10/06/2026
Riceviamo questa letterina aperta, destinata al Motobabbo che pubblichiamo con molto piacere!
Caro Motobabbo di Mirano (quello originale)
scriviamo a te che sei una specie di Babbo Natale specializzato in moto e fai delle grandi cose per i Bimbi di Casa Nazareth da molti anni.
Forse è la prima volta che ricevi una letterina a giugno, ma conoscendo i tempi di reazione degli adulti — soprattutto quando si tratta di fare qualcosa di utile — magari per Natale sarebbe già troppo tardi.
Noi bambini saremo i motociclisti di domani. Anzi, diciamolo: siamo pochi. I nostri genitori e i nostri nonni erano molti di più. Una volta i bambini restavano incollati alle vetrine delle concessionarie con gli occhi spalancati davanti alle moto, sperando di poterne guidare una il prima possibile. Oggi tra monopattini, tablet, videogiochi e balletti su TikTok, quelli che sognano ancora il rumore di un motore si contano quasi sulle dita di una mano, ma noi da grandi vorremo continuare a partecipare con le nostre moto al Motobabbo!
Ti scriviamo perché ogni giorno sentiamo notizie di motociclisti che muoiono sulle strade. Lo sappiamo: la moto è una passione bellissima, ma anche pericolosa. Però noi vorremmo che, quando toccherà a noi diventare motociclisti veri, andare in moto sia un po’ meno rischioso, e confidiamo che anche le istituzioni finalmente si muovano seriamente per la scurezza dei motociclisti.
Le moto moderne sono diventate molto più sicure: hanno elettronica, controlli, ABS, airbag, sensori e probabilmente presto anche il caffè automatico. Però le strade sono sempre quelle di una volta. E soprattutto abbiamo notato una cosa: tanti motociclisti non sanno guidare davvero bene. Alcuni sembrano convinti di essere al MotoGP anche quando vanno a prendere le brioche.
Per questo ci è venuta un’idea che solo tu, caro Motobabbo, potresti trasformare in realtà.
Perché non chiedi alla Regione Veneto, insieme a qualche persona con i soldi sensibile alla problematica, di riaprire la pista di Adria?
Sì, lo sappiamo: costa molto. Ma quanto costano ogni anno gli incidenti, gli interventi di soccorso, le ambulanze, gli elicotteri e i ricoveri dei motociclisti alla sanità veneta?
Una pista aperta potrebbe servire a insegnare a guidare bene, in sicurezza. Potrebbe diventare una scuola vera per motociclisti. E magari tanti “piloti scalmanati” che oggi si lanciano sui passi di montagna come se fossero inseguiti da un drone della polizia, potrebbero andare a correre lì dentro senza mettere in pericolo sé stessi e gli altri.
La pista potrebbe servire anche alle case motociclistiche per provare i nuovi modelli, organizzare corsi, eventi, giornate per i giovani e magari persino far nascere nuovi lavori.
Insomma, sarebbe una grande cosa. Una cosa utile davvero. Una di quelle idee che fanno bene a tutti.
E visto che tu conosci sicuramente gente importante, motociclisti famosi, politici, imprenditori e magari pure qualche santo protettore delle curve fatte bene… pensaci tu.
Noi nel frattempo continuiamo a sognare le moto davanti alle vetrine.
Con il casco allacciato e le dita incrociate,
I piccoli motociclisti del futuro
Regione del Veneto