22/10/2026
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Quanta dignitร correttezza coerenza nelle parole dei miei amici leveranesi. Gente della terra, usa alla pazienza alla fatica e al rispetto.
In quella che pare una contraddizione, un ossimoro del presente in Puglia come in tutto il sud Italia, si disvela la realtร bifronte di uno dei comparti di traino dellโeconomia nazionale, la floricultura.
Nelle parole di Antonio Paglialunga, imprenditore floricolo di Leverano, provincia d Lecce, presidente dellโassociazione Leverano In Fiore che riunisce almeno 250 aziende di settore, cโรจ la foto senza sconti di un momento drammatico, con la clessidra sempre piรน vuota e i conti in allarme.
Tra quattro giorni 5 milioni di steli di crisantemo, prodotti nel comune salentino e destinati allโindotto legato alle festivitร di Ognissanti e dei Defunti andranno al macero se il blocco degli autotrasportatori andrร avanti.
โUna produzione destinata al mercato italiano e a piazze estere come quella olandese, greca, albanese โ spiega lโimprenditore โ per un importo difficile da stimare, elevatissimo. Parte degli steli sono giร stati recisi, altri restano in serra e altri ancora caricati su mezzi che non partono. La protesta รจ giusta, dovremmo protestare tutti e avremmo dovuto farlo da tempo, ma questa settimana per le aziende floricole รจ una delle piรน importanti dellโanno e vale le scommesse e i sacrifici di tutti. I raccolti vanno spediti tra il 20 e il 26 ottobre, non oltreโ.
A fronte di una produzione nazionale da 3 miliardi di euro di indotto, Leverano rivendica una tradizione e una fetta della torta che non teme rivali e che racconta, oltre al pregio di diverse decine di specie coltivate in serra, il valore inestimabile di una storia di comunitร legata al lavoro contadino e allโemigrazione che ha segnato il Salento nel Novecento. Oggi nelle serre si incontra fino alla quinta generazione di floricoltori, discendenti di quanti lasciarono la loro terra in cerca di fortuna in Germania, Svizzera e a Viareggio dove appresero lโarte nobile della semenza che dร vita al giro di valzer di un fiore per poi riportarla a casa, pionieri di unโemigrazione di ritorno capace di costruire futuro e crescita. Nipoti e pronipoti di quegli emigrati oggi sono al fianco dei genitori, e si dividono tra universitร e serre per innovare una tradizione che sa di pane, fatica, rispetto del ciclo delle stagioni e sfide corpo a corpo con la natura.
โAbbiamo affrontato il cambiamento climatico riconvertendo tante produzioni, abbiamo vissuto lโapocalisse del Covid, ora abbiamo una mannaia sulla testa che non si esaurisce nel solo blocco dei trasportiโ.
Su petali e corolle pesano infatti โlโaumento del carburante agricolo di quasi il 50% da 90 centesimi a 1,70 euro al litro, quello dei teloni delle serre di circa il 30% da 3 a 5 euro, quello dei concimi che non riusciamo a quantificare poichรฉ i prezzi sono sempre altalenantiโ.
Numeri tuttโaltro che freddi, termometro di una deflagrazione in gestazione.
Ad essi si aggiungono infatti le 500 unitร di forza lavoro in piรน impegnate come stagionali in questo periodo, migliaia di persone tra imprenditori e collaboratori a macerare nellโincertezza. Ogni azienda riunisce in media due famiglie, le quattro aziende piรน estese, da sole, contano 60 ettari di estensione, il conto pur in difetto rende lโidea della gravitร della situazione.
โNon posso fermarmi a parlare, ho i camion bloccati, le serre piene, gli autotrasportatori cui ci appoggiamo non vogliono rischiare di mettersi su strada e li capisco, siamo in fase di stallo, รจ un drammaโ, si lascia sfuggire una tra i piรน grossi produttori di fiori recisi di Leverano.
Senso di precarietร e timori reali, ma nessuna azione nรฉ espressione violenta o sopra le righe. Perchรฉ la gente della terra, come i colleghi che sono fermi per strada, conosce la buriana, coltiva la pazienza, porta a fioritura la speranza e chiede con rispetto.
โ๐ฝ ๐ญ๐๐๐๐๐๐ ๐ท๐๐๐๐๐๐ da La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi