02/02/2016
«"Andrea ti vogliono quelli del Qatar." Quando il mio procuratore Tullio Tinti telefona, non saluta e va subito al dunque, significa che sta facendo sul serio.
"Come scusa?"
"Vai a giocare in Qatar."
"Ma tu sei matto. Neanche per sogno."
"Ma anche Guardiola ha giocato lì"
"Era a fine carriera."
"Vabbè almeno per educazione devi incontrarli."
"Ok, quando arrivano?"
"Sono già qui, mettiti una cravatta, ti passo a prendere tra poco."
Mi aspettavano al Principe di Savoia, hotel extra lusso. Avevano prenotato una suite immensa. C'erano il proprietario del club e alcuni dirigenti, più una schiera di avvocati.
"Ciao, il contratto è pronto."
"Buongiorno anche a voi, è un piacere conoscervi..."
"Starai bene con la nostra divisa da gioco."
"Piacere, mi chiamo Andrea Pirlo."
"Non devi decidere in fretta, qualche minuto per pensarci ce l'hai."
C'era una sorta di incompatibilità linguistica, una frattura spazio-temporale, loro viaggiavano nel futuro e io mi concentravo sul presente. Quella volta ho capito che Babbo Natale esiste.
"Andrea quanti figli hai?"
"Due."
"Abbiamo un'ottima scuola in lingua inglese, in Qatar."
"Ma a me piace sentirli parlare in italiano."
"Allora ne costruiamo una nuova e prendiamo solo professori italiani. Sei un appassionato della guida?
"Si."
"Saremmo grati se tu volessi accettare in regalo qualche ferrari."
"Qualche?"
"E se ti manca l'Italia, avrai sempre un aereo privato a disposizione sulla pista."
"Ma..."
"Il contratto è pronto, è di quattro anni."
"Grazie ma..."
"A quaranta milioni di euro."
A quel punto Tinti ha avuto un mancamento.
"Quaranta milioni spalmati su quattro anni, non a stagione. Sai, non possiamo esagerare, c'è la crisi."
"Eh, capisco."
"Ma se dieci all'anno non ti bastano, tranquillo possiamo parlarne."
Se avessi chiesto di bonificare il deserto magari l'avrebbero accettato, quindi prima di cadere in tentazione, mi sono imposto di chiudere il discorso:"Grazie davvero, ma non posso, penso di poter dare ancora molto in Italia. Nel caso cambiassi idea, mi rifaccio vivo tra qualche anno."
"Undici milioni..."
"Tullio andiamo."
"Dodici..."
"Tullio..."
"Tredici..."
Ho praticamente preso in braccio il mio procuratore, in evidente stato di estasi, e sono scappato.»
[Andrea Pirlo]