema e antropologia in questo caso, si possono coniugare con coraggio per ottenere risultati memorabili.
E per quanto riguarda la nostra esperienza, non è solo l’incontro con la morte, di cui non parlerò qui, ma anche una doppia iniziazione, di due giovani avventurosi e legati dalla passione per la vita, per l’espressione artistica e l’esplorazione del limite, che hanno incontrato un limite ma seppure feriti non si sono fermati, e testimoniano la loro scelta ancora adesso.
ORE 17.00 - Teatro dei Filodrammatici, Este
presentazione del libro
LA GUARITRICE FERITA
l'iniziazione sciamanica di una donna occidentale
ed. Bompiani 2026
Nel cuore pulsante della selva venezuelana, durante le riprese di un documentario sul culto di María Lionza, la giovane Bebetta è vittima di una violenza che la segna per sempre. Quella ferita - fisica, emotiva, spirituale - è destinata a diventare la soglia di un lungo percorso iniziatico.
La guaritrice ferita è una coraggiosa autobiografia spirituale che attraversa decenni di ricerca: dagli stati non ordinari di coscienza agli insegnamenti degli sciamani, dalla saggezza taoista alla meditazione buddista, dall'alchimia all'esperienza diretta con maestri delle più diverse tradizioni.
l’autrice dialogherà con l’antropologo Francesco Spagna
Bebetta Campeti è nata a Caracas. Parla quattro lingue e ha viaggiato in vari continenti. Si interessa di esoterismo, in particolare di sciamanesimo, religioni orientali, sincretismo religioso e sacro femminile. Ha conseguito un BA al Sarah Lawrence College (NY), dove ha studiato teatro, antropologia e scrittura creativa; ha lavorato per la Rai e realizzato documentari antropologici. Dal 2011 tiene corsi di sciamanesimo. Dal 2012 al 2016 ha ideato e condotto Aurora, Festival di Natura e Spirito. È autrice del monologo Diotima, o la vendetta di Eros, messo in scena in vari teatri, e pubblicato insieme ad altri suoi testi in Donne di Nessuno (La Vita Felice 2023).