Dal locale verso il temporale passando per la misura giusta, il kairos ha avuto molti significati più o meno stabiliti e compatibili. Lo si traduce spesso come "occasione" ma il termine rende soltanto molto parzialmente un'idea ricca di molte sfaccettature. Non è possibile trovare un termine italiano equivalente che possa segnare tutte le relazioni che la nozione greca ha conosciuto. Tutte le sue
preferenze non sono temporali (in particolare coloro che si riferiscono alla "misura giusta" e all'"idoneità") ma contengono e completano le basi di un significato specificamente temporale. Il kairos implica una visione del tempo che possa conciliarsi con un'esigenza d'efficacia dell'azione umana. Il kairos è un momento, ma non inteso come una durata misurabile che si estende da un punto A ad un punto B. Il kairos si ricollega ad un certo tipo di azioni che devono essere compiute "tempestivamente" e non tollerano né il ritardo, né l'esitazione. La nozione di kairos è indissociabile della parola greca, è indissociabile anche da un contesto che è quello della Grecia del VI e del V secolo a.C. È indissociabile quindi da un'epoca in cui l'azione diventa autonoma e non dipende più dalla volontà divina, la necessità di osservare il kairos è confermata per i Greci dalle loro esperienze in molteplici settori.