13/11/2025
⛰️ Oggi parliamo di territorio?
Una scusa buona l'abbiamo: ricordare l'escursione con Roberto Caddeo di , negli scatti di Francesco De Faveri.
Una mattinata passata a scoprire (o riscoprire) un vero e proprio santuario naturale: la foresta vetusta di Neoneli, in località “Su Canale de S’Alasi”.
✨️ Immaginate di entrare in un impluvio, una culla scavata tra i 600 e i 700 metri di altitudine, su antichi substrati acidi. L'aria qui cambia all'istante. Diventa più fresca, più umida, quasi un respiro diverso da quello in tutto il territorio circostante. È questo microclima segreto il cuore pulsante della foresta, ciò che permette alla natura di prosperare in modi rigogliosi e inaspettati.
Attorno, lecci colonnari si innalzano come giganti silenziosi, molti superando i 15 metri. Ma non sono soli. Accanto a loro danzano roverelle, ontani, salici di Gallura e biancospini, avvolti da un denso e quasi impenetrabile strato arbustivo e lianoso.
La vera magia, però, si svela a chi sa osservare. Tra le sorprese, protette da questo clima più mite, crescono specie che raramente vegetano a queste quote: l'agrifoglio, la delicata sanicula europea, diverse felci e l'endemica (e preziosa) ellera sarda.
Persino i licheni raccontano una storia. La presenza della rara Lobaria pulmonaria è un sigillo: da un lato certifica una continuità forestale che si perde nei secoli, dall'altro un microclima incredibilmente umido.
Un biotopo prezioso da salvaguardare, perché preserva sia alcune specie di particolare significato conservazionistico e biogeografico, sia una cenosi forestale complessa e vetusta, come poche ancora se ne trovano sul territorio regionale.
Abbiamo usato tanti "paroloni", oggi, ma volevamo essere solenni, come questa foresta merita 😉
Tu hai mai visitato questo gioiello neonelese?
O se vieni dal paese, hai un aneddoto, un ricordo o una leggenda da condividere con chi ancora non lo conosce?