01/06/2026
BOB DYLAN SULLE ORME DI WOODY
1960 è un inverno freddo nel New Jersey. Un autobus percorre lentamente la strada sconnessa che conduce all'Ospedale Psichiatrico del parco di Greyston, la neve rende ancor più angusto il viaggio. Un ragazzo esile dai riccioli neri, piccolo di statura che sembra un folletto, scende di fronte all' imponente edificio, non ha ancora compiuto 19 anni, è vestito con abiti leggeri: blue jeans usurati e camicia a quadri rossi e blu, ai piedi scarpe da lavoro, indossa un giubbino che non lo allevia dal freddo pungente, ha sulle spalle una chitarra e va con passo svelto verso l'ingresso dell'ospedale. Si è trasferito da poco a New York proveniente da Hibbing piccola città della Contea di St. Louis nello Stato del Minnesota, dove è cresciuto, il nome è Robert Allen Zimmerman, il suo è un pellegrinaggio fino alla stanza dove il morbo di Huntington costringe Woody Guthrie. Il giovane Robert ha ascoltato le sue canzoni la notte da una vecchia radio e porta con sé sempre nella tasca "Bound For Glory" l'autobiografia del folk singer, dalle pagine ormai consunte, letta tante volte. È un'idolo per quel ragazzo: Guthrie dall'Oklahoma aveva percorso gli States in lungo e in largo per raccontare la grande depressione del 1929, le tempeste di polvere del Mid-West degli anni trenta che avevano spinto tanti contadini ad una disperata migrazione, in cerca di lavoro nella California. Canta l'America della “Working class” e del sindacato, dell’avidità delle banche, la stessa descritta da Hemingway, Eliot e Steinbeck.
Robert Allen Zimmerman aveva deciso di saltare sul primo treno diretto verso la Grande Mela e di lasciarsi tutto il resto alle spalle. Woody Guthrie è Il suo eroe e come lui vuole essere il cantore degli ultimi, degli emarginati, di coloro che aspirano ad un mondo di pace e marciano contro la guerra in Vietnam. Vive la New York del Greenwich Village famoso per la scena bohèmienne, per la cultura alternativa ed i locali underground in cui si suona jazz e i poeti della “Beat Generation” recitano poesie, dove sta nascendo la nuova musica folk
“Sono qui fuori, un migliaio di miglia da casa, cammino una strada già attraversata da altri. Scopro il tuo mondo di persone e cose, i tuoi poveri, i contadini, le principesse e i re... ” *
Woody è a letto, sedato da massicce dosi di tranquillanti, quella malattia genetica, ereditata dalla madre, colpisce la coordinazione muscolare e porta ad un declino cognitivo e a problemi psichiatrici. In alcuni momenti è violento, per questo lo hanno rinchiuso al Greystone Park Psychiatric Hospital. Ora sono quattro anni che è ricoverato, sotto stretta osservazione. Apre gli occhi è vede seduto accanto al letto quel giovane dall'aria un po' buffa e intimidito: ”Come ti chiami, ragazzo... cosa cerchi?”
“ Robert Allen Zimmerman è il mio nome, ma non suona bene per un aspirante folk singer, ora che vivo a New York, lontano dai miei, ho deciso di cambiarlo in Dylan come Dylan Thomas il poeta scrittore gallese. Bob Dylan suona molto meglio...” Prende la chitarra ed incomincia a cantare...
“Hey Woody Guthrie, ti ho scritto una canzone che parla del buffo mondo che abbiamo davanti sembra malato, affamato, stanco e dilaniato, sembra morente ma in realtà non è ancora nato.
Hey, Woody Guthrie, ma io so che tu sai tutte le cose che sto dicendo e molte altre ancora, perché non ci sono molti uomini che hanno fatto ciò che hai fatto tu...” *
Il malato è sorpreso, vorrebbe alzarsi dal letto ma non ha la forza, conosce quella melodia, l'ha scritta lui stesso anni prima, anche se il testo è diverso. E' una delle sue canzoni più celebri dal titolo “ The 1913 Massacre”. Descrive un terribile massacro avvenuto la vigilia di Natale del 1913 nel Michigan, nel pieno dello sciopero dei minatori. Le milizie private al soldo delle compagnie minerarie avevano attaccato la folla provocando la morte di settantatre persone, oltre la metà erano bambini tra i 6 e i 12 anni.
