Una Questione di Centimetri

Una Questione di Centimetri Una pagina per tutti gli amanti del calcio

Giunge al termine l'avventura del campione del mondo che non ha mai trovato la sua dimensione seduto in panchina. La dom...
29/08/2024

Giunge al termine l'avventura del campione del mondo che non ha mai trovato la sua dimensione seduto in panchina.

La domanda che ci facciamo ora: che senso ha esonerare l'allenatore dopo la terza di campionato? Se vogliamo davvero bene a questo sport iniziamo ad investire sui manager con visione e progettualità

“È l’esatto contrario del giocatore. Se mi avessero chiesto di indicare uno che non avrebbe mai potuto fare l’allenatore...
22/08/2024

“È l’esatto contrario del giocatore. Se mi avessero chiesto di indicare uno che non avrebbe mai potuto fare l’allenatore, avrei risposto di getto Simone. Era un ragazzino, viveva alla giornata, rideva, scherzava, era tutto uno scherzo. Si è fatto uomo, ora è maturo, responsabile, cocciuto anche. Un tecnico di prim’ordine, studia giorno dopo giorno, cura i dettagli, ed è un decisionista."

Angelo Peruzzi, parlando di Simone Inzaghi

Il nostro amico Federico Lo Cicero!
15/05/2023

Il nostro amico Federico Lo Cicero!



18/02/2022

"Roby, ci ha fatto sognare, non importava quale squadra tifassi.
La sue arte nel gioco del calcio era unica e sopraffina.
Prima uomo e poi calciatore, ne han fatto il campione più amato del nostro calcio.
Il calcio poetico, quello che dava il 10 al giocatore con più estro, con più qualità.
Un 10 era un 10 allora.
Roby secondo Agnelli era un 9 e 1/2.
Ma per gli amanti del calcio era un 10 e lode.
Auguri Roby."

Sugli obiettivi del Milan: “In Italia certamente si può puntare allo scudetto. Vedo un gruppo di squadre molto forti che...
01/09/2021

Sugli obiettivi del Milan: “In Italia certamente si può puntare allo scudetto. Vedo un gruppo di squadre molto forti che si equivalgono. Non vedo chi tra Milan, Juve, Inter, Lazio, Napoli e Roma possa staccare le altre. E se qualcuna può essere tecnicamente più competitiva, il Milan annulla il vantaggio grazie a una continuità di gestione: se le altre avranno bisogno di un periodo di adattamento, Pioli no. Stefano è bravissimo e ha un club organizzato che lo sostiene“.

Sugli addii di Donnarumma e Calhanoglu: “Le scelte sono state fatte per costruire una squadra da vertice e l’obiettivo è stato centrato. Gigio è uno dei quattro portieri più bravi al mondo, ma anche Maignan è valido e ha iniziato bene. Calhanoglu ha fatto bene ma non è sempre stato così tanto presente. E se un giocatore dà il meglio per metà campionato non mi soddisfa. Sono stati rimpiazzati bene: non c’è stato un colpo che da solo garantisce il salto di qualità, ma quelli ormai sono riservati ad altri portafogli. Il Milan ha fatto scelte oculate, studiate, che trovano la mia condivisione“.

Su Giroud e Ibrahimovic: “La convivenza tra i due non la vedo facilissima, magari in certi frangenti di partita. Giroud è un uomo d’area, di peso. Non è un bomber o un giocatore che risolve le partite con un numero tecnico, ma ha grande esperienza e i suoi gol li ha sempre fatti. Per vederlo al fianco di Zlatan servirà che gli altri dietro di loro facciano un grande lavoro“.

Su Leao: “Ha un potenziale notevole, a volte dà l’idea che nemmeno lui sappia quanto è forte. Il primo passo è la consapevolezza. Può fare la differenza e farlo in più ruoli, davanti può giocare ovunque. Dipende tutto dalla testa“.

Su Ibrahimovic: “A quarant’anni sono le motivazioni a fare la differenza. Dovrà gestirsi ancora meglio, ma ha sempre dimostrato di saperlo fare. Guiderà un gruppo entusiasta, una squadra che ha perso dei riferimenti tecnici ma che vorrà dimostrare di non dipendere da nessuno. O che, al contrario, tutti hanno le qualità per diventare protagonisti“.

