Festeggiamenti Decennali 2024 Beato Antonio Patrizi

Festeggiamenti Decennali 2024 Beato Antonio Patrizi Festeggiamenti Decennali Anno 2024 in Onore del Beato Antonio Patrizi di Monticiano (Siena)
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27/05/2026
14/05/2026

𝙋𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙈𝙖𝙙𝙤𝙣𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙁𝙖𝙩𝙞𝙢𝙖
𝟭𝟯 𝙢𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝟭𝟵𝟭𝟳

"𝑶 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒂 𝑻𝒓𝒊𝒏𝒊𝒕𝒂̀, 𝑽𝒊 𝒂𝒅𝒐𝒓𝒐! 𝑴𝒊𝒐 𝑫𝒊𝒐, 𝒎𝒊𝒐 𝑫𝒊𝒐, 𝑽𝒊 𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒆𝒍 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒐 𝑺𝒂𝒄𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐!"

​D’un tratto, durante il loro innocente divertimento, i tre giovinetti videro qualcosa come il bagliore di un lampo che li sorprese. Guardarono verso il cielo, verso l’orizzonte e, poi, l’un verso l’altro; rimasero muti e sbalorditi: l’orizzonte era limpido, il cielo luminoso e sereno. Che cosa poteva essere?

​Ma già Lucia, sempre con un certo tono di comando, ordinò:

​— Via, che può ve**re un temporale.

​— Allora, andiamo — disse Giacinta.

​Richiamarono il gregge e lo avviarono verso la discesa. A mezza strada tra la montagna che avevano appena lasciato e un grande leccio che stava di fronte a loro, videro un secondo lampo.

Con raddoppiato spavento affrettarono il passo, continuando a discendere. Erano infine giunti in fondo alla Cova e si fermarono, confusi e meravigliati: lì, a breve distanza da loro, sospesa sopra un leccio alto poco più di un metro, apparve la Madre di Dio.

Secondo la descrizione di Suor Lucia, era “una Signora tutta vestita di bianco, più brillante del sole, che spargeva una luce più chiara e intensa di quella di un bicchiere di cristallo colmo d’acqua limpida, attraversato dai raggi del sole più cocente”.

​Il suo aspetto era di un’inenarrabile bellezza, né triste né allegro, ma serio, con un’espressione soave di leggero rimprovero. Come descrivere in dettaglio i suoi lineamenti? Il colore degli occhi, i capelli di quella figura celestiale? Lucia non seppe mai dirlo con precisione!

​Il vestito, più candido della neve, pareva tessuto di luce. Aveva le maniche relativamente strette ed era chiuso al collo; scendeva fino ai piedi, i quali, avvolti in una tenue nuvola, sfioravano appena i rami del leccio. Un manto le copriva il capo, anch’esso bianco e orlato d’oro, della stessa lunghezza della veste, avvolgendoLe quasi tutto il corpo. “Le mani erano congiunte in preghiera, appoggiate sul petto e dalla destra pendeva un grazioso rosario dai grani brillanti come perle, che terminava con una piccola croce di vivissima luce argentata. (Come) unico ornamento, una fine collana d’oro lucente appesa al collo, che terminava con una piccola sfera del medesimo metallo”.

​Ciò che seguì viene così raccontato da Suor Lucia:

​“Eravamo tanto vicini che ci trovavamo dentro la luce che La circondava o che Ella stessa spargeva attorno. Forse a un metro e mezzo di distanza, più o meno. Allora, Nostra Signora ci disse:

​— Non abbiate paura, Io non vi farò del male.

​— Di dove è, Vostra Signoria? – Le domandai.

​— Sono del Cielo.

​— E che cosa vuole da me Vostra Signoria?

​— Sono venuta a chiedervi che veniate qui per sei mesi di seguito, il giorno 13 a questa medesima ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. Dopo ritornerò qui una settima volta.

​— E anch’io vado in Cielo?

​— Sì, ci andrai.

​— E Giacinta?

​— Anche lei.

​— E Francesco?

​— Anche lui, ma deve recitare molti Rosari.

​Mi ricordai allora di domandare di due ragazze che erano morte da poco tempo. Erano mie amiche e frequentavano la mia casa per imparare a tessere da mia sorella maggiore.

​— Maria das Neves è già in Cielo?

​— Sì, c’è.

​— E Amelia?

​— Starà in Purgatorio sino alla fine del mondo. Volete offrirvi a Dio e sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi come atto di riparazione per i peccati dai quali Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?

​— Sì, lo vogliamo.

​— Andate, dunque, dovrete soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto.

​Fu nel pronunciare queste ultime parole (“la grazia di Dio…” ecc.) che Ella aprì per la prima volta le mani, trasmettendoci una luce tanto intensa, come un riflesso che si effondeva da Lei e che ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, facendoci vedere noi stessi in Dio che era quella luce, più chiaramente di ciò che vediamo nei migliori degli specchi. Allora, a causa di un impulso interiore, anch’esso comunicatoci, cademmo in ginocchio e ripetemmo nel nostro intimo: O Santissima Trinità, io Ti adoro. Dio mio, Dio mio, io Ti amo nel Santissimo Sacramento!

