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✨ “Nuttata” è la traduzione in napoletano, dialetto e lingua d’elezione del teatro italiano, del monologo francese scri...
20/04/2026

✨ “Nuttata” è la traduzione in napoletano, dialetto e lingua d’elezione del teatro italiano, del monologo francese scritto nel 1977 che racconta l’incontro di uno straniero con uno sconosciuto visto camminare lungo la strada.
Il protagonista racconta del suo sentirsi estraneo, dell’emarginazione, del suo bisogno d’amore e della sua condizione di emigrato dalla sua terra d’origine.

In scena 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟯 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲
📍 Sala Assoli ore 20.00
𝗡𝗨𝗧𝗧𝗔𝗧𝗔
lettura scenica
traduzione e adattamento de “𝗟𝗮 𝗻𝘂𝗶𝘁 𝗷𝘂𝘀𝘁𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁 𝗹𝗲𝘀 𝗳𝗼𝗿𝗲̂𝘁𝘀” 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗱- 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗞𝗼𝗹𝘁𝗲̀𝘀
di e con Domenico Ingenito
produzione Interno5 Opera Estate Festival
evento organizzato da Teatro Pubblico Campano

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📌 teatronuovonapoli.it

📝 interrogandosi sulla natura del personaggio protagonista del monologo, che sembra essere, anzi è un “ragazzo di vita” che vive ai margini di una città, in stazione, ha interrogato nella sua vita reale i “ragazzi di vita” della stazione di Napoli, chiedendo loro di leggere parti o estratti del testo di Koltès in italiano e in ultimo, con il suono della loro voce che il traduttore registrava nella sua mente durante questi incontri, ha portato a termine la traduzione e riscrittura del monologo francese.

🌶️

Felici di collaborare a questo progetto con Fondazione Pietà de' Turchini. Vi aspettiamo questa sera!!!«Il 17 aprile, al...
17/04/2026

Felici di collaborare a questo progetto con Fondazione Pietà de' Turchini. Vi aspettiamo questa sera!!!
«Il 17 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena di Napoli, Cortocircuito, nuova produzione che ha per protagonista il duo composto da Elisa Citterio, violino barocco e Stefano Demicheli, clavicembalo, con la collaborazione di interno5, attraverso la partecipazione di Maria Rosaria Napolano, Gerardo Pastore, Gerardo di Pietro, in qualità di performers sulle coreografie di Antonello Tudisco»

Felici di collaborare a questo progetto con Fondazione Pietà de' Turchini Vi aspettiamo questa sera!!!«Il 17 aprile, all...
17/04/2026

Felici di collaborare a questo progetto con Fondazione Pietà de' Turchini Vi aspettiamo questa sera!!!
«Il 17 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena di Napoli, Cortocircuito, nuova produzione che ha per protagonista il duo composto da Elisa Citterio, violino barocco e Stefano Demicheli, clavicembalo, con la collaborazione di interno5, attraverso la partecipazione di Maria Rosaria Napolano, Gerardo Pastore, Gerardo di Pietro, in qualità di performers sulle coreografie di Antonello Tudisco»

«Il 17 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena di Napoli, Cortocircuito, nuova produzione che ha per protagonista il duo composto da Elisa Citterio, violino barocco e Stefano Demicheli, clavicembalo, con la collaborazione di interno5, attraverso la partecipazione di Maria Rosaria Napolano, Gerardo Pastore, Gerardo di Pietro, in qualità di performers sulle coreografie di Antonello Tudisco».

🗞️ Gazzetta di Napoli
🔗 shorturl.at/bIm0a

15/04/2026

L’incontro tra Bach e Giovanni Sollima, il compositore italiano contemporaneo più eseguito al mondo, a Santa Caterina da Siena.

Da questa sera e in replica domani un coproduzione Interno5 OperaEstate Festival🔥  𝐍𝐔𝐓𝐓𝐀𝐓𝐀 / 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳...
26/03/2026

Da questa sera e in replica domani un coproduzione Interno5 OperaEstate Festival
🔥 𝐍𝐔𝐓𝐓𝐀𝐓𝐀 / 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗞𝗼𝗹𝘁𝗲𝘀
a cura di e con Domenico Ingenito

🔥 𝐍𝐔𝐓𝐓𝐀𝐓𝐀 / 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗞𝗼𝗹𝘁𝗲𝘀
a cura di e con Domenico Ingenito
〰️ 26 > 27 Mar. Teatro Fontana

𝗥𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗪𝗘𝗟𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗧𝗢 𝗜𝗧𝗔𝗖𝗔, 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗼𝗳𝗳 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗙𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗼𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶. Un in napoletano del celebre monologo di Bernard-Marie Koltès, La notte poco prima delle foreste, scritto nel 1977. La storia di un uomo solo, straniero, immigrato, che incontra uno sconosciuto e tenta di raccontarsi prima che arrivi il buio. Una corsa contro il silenzio. Una richiesta disperata d’amore. Tradotta in una lingua che parla al Sud di tutto il mondo.