Roberto Donadoni

Che sensazioni ha avuto alla prima con i tifosi?"E' andata benissimo. Noi come squadra dobbiamo creare questa empatia e ...
25/08/2021

Che sensazioni ha avuto alla prima con i tifosi?
"E' andata benissimo. Noi come squadra dobbiamo creare questa empatia e se ogni tanto non possiamo giocare bene, i tifosi possono accettare un risultato negativo ma delle cose non sono negoziabili. I tifosi capiscono l'atteggiamento e l'interpretazione, ma anche il modo di essere professionisti. Questa empatia siamo noi che dobbiamo crearla. Il rapporto sarà una conseguenza di come noi stiamo in campo. Non dobbiamo chiedere nulla ai tifosi, daranno quello che è giusto dare in base a quello che noi trasmetteremo".

Quanti margini di miglioramenti ha la Roma?
"Tanti. Io ho fatto i complimenti a Italiano perché noi due lavoriamo con i giocatori da meno di due mesi. E quando la sua squadra arriva in quel modo gli ho fatto i complimenti. Magari per l'Inter è diverso perché Inzaghi ha una squadra che gioca ad occhi chiusi, per noi è più difficile. C'è tanto da migliorare e oggi abbiamo analizzato una situazione di gioco che non mi è piaciuta con la Fiorentina ma i ragazzi lo affrontano in un modo perché prima lo facevano così, ma non è una critica a Paulo Fonseca. Per diventare automatico il nostro gioco c'è tempo, bisogna migliorare molto. Se dal punto di vista difensivo è più facile migliorare le dinamiche, dal punto di vista offensivo è più complicato e c'è bisogno di più tempo".

Pellegrini può fare anche il mediano?
"Lorenzo può fare tutto. Se noi avessimo tre Pellegrini giocherebbero tutti allo stesso tempo, senza nessuno in panchina. E' molto funzionale e si può adattare a tanti ruoli. L'altro giorno ha fatto anche del lavoro sulla fascia destra creando l'assist per il palo di Abraham. Lorenzo è intelligente e capisce il gioco, ha capito il mio gioco. Se ce ne fossero tre giocherebbero tutti e tre".

José Mourinho

"Fin da giovanissimo sono sempre stato negli spogliatoi, ascoltando discorsi tattici e punti di vista diversi, perché il...
24/08/2021

"Fin da giovanissimo sono sempre stato negli spogliatoi, ascoltando discorsi tattici e punti di vista diversi, perché il calcio è fatto di punti di vista diversi. Ho imparato ad avere quella tolleranza, e penso che mi abbia aiutato, perché essere un allenatore è mettersi nei panni di qualcun altro. Una squadra di calcio non è un gruppo di amici. Non devi cenare con i tuoi compagni di squadra ogni sera per vincere".

Sulla Ligue 1: "La Francia non è il miglior campionato del mondo, ma ho sempre sentito la responsabilità, da giocatore emblematico, di far crescere il campionato".

Su Neymar: "In Brasile sono più festosi, in Francia più seri. Qui non è considerato bene mostrare le proprie passioni. La gente penserà che trascura il Psg perché gioca a poker. Penso che abbia iniziato a capirlo. All'inizio è stato difficile per lui, perché l'ha vissuto come un affronto. Quando è arrivato, hanno messo la sua faccia sulla Torre Eiffel e sei mesi dopo gli hanno chiesto perché gioca a poker. In Francia vogliono solo vederti giocare a calcio, sorridente".

Su Messi e Ronaldo: "Sono impareggiabili. Hanno infranto tutte le leggi. Le statistiche. Hanno avuto dieci, quindici anni straordinari. Ti confronti sempre con i migliori nel tuo sport. Penso che anche altri giocatori mi stiano guardando. Pochi cambiano posizione come me. Prima c'era un numero nove, o un numero sette. Ho giocato davanti, a sinistra e a destra. Con tutta l'umiltà, non credo che tutti siano capaci di cambiare posizione così ogni anno e mantenere grandi prestazioni ai massimi livelli".

