15/12/2025
🎄 Prima delle luci, prima delle palline, prima ancora del Natale cristiano, c’era un albero sempreverde che veniva portato dentro casa nel momento più buio dell’anno.
Per Celti e popoli germanici, durante Yule — la festa del solstizio d’inverno — rami di abete e pino celebravano la rinascita del sole e la vita che resiste al buio.
Nel Medioevo, soprattutto in area germanica, questo simbolo entra nella tradizione cristiana. Il 24 dicembre, festa di Adamo ed Eva, nelle chiese compariva il Paradise Tree: un abete che rappresentava l’Albero della Conoscenza, decorato con mele rosse (la caduta) e ostie bianche (la redenzione).
Con la fine delle sacre rappresentazioni, l’albero scende dalle chiese alle case. Le mele diventano sfere, le ostie dolci, le candele luce domestica: nasce così l’albero di Natale moderno.
In Germania prende il nome di Tannenbaum e tra XVIII e XIX secolo si diffonde in Europa.
In Inghilterra, l’immagine della regina Vittoria e del principe Alberto raccolti attorno all’albero lo rende simbolo del Natale familiare, imitato in tutto il continente, fino ad arrivare in Italia tra fine Ottocento e primo Novecento.
Ancora oggi, ogni albero di Natale è un Paradise Tree domestico: un frammento di foresta che attraversa i secoli, memoria di Yule, dell’Eden e di una luce che torna. 🎄
[In foto: l’albero di Natale di P.zza S.Michele a Lucca, foto di Claudio Tosi]