Interesse per le tematiche sociali, attenzione alle questioni ambientali e alla legalità rappresentano il filo comune che lega le attività e i progetti dell’Associazione culturale “Il Serraglio”. Uomini e donne, soggetti in carne e ossa, con le problematiche che attraversano il nostro quotidiano sono al centro dell’impegno dell’associazione nata nell’agosto del 2004 dall’idea di sei giovani. Nei m
esi scorsi si è parlato di emarginazione urbana ospitando “La città di cenere – vite al margine”, mostra fotografica di Fabio Petrelli. Scatti fotografici che diventano il “pretesto” per invitare alla riflessione una società e una collettività che ha smarrito il senso di sé e dell’appartenenza, in una moltitudine disgregata in non luoghi dove sembra non si abbia mai il tempo di voler vedere o di voler toccare con mano l’altro da noi. E tutto questo disinteresse per l’alterità nonostante le cronache raccontino di come sia davvero breve la distanza tra centro e periferia. La corsa frenetica sembra non darci il senso più profondo del quotidiano e se, per Umberto Saba, “l’opera d’arte è sempre un’opera di confessione”, ogni iniziativa attenta al sociale è prima una confessione, un mea culpa che ognuno di noi dovrebbe recitare, poi sfida culturale che invita ad uscire dal vuoto e a farsi coscienza. In una dimensione spazio – temporale dove l’identità è in crisi, l’associazione “Il Serraglio” si propone come custode di un’anima contemporanea che voglia emergere dall’afasia generale, creando una rete partecipativa con la gente e con gli operatori, spesso migranti della nostra terra, e con tutti coloro che sono interessati al processo di rinascita culturale.
“Non dimettersi dal Sud” è un’altra linea guida del Serraglio. Sud che è stato al centro di un’altra importante iniziativa, “Resistere a Mafiopoli”, incontro con Giovanni Impastato dove si è posta l’attenzione sulla necessità di contribuire a diffondere la cultura della legalità in un territorio dove è forte il ricatto occupazionale. Luoghi e contesti in cui poter conoscere, dibattere, visonare film, leggere, ascoltare musica, discutere di arte, di attualità. Del resto, come diceva l’Eco di “Apocalittici e Integrati”: “Una civiltà democratica si salverà solo se farà del linguaggio dell'immagine una provocazione alla riflessione critica, non un invito all'ipnosi”.