Kylian Mbappé

"Presumo di aver sbagliato atteggiamento in una partita perché in Champions League contro il Midtjylland ho disobbedito ...
18/08/2021

"Presumo di aver sbagliato atteggiamento in una partita perché in Champions League contro il Midtjylland ho disobbedito a un'indicazione tattica di Gasperini. Mancavano dieci minuti alla fine del primo tempo e lui mi chiese di spostarmi a destra, mentre io gioco molto bene a sinistra. Gli dissi di no.

Immagino che quella risposta, a metà gara e davanti alle telecamere, abbia creato la situazione perfetta perché lui si arrabbiasse fortemente. Lì ho capito che sarei stato sostituito all’intervallo e così è stato. Negli spogliatoi però lui ha oltrepassato il limite, cercando anche di aggredirmi fisicamente.

In quel momento ho detto basta. Si può discutere, ovviamente, ma l’aggressione fisica è intollerabile. Dopo quell'avvenimento, chiesi un incontro con il presidente Antonio Percassi e gli dissi che io non avrei avuto problemi ad andare avanti. Avevo capito di aver sbagliato, non mi comportai bene da capitano, anzi, ero stato un cattivo esempio disobbedendo all’allenatore, ma gli chiesi anche di ricevere le scuse di Gasperini.

Il giorno dopo ci fu una riunione con tutta la squadra. Mi scusai con l’allenatore e i compagni per l’accaduto, ma non ho ricevuto scuse. C'era qualcosa che non andava: Io avevo sbagliato mentre lui invece no? Iniziò tutto da quel fatto. era ora che i tifosi conoscessero la verità.

Dopo qualche giorno, dissi al presidente che non volevo più lavorare con Gasperini all’Atalanta. Lui mi ha risposto che non mi avrebbe lasciato andare e quindi è iniziato un braccio di ferro che ho pagato: sono finito fuori rosa.

È stato brutto, dopo tutto quello che ho dato per il club. Si sono comportati male. Il presidente non ha avuto le p***e di chiedere all’allenatore di scusarsi con me. Così è finito tutto. Ma non è tutto, visto che per me si sono anche chiuse le porte del calcio italiano: non volevano cedermi a nessun big perché dicevano che avrei rafforzato una rivale. Grazie a Dio è arrivato il Siviglia che mi ha permesso di continuare a competere ad alti livelli per poter aspirare alla Copa America. Era quella la mia ossessione”.

Papu Gomez

So che non è facile, ma ho fame di giocare. Ovviamente ho ancora altri due anni di contratto con il Chelsea, che è un gr...
16/08/2021

So che non è facile, ma ho fame di giocare. Ovviamente ho ancora altri due anni di contratto con il Chelsea, che è un grande club. Ho già dimostrato di poter giocare qui, ma allo stesso tempo voglio giocare, voglio sentirmi importante, come in passato. Voglio provare la stessa sensazione che ho provato quando ho segnato il gol contro l'Atletico Madrid, la stessa sensazione quando ho vinto l'Euro Cup. Vogliamo essere in un posto dove siamo desiderati. La scorsa stagione ho giocato in difesa, ho giocato a centrocampo. Al Chelsea ho giocato due o tre partite in 90 minuti facendo il difensore. Il mio problema non è dove, voglio essere lì".

"La scorsa stagione non ho avuto l'opportunità di scegliere, forse di avere un'altra opzione. Oggi posso scegliere, ho tempo per scegliere, quindi sicuramente per la prossima stagione farò di tutto per scegliere l'opzione migliore, che è quella che mi darà l'opportunità di essere dentro il campo il maggior numero di volte possibile. E sceglierò davvero l'opzione migliore: se restare al Chelsea, se andare al Napoli o ad un'altra squadra. Ho ancora un po' di giorni per poter scegliere il posto dove mi vogliono davvero. Ho 27 anni, un'età in cui credo di essere al culmine della mia maturazione, da giocatore, come per tutto il resto".

Emerson Palmieri

Allegri? "Gli ho detto subito che anch'io sono tornato a Torino dopo due anni e ho vinto due scudetti giocando un'altra ...
12/08/2021

Allegri? "Gli ho detto subito che anch'io sono tornato a Torino dopo due anni e ho vinto due scudetti giocando un'altra finale di Champions League. Non sarà una minestra riscaldata, ma una prelibata ribollita di grande qualità".