“Piangevo tutte le volte che cantavo quella canzone, mi prendeva un nodo alla gola e le parole uscivano a stento. Ragazzo, se vuoi diventare grande devi raccontare fatti realmente accaduti, la gioia e il dolore della povera gente, di quelli di cui nessuno conosce i nomi ma che con il loro lavoro hanno edificato questa grande nazione. Ti ringrazio, potevi scegliere una melodia diversa, allegra, ma non importa forse questa canzone, costruita insieme, un giorno quando diverrai famoso, sarà ascoltata da tanti e così ricorderanno Woody Guthrie, il folk singer che aveva scritto sulla sua chitarra: “Questa macchina ammazza i fascisti”.
Il giovane uomo ha ormai rotto il ghiaccio: “La canto già nei folk club del Greenwich Village, in molti la conoscono e conoscono anche le tue canzoni. Vedi Woody, tutti dicono che io sia il tuo erede, ma ho ancora tanto da scoprire ed imparare e non saprei domani dove mi condurrà la mia musica. Sto lavorando per un disco che conterrà anche questo brano, John Hammond trova le mie canzoni di grande interesse e mi ha procurato un contatto con la Columbia Records, non so cosa succederà, potrebbe essere il mio primo ed ultimo disco, l'America ha tanti folksinger, raccolgono storie vere e le raccontano molto meglio di me “.
Robert Allen Zimmerman, che si fa chiamare Bob Dylan, dopo un breve pausa continua a suonare
“...Questa è per Cisco, per Sonny e anche per Leadbelly, e per tutte le brave persone che hanno viaggiato con te. Questa è per i cuori e per le mani delle persone che vengono con la polvere e se ne vanno con il vento...” *
Woody è molto malato e sa che presto la sua vita andrà altrove, ma quel tale Zimmerman – Dylan che lo guarda come l'ultimo degli eroi, lui che non riesce neanche più a suonare la chitarra, gli ricorda l'ardore della giovinezza, lo intenerisce e nonostante la stanchezza vuole continuare a parlargli, ma le parole non hanno fiato. Nel letto infermo ode ancora lo sferragliare di un treno merci preso in corsa, per un lungo viaggio tra pianure e montagne, stati e città. Woody aveva conosciuto l'America in tutti i suoi aspetti:
“...Ho girato e vagato e inseguito i miei passi attraverso le sabbie scintillanti dei deserti di diamante e tutto intorno a me una voce risuonava questa terra è stata creata per te e per me... All’ombra del campanile ho visto la mia gente vicino all’Ufficio Assistenza loro stavano lì affamati ed io stavo lì a chiedermi questa terra è stata fatta per te e per me? Nessuno potrà mai fermarmi mentre percorro quella grande strada della libertà nessuno potrà mai farmi tornare indietro questa terra è stata fatta per te e per me” **
Poi sfinito chiude gli occhi, è stanco, non riesce neanche a salutare quell'esile amico che è venuto da lontano per fargli compagnia e a cantare la canzone che celebra la sua grandezza ma Dylan continua e quella melodia è ormai una dolce ninnananna.
“...Partirò domani, ma potrei partire oggi, da qualche parte, lungo la strada, un giorno. L'ultima cosa che voglio fare è poter dire che ho fatto anch'io tanta strada.” *
Woody Guthrie morrà a New York, 3 ottobre 1967 a 45 anni, in una clinica psichiatrica, Bob Dylan tornerà ancora a trovarlo, percorrerà una strada piena di successi, il giovane folk singer, timoroso ed incerto sarà nel 2016 Premio Nobel per la letteratura «per aver creato nuove espressioni poetiche all'interno della grande tradizione della canzone americana» ( Luciano Duro )
Da: “Song To Woody” di Bob Dylan - Album: Bob Dylan 1962 *
Da: “This land is your land” di Woody Guthrie 1940. **