26/10/2020
Per ridurre la circolazione del virus si richiudono cinema, teatri e centri culturali. Eppure nei luoghi della cultura, più che in altri, si sono applicate e rispettate tutte le norme decretate dal Governo per la tutela della salute dei cittadini. Cosa è cambiato? La situazione è così grave da richiedere che noi tutti ci richiuda in casa? Se sì perché non dirlo espressamente, perché affermare che si vuole a tutti i costi evitare una nuova chiusura generale? Serve chiarezza. Chi lavora per la cultura e lo spettacolo non appartiene di sicuro a quella minoranza di immaturi e irresponsabili che ci hanno ripiombato in questa situazione. Se ci sono evidenze scientifiche che nei luoghi della cultura e dello spettacolo il virus circola e si diffonde si diano i numeri relativi ai casi appurati di contaminazione. Sappiamo che le contaminazioni nella scuola sono molto basse e che, per questo motivo, non ne è stata decretata la chiusura. Dei cinema e dei teatri non sappiamo nulla. Si chiude e basta.
Così si mettono sul lastrico imprese, associazioni e professionisti. Alla fine ne usciremo a pezzi a tutto beneficiio delle multinazionali dello spettacolo e di tutti quegli artisti milionari che vanno in televisione a piangere per "i nostri eroi"infermieri e medici e poi hanno la sede fiscale all'estero. Meno male che si doveva tutelare il nostro patrimonio culturale, attori, musicisti, tecnici, registi, scenografi, ... ma no, meglio garantire che domani si possa tornare negli stadi a filmare il concerto di una superstar per poi postare qualche immagine su facebook in cerca di un like. Come già diceva mia nonna materna: povera Italia!