///

Traduzione e adattamento de La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltés
a cura di e con Domenico Ingenito
Disegno luci Sebastiano Cautiero
produzione Interno 5/coproduzione Operaestate Festival Veneto

🟥 MORE info e ticket https://teatrofontana.it/evento/nuttata/

17/02/2026
𝗣𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀 | 𝗿𝗲𝗰𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮.. 𝗜 𝗯𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗻𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 “𝗽𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀” 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗲𝗴𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼, 𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗶 ...
01/02/2026

𝗣𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀 | 𝗿𝗲𝗰𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮
.. 𝗜 𝗯𝗮𝗹𝗹𝗲𝗿𝗶𝗻𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 “𝗽𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀” 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗲𝗴𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼, 𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗶 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝗼, 𝘀𝗶 𝗮𝗴𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝘀𝗮𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝘀𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗶𝗻 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗿𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲...

Antonello Tudisco
Vincenzo Ambrosino
Domenico Ingenito
Hilenia de Falco
Valeria Petroni
Gerardo Di Pietro
Lia Gusein-Zadé

Con “Pietas”, si chiude al teatro Dalla il ciclo degli appuntamenti del focus DANZA nell’ambito della stagione di prosa “RESPIRA”

"𝗣𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀”, 𝗶𝗹 𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗴𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮di Sveva Guerra su boncultu...
01/02/2026

"𝗣𝗶𝗲𝘁𝗮𝘀”, 𝗶𝗹 𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝗗𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗗𝗮𝗹𝗹𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗴𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮
di Sveva Guerra su bonculture.it

Si è chiuso con “Pietas” il Focus Danza della stagione di prosa respIra del Teatro Comunale “Lucio Dalla” di Manfredonia, una finestra fortemente voluta dalla Bottega degli Apocrifi per ampliare l’orizzonte del cartellone, affiancando al teatro di parola il linguaggio fisico, visionario e stratificato della danza contemporanea. Una scelta che ha trovato, nello spettacolo firmato da Antonello Tudisco, una conclusione più che coerente.
In scena, lo spettacolo si presenta come un attraversamento emotivo e simbolico, più che una narrazione lineare. Tutto si costruisce attorno a cinque danzatori (Gerardo Di Pietro, Lia Gusein Zade, Gerardo Pastore, Valeria Petroni Francesco Russo e con la partecipazione del piccolo Romeo Vollero), cinque corpi che attraversano lo spazio come frammenti di una stessa comunità ferita. Non c’è gerarchia né centralità, i ballerini entrano ed escono dalle azioni, si aggregano e si separano, dando vita a configurazioni sempre messe in discussione.
La scena diventa così il luogo di una riflessione profonda sulla pietà intesa non come concetto astratto, ma come tensione che attraversa i corpi o come sofferenza che li piega. La danza interroga il rapporto tra chi cade e chi guarda, tra chi sostiene e chi è sostenuto, aprendo una crepa nel nostro modo abituale di percepire l’altro. In questo senso, “Pietas” mette in crisi le certezze che governano la realtà quotidiana, mostrando quanto l’equilibrio -individuale e collettivo- sia solo una fragile costruzione.
Il lavoro si inserisce in un percorso avviato da Tudisco negli anni precedenti, interrogando il sentimento della compassione in un tempo che sembra averlo smarrito. Le immagini evocate rimandano a una dimensione simbolica ampia, dove il dolore non è mai esibito, ma attraversato e dove la sofferenza diventa oggetto di trasformazione. La drammaturgia per quadri, di Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito, è fatta di stazioni emotive più che di episodi narrativi: una madre malata terminale e il suo rapporto con il figlio che non può più proteggere; un senzatetto vittima di una violenza che non suscita reazione, ma indifferenza collettiva; Pier Paolo Pasolini che ha pagato con la vita la propria esposizione pubblica e che ha osato dire e vedere oltre, diventando bersaglio di una società incapace di comprendere. Questa narrazione accompagna lo spettatore in un viaggio che non offre risposte, ma solo tante domande.
Fondamentale il contributo della scenografia essenziale di Rosita Vallefuoco e del disegno luci di Giuseppe Di Lorenzo, che scolpisce i corpi, isolandoli o fondendoli nello spazio scuro; i costumi di Gina Oliva dialogano con la fisicità dei danzatori senza sovrapporsi al movimento, anzi lo accompagnano rendendolo più fluido e scenografico. La musica, di Chiara Mallozzi, è lontana da una funzione meramente illustrativa, anzi si propone di accompagnare attivamente lo spettatore in un viaggio fatto pause, respiri e tensioni.

“Pietas” è anche un lavoro che dialoga apertamente con l’arte e il pensiero. La celebri Pietà di Michelangelo sembrano riaffiorare nella composizione dei corpi, nelle posture che evocano la cura, la perdita, l’abbandono. Aleggia, invece, come riferimento simbolico la figura di Pier Paolo Pasolini, non come ritratto biografico, ma come emblema dell’intellettuale scomodo. Pasolini diventa, quindi, portavoce di un’intelligenza capace di esporsi fino alla vulnerabilità, pagando il prezzo dell’incomprensione e della violenza.