"Mi rivedo in lui. Le analogie tra noi due sono tante: la toscanità, il fatto che lui sia arrivato alla Juve a 47 anni e abbia vinto subito lo scudetto come avevo fatto io a 46 anni. Max è uno degli allenatori moderni più esperti, scaltri e maliziosi, in senso buono, che ci siano. E tra i più capaci a gestire certe situazioni. La persona giusta. Anche la filosofia è quella: squadre organizzate, moderne, ma senza esagerare, sempre alla ricerca del bel gioco ma anche dei risultati. Squadre offensive".

La Juve la squadra da ba***re: "Juve sempre favorita per lo scudetto, quest'anno ancora di più: non ha vinto, quindi è affamata e ha voglia di rifarsi. Ma l'Inter è al suo livello: dopo aver perso Lukaku sta per comprare Dzeko e non credo venderà più. Vedo bene il Napoli, mi sembra molto aggressivo e compatto grazie soprattutto a Spalletti che sa unire il gruppo. L'attacco è sempre ben organizzato, dovrà lavorare su altri reparti.

Mourinho è un bel ritorno per il calcio italiano, un grande organizzatore. Al Milan serve semplicemente che giochi Ibrahimovic, è fondamentale che recuperi presto dall'infortunio e non si faccia di nuovo male. È importante quando sta in tribuna, figurarsi in campo. Troppo trainante il suo ruolo.

L'Atalanta si confermerà ad altissimi livelli. Di solito è brava a trovare sconosciuti a prezzi convenienti e poi a collocarli in un'organizzazione perfetta, nella quale diventano decisivi. Zapata è molto importante, non so se davvero se ne priverà".

Marcello Lippi

Sul futuro: "Io a Genova sto bene, per il mercato dico sempre che ne sapete più voi. Io più che dire che qui mi hanno fa...
11/08/2021

Sul futuro: "Io a Genova sto bene, per il mercato dico sempre che ne sapete più voi. Io più che dire che qui mi hanno fatto sentire a casa, a mio agio, non so cosa aggiungere".

Sulle Critiche: "Ci abbiamo lavorato molto penso che però parte delle critiche della stagione precedente fossero esagerate. Il portiere finisce spesso nel mirino anche quando le colpe non sono del tutto sue. Diciamo che su di noi c’è un focus particolare che altri reparti non hanno. Non dico che sia sbagliato, e ormai lo so e accetto, però è singolare".

Sul suo miglioramento: "Io in realtà sono sempre lo stesso, forse prima non mi sentivate così bene ma ho sempre lo stesso modo di stare in porta e in campo".

Sui Tifosi: "Spero solo che i tifosi tornino presto allo stadio perché non averli ci ha tolto qualcosa durante il Covid sono così passionali che ti trasmettono quel di più che devi mettere in campo".

Emil Audero

Il nono posto e i 52 punti dell'anno scorso rappresentano uno stimo o un peso in più? "Uno stimolo. Sicuramente è un obi...
09/08/2021

Il nono posto e i 52 punti dell'anno scorso rappresentano uno stimo o un peso in più? "Uno stimolo. Sicuramente è un obiettivo difficile, ma con il lavoro si può ripetere. Una squadra con le potenzialità per fare 52 punti deve avere l'ambizione di poter far meglio. E credo che nella testa dei giocatori ci sia ancora questo rimpianto. Certi obiettivi li raggiungi solo se vai al massimo".

Sul ritorno in serie A: "Per un tecnico è un ulteriore stimolo misurarsi con grandi allenatori, penso a Mourinho o a Allegri, anche se dispiace non vedere Conte o Ranieri. Portano valore aggiunto. Mourinho ha già riportato entusiasmo a Roma, la Juventus molto probabilmente lotterà maggiormente per la vittoria dello scudetto".

Su Fabio Quagliarella: "Prima di arrivare pensavo a una gestione di Fabio per preservarne la qualità. Sino ad oggi non ha saltato mezzo allenamento, sembra un ragazzino. Comunque Fabio va tenuto il più vicino possibile all’area di rigore. Nel calcio non esiste il giocatore giovane o vecchio, ma quello più o meno forte. Però non vanno caricati di pressione. Penso a Thorsby, che nella sua seconda stagione ha fatto molto meglio della prima".

Roberto D'Aversa

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Naples

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