16/06/2024
Se ne va in pensione (meritatamente) una delle più serie, competenti, preparate giornaliste della Rai: Giovanna Botteri.
Fa impressione pensare che Botteri lasci nel pieno di Telemeloni e nel momento più drammatico del Servizio pubblico, proprio lei che ha scritto la storia dell’informazione televisiva, dalla caduta dell’Unione Sovietica ai fronti di guerra più caldi del pianeta - su tutti Iraq, ex Jugoslavia e Kosovo, Afghanistan - dall’Albania al G8, alle corrispondenze da New York e Parigi, passando per Pechino ai tempi della pandemia.
E poi quell’istinto di schierarsi sempre dalla parte giusta, ogni volta che c’era da difendere un diritto. È qualcosa che ti porti dietro anche lontanissimo dalle telecamere.
Infine la grandezza con cui è uscita dalle ridicole polemiche di Striscia sul suo look e sui capelli ingrigiti, che l’hanno resa consapevolmente o meno icona di stile.
L’Usigrai l’ha salutata con parole che le rendono il giusto tributo: “Icona del Servizio Pubblico”. Ecco come l’hanno chiamata. Perché questo è ed è sempre stata Giovanna Botteri. Solo che oggi ce ne accorgiamo un po’ di più di ieri.
A 67 anni compiuti ieri, chissà quante altre cose farà nella vita. È a noi che mancherà tremendamente questa Signora del giornalismo, soprattutto in tempi sciagurati di Telemeloni; mancherà la sua voce e la sua intelligenza, merce rarissima oggi.