17/09/2026
MOLINELLA CALCIO, 100 ANNI IN FIGC
Fondato nel 1911, rifondato nel 1919 e poi di nuovo nel 1924, per la Federazione Italiana Gioco Calcio il Molinella è nato ufficialmente soltanto nel 1926. Tutto ciò che è successo nei 15 anni che intercorrono tra il 1911 e il 1926 è soltanto “leggenda”. Quelli furono tra l’altro 15 anni del tutto particolari, segnati dalla grande guerra 15-18 con i suoi 600mila morti e quasi un milione di feriti, forse ancora di più dalla pandemia di febbre sp****la che, tra il 1918 e il 1920, provocò in Italia altrettante vittime, relegando fatalmente il calcio in secondo piano. Furono anni di campionati ULIC (Unione Liberi Calciatori Italiani), anni di epiche imprese, tramandate a voce nei bar di Molinella, che hanno lasciato poche tracce sui giornali dell’epoca. La storia vera comincia ufficialmente soltanto il 17 settembre 1926, con l’iscrizione del Molinella nei ruoli federali.
”Il Direttorio Federale, nella seduta del 17 settembre c.a., (...) ha accolto le iscrizioni delle seguenti Società: Associazione Calcio Molinella, presso sig. Scarabelli Antonio segretario (...)”. Così dice il Comunicato Ufficiale numero 2 del 21 settembre 1926, emesso dal Direttorio Regionale Emiliano della Figc. Tra tutte le società della nostra provincia, il Molinella è secondo per età soltanto al Bologna Football Club 1909. E’ chiaro che qui si sta parlando della data di affiliazione, che per il Bologna coincide (o quasi) con la fondazione della società, mentre l’incubazione del Molinella, se così si può dire, è stata invece molto più lunga: tra la fondazione e l’affiliazione alla Figc - l’unico atto che conta per la storia ufficiale - intercorrono, come detto prima, circa quindici anni, che fanno posticipare “i nostri gloriosi natali” da quel fatidico 1911 al 1926. Volendo essere pignoli, Fortitudo Bologna (anno di affiliazione: 1915), Imolese (1921), Casalecchio (1922), Persicetana (1922) e Progresso Castel Maggiore (1925) sono nate prima del Molinella, ma tutte, per un motivo o per l’altro, avranno pause di attività più o meno lunghe, tra il 1930 e il 1950, e saranno perciò scavalcate dai rossoblù nella classifica di anzianità federale. In ambito regionale, oltre al Bologna FC 1909, che è la più antica di tutte, soltanto il Modena (data di affiliazione: 1912), il Carpi (1913), la Reggiana (1913), la Spal (1919), il Parma (1919), il Piacenza (1919), il Forlì (1920) e il Ravenna (1921) possono tuttora vantare un’anzianità superiore al Molinella, che dal 1927 non salterà più neppure un campionato federale, ad eccezione dei due anni di sosta forzata tra il 1943 e il 1945, quando però i dirigenti rossoblù continueranno a pagare la tassa di affiliazione, mantenendo così il vincolo sui propri tesserati e il diritto ad iscriversi al primo campionato del dopoguerra.
Definito così il proprio status di società affiliata, il Molinella ebbe subito l’opportunità di misurarsi con altre “neo-federate” nella Coppa Babini. Alla manifestazione, organizzata dal Russi con l’approvazione del Direttorio Regionale, potevano partecipare le squadre affiliate e non ancora iscritte ad alcun campionato, come il Molinella, le squadre riserve di III Divisione e le squadre allievi di Divisione Superiore. La prima partita avrebbe dovuto disputarsi il 26 dicembre 1926, ma il maltempo e la neve consigliarono un breve rinvio a dopo le Feste. L’esordio del Molinella in gare ufficiali avvenne perciò il 16 gennaio 1927, in casa, contro le riserve della Fortitudo Bologna. “Nell’occasione, la squadra si schierò con Pierino Massarenti in porta; Walter Spanazzi e Ferrocci terzini; Renato Cortelli, Arduino Gentili e Federici mediani; Dino Magli, Bignami, Valter Gaiani, Faust Fiorini. e Ghelli in attacco. I nostri andarono subito in gol con Livio Ghelli, “la briosa ala sinistra”, che è dunque da considerarsi il primo marcatore della storia rossoblù. La paura di vincere giocò però un brutto scherzo a Spanazzi & C, che si fecero infilare per ben tre volte dai più esperti avversari. E il passivo sarebbe stato certamente più largo, se il bravo portiere Pierino Massarenti non si fosse prodotto in applauditi interventi, che servirono almeno a limitare i danni. La tromba della riscossa suonò ad un quarto d’ora dalla fine, quando il Molinella, ancora con Ghelli, con Gaiani e altre due volte con Faust Fiorini, ebbe la forza di rimontare e addirittura di ribaltare il risultato, vincendo alla fine per 5 a 3”.
Chiuso definitivamente il conto con la Fortitudo, battuta anche a domicilio (2-1), al Molinella si spalancarono le porte della semifinale, grazie anche al contemporaneo ritiro del Bologna allievi e delle riserve del Casalecchio, le altre due squadre inserite nello stesso girone. L’Audace di Guarda Ferrarese, già campione Ulic, si rivelò avversario più ostico del previsto. La battaglia in campo avverso si chiuse con un risultato favorevole (2-1) per il Molinella, che in quell’occasione subì però l’onta del primo cartellino rosso della sua ancor breve storia: a farne le spese fu il mediano Federici Benedetto, detto Bandèt, cacciato dal campo per gioco scorretto. Il successivo pareggio casalingo (2-2) qualificò il Molinella, che in finale trovò la Forti&Liberi di Forlì. E i romagnoli si dimostrarono davvero i più forti, pareggiando (1-1) a Molinella e vincendo con pieno merito (2-0) anche in casa propria.
Conclusa la Coppa Babini con un onorevolissimo secondo posto, il Molinella era atteso all’esordio nel Campionato Aspiranti III Divisione, una specie di torneo preliminare per poter finalmente mettere piede sul gradino più basso della scala calcistica.
QUANDO CORRE IL 90°, TERZO CAPITOLO (MODIFICATO)
(Ed. La Compagnia del Caffè, 2001)