In questa prospettiva, il pubblico sembra interrogarsi su cosa significhi oggi provare compassione in un mondo anestetizzato, e su quanto spazio resti per chi continua a denunciare, a profetizzare, a non allinearsi. La lezione pasoliniana non è evocata come memoria, ma come ferita ancora aperta. È un invito a riconoscere la sacralità della realtà anche là dove appare degradata, violata, respinta ai margini. È in questo sguardo che lo spettacolo assume una delle sue forme più significative, trasformando la pietà da sentimento passivo a atto di responsabilità.

Le coreografie e la regia sono di Antonello Tudisco, coreografo e storico dell’arte, direttore artistico della compagnia interno5danza e della sezione danza del TAN (Teatro Area Nord) di Napoli. È stato anche docente associato presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, per l’insegnamento di Culture Musicali del Mediterraneo. La sua formazione trasversale emerge con chiarezza in uno spettacolo che intreccia linguaggi, riferimenti e livelli di lettura, mantenendo sempre centrale il corpo come spazio di riscrittura.

Con “Pietas”, il Focus Danza di respIra si chiude lasciando una traccia profonda, quella di un teatro che sceglie di interrogare il presente attraverso il movimento, affidando ai corpi il compito di urlare ciò che spesso le parole non riescono più a esprimere.

“Pietas” di interno5danza, con la regia e le coreografie di Antonello Tudisco. In scena mercoledì 28 gennaio durante la stagione di Prosa “respIra” (ideata e organizzata dal Comune di Manfredonia, Puglia Culture, Bottega degli Apocrifi con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia), presso il Teatro Comunale Lucio Dalla di Manfredonia.

La foto di copertina è di Sabrina Cirillo

25/01/2026

Eventi / Teatri Al Teatro Dalla di Manfredonia va in scena lo spettacolo di danza ‘Pietas’ Dove Teatro comunale 'Lucio Dalla' Via della Croce Manfredonia Quando Dal 28/01/2026 al 28/01/2026 ore 21:00 Prezzo 12 euro (primo settore), 10 euro (secondo settore), 8 euro (galleria) Altre informazioni ...

Vi aspettiamo il 28 gennaio al Teatro Comunale Lucio Dalla - Centro di Produzione Bottega degli Apocrifi di Manfredonia ...
19/01/2026

Vi aspettiamo il 28 gennaio al Teatro Comunale Lucio Dalla - Centro di Produzione Bottega degli Apocrifi di Manfredonia con
PIETAS
regia, coreografia Antonello Tudisco
Drammaturgia Vincenzo Ambrosino e Domenico Ingenito
Disegno luci Giuseppe Di Lorenzo
Scenografia Rosita Vallefuoco
Costumi Gina Oliva
Musiche Chiara Mallozzi
Video Loredana Antonelli
Interpreti Gerardo Di Pietro,
Lia Gusein-Zadé, Gerardo Pastore Valeria Petroni, Francesco Russo
Produzione Interno5
Foto di scena Sabrina Cirillo
Direttrice di produzione Hilenia De Falco
Coproduzione Le Granit Scene Nationale de Belfort
Residenze artistiche presso Teatro Area Nord di Napoli e La Cooperative SN di Belfort

📆 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝ì 𝟐𝟖 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 – 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎
📍 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 “𝐋𝐮𝐜𝐢𝐨 𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚”

🌑 𝐏𝐈𝐄𝐓𝐀𝐒 – 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨𝟓
Coreografia e regia 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐓𝐮𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨

𝐔𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 all'interno della stagione di prosa "𝐫𝐞𝐬𝐩𝐈𝐑𝐀".

Pietas nasce da una domanda:
“cosa accadrebbe se l’umanità smarrisse il sentimento di pietà?”

Lo spettacolo è strutturato come una parabola frammentata.
Il motore dell’azione è il pianto misterioso di un bambino, di cui i danzatori cercano istintivamente e inutilmente l’origine.
La ricerca li conduce ad attraversare tre stazioni dolorose, che rappresentano altrettanti momenti di pietà negata: una madre malata terminale, un uomo senza dimora massacrato di botte nell’indifferenza generale, Pier Paolo Pasolini, ucciso in circostanze che, secondo molti, restano ancora oscure.

Ispirato alla poetica di Pasolini e a quella visione “miracolosa” e “religiosa” del mondo, pur lontana da un’impostazione confessionale, Pietas si conclude con un fatto inaspettato: uno spiraglio di luce, un segno di speranza e di rigenerazione che, per un attimo, allontana i fantasmi del senso di colpa, ma forse solo per l’effimera durata di uno spettacolo.

📞 𝐈𝐧𝐟𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: 0884 532829 – 335 244843
📧 𝐛𝐨𝐭𝐭𝐞𝐠𝐡𝐢𝐧𝐨@𝐛𝐨𝐭𝐭𝐞𝐠𝐚𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐩𝐨𝐜𝐫𝐢𝐟𝐢.𝐢𝐭

Comune di Manfredonia
Puglia Culture - Circuito Teatrale
Ministero della Cultura
Regione Puglia
teatro bottega degli apocrifi

Indirizzo

Via Nuova Dietro La Vigna 20
Naples
80100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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