Trascorsi i primi momenti, Nostra Signora aggiunse: “Pregate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra!”.

​Poi cominciò ad alzarsi serenamente, salendo in direzione di levante fino a scomparire nell’immensità della lontananza. La luce che La circondava pareva Le aprisse un cammino attraverso le stelle, motivo per cui qualche volta diciamo che vedemmo aprirsi il Cielo”.

​Dopo che l’Apparizione si fu eclissata nell’infinito del firmamento, i tre pastorelli rimasero silenziosi e pensierosi, contemplando a lungo il Cielo. Finalmente si risvegliarono da quello stato di estasi che li aveva colti. Attorno a loro la natura tornava a essere quella che era prima. Il sole continuava a irradiare i suoi raggi sulla terra e il gregge, sparpagliato, stava coricato all’ombra dei lecci. Tutto era quieto sulla montagna deserta.

​La celeste Messaggera aveva prodotto nei giovinetti un delizioso senso di pace e di gioiosa allegria, di leggerezza e libertà. Pareva loro che avrebbero potuto volare come gli uccelli. Di quando in quando, il silenzio nel quale erano assorti era rotto da questa esultante esclamazione di Giacinta:

​— Ah! Che bella Signora! Ah! Che bella Signora!

​In questa apparizione, come nelle altre, la Santissima Vergine parlò soltanto con Lucia, mentre Giacinta ascoltava solo ciò che Ella diceva. Francesco, invece, non La udiva e concentrava tutta la sua attenzione solamente nel guardarLa. Quando le due ragazzine gli raccontarono il dialogo che abbiamo descritto e la parte che era toccata a loro, egli fu colto da grande gioia e, incrociando le mani al di sopra della testa, esclamò ad alta voce:

​— O mia Signora! Dirò quanti Rosari Tu vorrai!

​I pastorelli si sentivano intimamente cambiati. La loro anima era lieve e allegra.

Ormai l’imbrunire della sera li avvolgeva, mentre risuonavano sulla montagna i rintocchi dell’Ave Maria. Incitando le loro pecore, i tre giovinetti abbandonarono allora quel luogo benedetto. Nel silenzio dell’oscurità che già stava coprendo i monti, “si udiva il suono rauco del campanaccio e il calpestio leggero del gregge sembrava una pioggerella d’estate che picchiettava le foglie secche…”

Grazie 🙏 per la cortese collaborazione al Comune di Monticiano, in particolare al Sig. Sindaco Serragli Alessio
09/05/2026

Grazie 🙏 per la cortese collaborazione al Comune di Monticiano, in particolare al Sig. Sindaco Serragli Alessio

16/04/2026

"LEONE XIV VISTO DA VICINO", DOMANI UN INCONTRO SU PAPA PREVOST CON IL CARD. LOJUDICE E IL RESPONSABILE EDITORIALE DI LIBRERIA EDITRICE VATICANA, LORENZO FAZZINI

Una serata di parole, anche inedite, e di immagini mai viste per raccontare e conoscere meglio Papa Leone XIV si svolgerà domani, venerdì 17 aprile 2026, alle ore 17.30, a Siena (Palazzo Arcivescovile - piazza del Duomo, 5).

L’evento è promosso dall’ Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, dalla diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, da QN La Nazione, dall'Opera della Metropolitana di Siena in sinergia con il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Vatican News - Radio Vaticana e Libreria Editrice Vaticana.

Sarà un appuntamento di alto profilo per approfondire la conoscenza della persona, del carattere, del pensiero e della biografia del Papa con due relatori d’eccezione: il cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, e Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale di Libreria Editrice Vaticana. L’incontro sarà moderato da Michela Berti, Caporedattrice di La Nazione.

Nella serata di domani verrà approfondita la figura di Leone XIV attraverso il suo nuovo libro La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole (Libreria Editrice Vaticana), antologia di testi di Papa Leone che presenta 10 parole-chiave del cristianesimo per il nostro tempo. Un testo curato da Lorenzo Fazzini e che Papa Leone XIV ha voluto introdurre con un suo contributo inedito, scritto per l’occasione. Inoltre, saranno proiettati due ampi stralci dei documentari León de Perú e Leo from Chicago prodotti dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e che raccontano la vicenda biografica e spirituale di Prevost nella natia Chicago e nel periodo missionario in Perù.

«Il volume La forza del Vangelo e i due documentari rappresentano un’occasione preziosa per conoscere meglio la storia, la personalità e la spiritualità di Papa Leone XIV, venuto dalle Americhe», spiega Lorenzo Fazzini. «Attraverso le parole e le immagini, scopriamo il ritratto di un uomo propenso al dialogo, al confronto e all’amicizia, con un profondo desiderio di bene e di impegno che tocca vari ambiti della vita: dalla cura del Creato alla pace, dall’accoglienza dei migranti alla ricerca della giustizia. Questi temi verranno affrontati durante l’incontro».

La partecipazione all’incontro è a ingresso libero. L’evento si svolge con il supporto dell'8 per mille per la Chiesa Cattolica.

Indirizzo

Chiostro Di S. Agostino
Monticiano
53015

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