La storia.
Il festival che risorge.
Correvano gli anni cinquanta e nel Canavese, la nobile terra del Piemonte che si estende tra la Serra d’Ivrea, la Stura di Lanzo e le Alpi per poi proseguire fino a lambire il Vercellese e il Biellese, una rivista musicale nata dal nulla concedeva la possibilità ai cantanti più o meno conosciuti del luogo, di esibirsi di fronte a un pubblico vero. In assenza di qualsiasi strumento di comunicazione di massa che fosse facilmente accessibile, questa kermesse musicale rappresentò per molti anni e per molte persone, una splendida vetrina nella quale confondersi insieme ai propri sogni.
Dopo 27 anni dalla sua ultima edizione, i tempi erano diventati maturi per riproporre il CANTACROTTE in modo da riportare in auge lo spirito che lo aveva sempre accompagnato. In una società nella quale i vincitori di oggi diventano i vinti del giorno dopo, gli uni e gli altri esposti come gladiatori in un’arena sovraffollata di case discografiche sempre più fameliche, di competizioni sempre più urlate, di share e di televoti, di talent show all’ultimo sangue, c’era il bisogno di tornare a una musica pacata che ritrovasse la sua anima.
Il 7 giugno 2014, ritorna ufficialmente il CANTACROTTE.
L’evoluzione.
Nonostante i leciti timori della vigilia, lo spettacolo è un successo. Più di quattromila spettatori affollano la minuscola frazione di Crotte intagliata tra campi di mais e grano, destando molta curiosità e stupore specialmente tra radio e media locali.
Lo spettacolo segue un preciso concept televisivo: la scaletta è serrata, la qualità è più che soddisfacente, la scena è d’impatto. Oltre all’esibizione degli artisti locali, vengono proposti personaggi famosi tra cui cabarettisti e musicisti d’indiscusso talento. E tutto, senza l’ombra di alcuna competizione.
Ma questo, non è che l’inizio. Il 4 agosto 2014, sull’onda di un entusiasmo irrefrenabile nasce, per mano di sette soci fondatori, il CANTACROTTE GRUPPO.
Dopo una seconda edizione che ha ricalcato sostanzialmente l’impostazione e i successi della prima, gli spazi del piccolo borgo canavesano iniziano a diventare angusti e così l’Organizzazione decide di porre le basi dell’edizione 2016 in un’area ben più ampia e certamente più famosa: la piazza principale di quella ‘Ivrea la bella’ declamata dal Carducci. Proprio l’anno 2016 può essere considerato quello della svolta: nasce un ufficio commerciale, un ufficio stampa e si presenta un progetto molto ambizioso che riceve da 16 Sindaci di altrettanti comuni canavesani l’attestazione di Grande Progetto per il Territorio. Nasce così il NOTE D’INCANTO IVREA FESTIVAL.
Nel 2017, la risonanza raggiunta da tale manifestazione raggiunge livelli tali da valicare i confini regionali: l’interesse da parte di alcune emittenti televisive e delle maggiori Produzioni musicali italiane si fa sempre più concreto mentre alcuni giornali specializzati parlano del NOTE D’INCANTO come del più grande festival nazionale con format specifico. La cura dei dettagli inizia a diventare maniacale mentre il grado di qualità e di preparazione si avvicina sempre più velocemente a manifestazioni ben più blasonate e con budget decisamente più sostanziosi. In effetti, inizia una collaborazione, unica nel suo genere, con la Sanremo Promotion che porta l’Orchestra Sinfonica di Sanremo a nobilitare le performances degli artisti e si procede alla creazione di uno staff di altissima qualità per la selezione di venti talenti nazionali, di età compresa tra i sedici e i ventinove anni, da presentare alle serate accanto a ospiti sempre più famosi. Regola imprescindibile del festival, imposta dall’intero comitato organizzativo fin dai suoi primi vagiti, è che ogni singola nota emessa dal palco debba essere prodotta rigorosamente dal vivo.
Con l’edizione del 2018 viene confermata l’eccellenza della manifestazione, ora INCANTO SUMMER FESTIVAL, non solo dal punto di vista artistico/organizzativo ma anche commerciale avendo generato rilevanti flussi di denaro di cui ha beneficiato l’intero territorio.
Partecipazioni.
Il fatto che il comitato organizzatore, presieduto da Mauro Cignetti, si sia completamente autofinanziato, eleva a dismisura l’importanza dell’elenco dei personaggi che, con le loro performances, hanno nobilitato la manifestazione. Conduttori del calibro di Alessandro Greco e Savino Zaba hanno scandito i tempi degli spettacoli in maniera egregia, mentre Vittorio De Scalzi, Dariana Koumanova Roberto Izzo, rispettivamente Direttore Artistico e Direttori d’Orchestra, hanno garantito una qualità eccelsa a ogni nota emessa dal palco. Per i cantanti professionisti si è passati nel corso degli anni da I Dik Dik a I Camaleonti, da Sandro Giacobbe ad Alex Negro, da Santino Rocchetti a Karima, per poi arrivare nelle ultime edizioni a Ivana Spagna, ai Faber Per Sempre, a Stash dei The Kolors, a Giusy Ferreri. Di assoluto valore anche le proposte dei comici che si sono esibiti: Claudio Batta, Max Pisu, il Grande Mago, Giancarlo Kalabrugovic, Paolo Cevoli, Giovanni Cacioppo, Gianluca Fubelli e molti altri.
Struttura dello spettacolo.
Benché la formula dello spettacolo si presti ad assecondare variazioni contingenti, la struttura di base, così come ideata dagli organizzatori, consisterebbe nel far esibire i 20 cantanti esordienti, uno per ogni regione d’Italia, nella prima serata per poi dividerli in due gruppi nelle due serate successive alternando le loro prove con quelle degli ospiti nella proporzione di uno a tre. La cadenza sarebbe annuale ma è stata presa in considerazione la possibilità di deviare verso una manifestazione di stampo itinerante avendo già ricevuto riscontri assai entusiastici da città quali Torino, Palermo, Sanremo, Aosta.
Obiettivi.
Diversi sono stati gli obiettivi che hanno accompagnato nel tempo gli sforzi sostenuti da ogni singolo socio fondatore e dai numerosi collaboratori. Dal fatto di voler recuperare e diffondere una manifestazione canora quale parte integrante del patrimonio culturale locale, a quello di voler avvicinare artisti sconosciuti a professionisti di fama nazionale e internazionale, alla volontà di dare spazio al talento autentico depurato dagli interessi del momento, al destinare fondi a Enti e strutture in difficoltà, a produrre solo, esclusivamente musica di qualità e molto altro ancora. Ma, a cinque anni dalla nascita del CANTACROTTE, cinque anni di sacrifici enormi, di soddisfazioni e disillusioni, di esborsi ingenti e di battaglie portate avanti con la sola forza e l’entusiasmo di un piccolo gruppo di sognatori incalliti, è diventato fondamentale trovare la strada perché questo progetto diventi qualcosa di più solido. E questo, tanto per la nostra amata Regione quanto per l’Italia tutta, così come è stato per il Festival di Castrocaro, il Concorso di Miss Italia, Il Disco per L’estate, il Festival di Sanremo.
A presto quindi!!!!!!!!